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Dal Garage al Tetto del Mondo

di Jacopo Martinelli

Ancora un’eccellenza carrarese emerge nelle attività sportive: Lorenzo Musetti, diciassettenne di Carrara, il quale ha raggiunto la vetta del ranking mondiale del tennis internazionale, dopo il recente successo nell’Australian Open Junior di Melbourne.
Ancora un’eccellenza carrarese emerge nelle attività sportive; mi riferisco a Lorenzo Musetti, diciassettenne di Carrara, il quale ha raggiunto la vetta del ranking mondiale del tennis internazionale, dopo il recente successo nell’Australian Open Junior di Melbourne.

Lorenzo ha iniziato giovanissimo a palleggiare nel garage della nonna vicino allo stadio “dei Marmi” di Carrara, spinto dal padre, un appassionato tennista amatoriale.
Musetti ha bruciato le tappe della sua brevissima attività, aggiudicandosi prima vari tornei nazionali, quindi ha partecipato ai grandi tornei internazionali riservati alle categorie giovanili. Scoperto da Filippo Volandri, Lorenzo frequenta il Liceo Linguistico, si allena al Centro Tecnico di Tirrenia ed è seguito da coach Simone Tartarini, presso il Junior tennis San Benedetto della Spezia.
Da un punto di vista tecnico gioca un tennis aggressivo, utilizza la discesa a rete e colpisce di rovescio a una mano. Lorenzo ha una grande personalità, come ha dimostrato durante la recente vittoria a Melbourne, quando, durante i quarti di finale, ha stupito per la tranquillità e la padronanza in campo: ha segnato un punto facendo un pallonetto in «tweener», ovvero una battuta «sotto gamba». Il suo idolo è Roger Federer, di cui ammira tutto, “perché rispecchia l’essenza del tennis, soprattutto per la sua eleganza”.
Ci auguriamo tutti che questa meravigliosa storia sportiva sia un trampolino di lancio che permetta a Lorenzo di ripetere e ripercorrere le carriere di altri fenomeni di questo sport come, ad esempio, Fabio Fognini e Adriano Panatta.

racconti brevi

FAMIGLIA UNITA O QUASI

di Elena Pulvirenti

Erano due gemelli, si assomigliavano come due gocce d’acqua. Da piccoli erano molto legati e tanti li invidiavano per il rapporto che avevano. Arrivati in età adulta però, ognuno prese una strada diversa dall’altro. Luigi si era laureato in medicina e lavorava in un piccolo studio della sua povera città, si era sposato con una donna, con la quale aveva avuto due figli: Gianmarco che studiava al terzo anno di università e Sofia che frequentava l’ultimo anno di liceo. Era una famiglia molto unita e solidale. Marco invece era diventato un uomo d’affari, viveva in una grande città ed era sposato ma non aveva avuto figli. Per lui erano importanti solo i soldi. Passava molto tempo fuori casa, tradiva la moglie e non aiutava nessuno.

Una sera Marco e sua moglie mentre ritornavano da una festa fecero un grave incidente in moto. Furono portati subito in ospedale; Luigi con la sua famiglia si precipitò a trovare il gemello e poco dopo arrivarono i genitori della moglie di Marco. Erano tutti in panico, nella sala si respirava tantissima ansia, quando uscirono i medici e diedero la brutta notizia della morte dei coniugi. Una marea di lacrime scese, si sentirono urla: erano entrati in una fase di disperazione. Passarono alcune settimane e si dovette decidere a chi spettava l’eredità. Spettò al fratello Luigi, che all’inizio non volle accettare, ma che alla fine prese il denaro per pagare gli studi ai figli. Trovandosi tutti questi soldi la sua vita cambiò. Luigi dovette fidarsi dei vecchi colleghi per gestire le ditte che aveva il fratello, però non si accorse che approfittarono della sua ingenuità e lo derubarono, soprattutto i suoceri di Marco. Suo figlio, Gianmarco, venne ingannato dai nuovi amici che lo spinsero ad abbandonare gli studi e ad utilizzare la ricchezza per ottenere tutto ciò che voleva, così divenne un giovane viziato e senza una possibile carriera davanti a sé. La moglie abbandonò tutto e si dedicò solo a se stessa. Solo la figlia restò uguale a prima, continuò gli studi, si sposò e andò a vivere a Parigi. Fu così che ogni componente della famiglia prese una strada propria e non fu più unita.