questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: i primi amori

di Zoë Stroobant

Ragazzo. Caro diario, sono io, Zoë, quindicenne innamorata e ostinata. Sai diario, sono successe molte cose in questo mese. Ti riassumo: ho conosciuto un ragazzo, ci siamo innamorati e messi insieme, ma ora è tutto cambiato. Ha detto che forse gli piace anche un’altra, che io continuo a piacergli tanto, ma che forse c’è anche lei. Gli ho dato un ultimatum: o lei o me. Gliel’ho detto fin dall’inizio, non ho alcuna intenzione di dividerlo con altre. Eppure diario, se dovesse scegliere me, penso che tornerei insieme a lui, non rinuncerei alla nostra storia e gli darei un’altra opportunità. Ma queste sono parole nel vuoto: finché non lo vedrò non saprò che cosa fare!

Adulto. Caro diario, sono proprio esaurita! Ho deciso di scrivere un diario per sfogarmi! Zoë, mia figlia, sta dando corda al suo fidanzatino che la sta prendendo solo in giro. La cosa che mi sorprende, però, è che non se ne stia rendendo conto, o peggio, che creda al primo ragazzo che si presenta con una bugia bella e buona! Crede che lui tornerà… io le ho detto di lasciarlo e andare avanti, ma appena ne parla scoppia in lacrime. È così ingenua! Pensa che lui sarà diverso? Pensa che questa situazione non sia capitata ad altre ragazze o a me? C’è un’unica soluzione: lasciarlo, così che si senta lei più forte!

classici e moderni dall'infanzia all'adolescenza, recensioni

“We are family”, recensione

di Serena Mazzoni

La proposta che mi ha maggiormente interessato è sicuramente il libro “We are family” di Fabio Bartolomei che tratta di un bambino estremamente intelligente e della sua famiglia. La particolarità è che il bambino riesce a vedere e ad analizzare le situazioni in maniera del tutto anomala rispetto alla sua età e in qualche modo con maggiore superiorità e maturità, differentemente dagli adulti che compongono la sua famiglia, cioè e i suoi genitori e la nonna. Mi sento di consigliarlo caldamente per il modo in cui è scritto: semplice, leggero, ma d’effetto; inoltre ho trovato che l’argomento di cui parla sia estremamente interessante e coinvolgente, sia per ragazzi della mia età, sia per lettori adulti. 

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: la playstation

di Sara Tesconi

Ragazzo. E anche oggi inizia una nuova giornata estiva; già, perché finalmente, dopo un lungo periodo buio chiamato “scuola”, quando ancora l’estate sembrava un miraggio, anzi no, un’utopia, le vacanze sono arrivate. Ebbene, i miei programmi per oggi sono ben chiari: dormire fino a tardi, riempire il mio piccolo stomaco di cibo che agli adulti piace tanto chiamare “spazzatura” e soprattutto videogames. Come potrei passare la mia estate al meglio senza una partita con i miei amici sulla playstation? Giocare con loro è assolutamente divertente, però mia mamma sente sempre il bisogno di intromettersi: voglio dire, le voglio un mondo di bene, ma diventa troppo irritante quando inizia a sgridarmi perché da troppe ore gioco alla playstation. Non penso di giocarci così tanto tempo come dice lei, e poi che male c’è se passo un po’ del mio tempo libero davanti a uno schermo?

Adulto. E anche oggi inizia una nuova e lunga e stancante giornata estiva, già, perché le vacanze estive sono arrivate per tutti tranne che per me! I programmi della mia giornata sono ben chiari: alzarsi presto, fare una doccia veloce, andare a lavorare cercando di non arrivare tardi e di non scordare nessun documento a casa, perché vorrei evitare la ramanzina del mio capo, tornare a casa, preparare il pranzo per il mio sfaticato figlio e poi finalmente… rilassarmi? Magari, invece no, proprio quando ho del tempo libero e mi piacerebbe andare con mio figlio al mare arriva il grande problema: non possiamo uscire perché lui è impegnato a giocare con i suoi amici davanti alla play…play…playstation, va bene insomma, quel catafalco di metallo che a lui sembra tanto indispensabile. Poi sarebbe comprensibile se ci giocasse una mezz’ora, in realtà ci passa delle ore, e così mi ritrovo sempre a sgridarlo. Ma perché non riesce a rendersi conto di quanto può fargli male restare davanti a uno schermo per l’intera giornata?

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“We are family”, recensione

di Aurora Cerrito

We are family” di Fabio Bartolomei è un libro che vorrei consigliare ai miei coetanei, poiché lo considero molto interessante e coinvolgente. La storia è incentrata sulla vita quotidiana di Al, un bambino che vede il mondo in maniera completamente diversa dagli altri, infatti possiede molta fantasia e interpreta a modo suo tutto ciò che lo circonda. Al è un bambino spensierato che adora la sua famiglia ed ogni giorno affronta la vita con gioia: non crescerà mai veramente, anzi, rimarrà per sempre bambino.

articoli, sport

Il nuovo Milan: sempre più made in Italy

di Alessio Corsini

Per ripartire il Milan sceglie di affidarsi a Marco Giampaolo, tecnico abruzzese che si è messo in mostra nella scorsa stagione alla guida della Sampdoria; il contratto lo legherà al Milan fino al 30 giugno 2021, con opzione per il rinnovo fino al 30 giugno 2022. 

Era il tassello che mancava per completare l’organigramma rossonero.

Sul fronte acquisti saranno determinanti la sua figura e le sue richieste, in tal senso si muoverà il mercato del Milan.

Schick e Giampaolo nella Sampdoria

Secondo le prime indiscrezioni Giampaolo vorrebbe riportare nel club di via Aldo Rossi Patrick Schick, giocatore che alla Roma non ha reso come ci si aspettava ma potrebbe ritrovare quella continuità che lo aveva caratterizzato proprio sotto la guida di Giampaolo alla Sampdoria.

Il sogno del Milan: Torreira

Oltre a lui il neotecnico vorrebbe tornare ad allenare Torreira. Dal canto suo, il ragazzo sarebbe ben felice di tornare in Italia: l’uruguaiano, infatti, non è soddisfatto dell’esperienza in Inghilterra nonostante la stagione più che positiva disputata con la maglia dell’Arsenal.

La chiamata di Giampaolo, come ha detto il suo entourage, sarebbe speciale, ma per convincere i Gunners a cederlo, servono almeno 35 milioni.

Troppi per le casse del club rossonero.

In alternativa il Milan potrebbe puntare con decisione su Stefano Sensi, ad oggi forse la pista più calda tra quelle in piedi. Le trattative con il manager Riso sono state avviate da tempo, ma la distanza col Sassuolo c’è e va ridotta. E nelle ultimissime ore si è aperto un vero e proprio derby con l’Inter.

Giampaolo ha le idee chiare sul modulo: 4-3-1-2,  modulo che secondo l’ex Presidente Silvio Berlusconi ha reso il Milan la squadra più forte del mondo quando Arrigo Sacchi era in panchina.

I tifosi rossoneri possono ben sperare…

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“Io non ho paura”, recensione

di Alessia Ravenna

Il libro che mi ha maggiormente colpito è “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti. Questo libro mi è piaciuto molto perché non solo era leggero nella lettura, ma in certi punti era persino avvincente. A questo ha certamente contribuito l’uso della prima persona singolare che rendeva il racconto più concreto, facendomi immedesimare meglio nel personaggio, rendendo più trasparenti le sue emozioni. In effetti leggere questo libro mi ha aiutato a riflettere sulla distanza che c’è sui valori interiorizzati e a volte i comportamenti delle persone, come le azioni dei genitori e le aspettative dei figli.

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“Nel mare ci sono i coccodrilli”, recensione

di Alice Paglini

Se dovessi consigliare ad un mio coetaneo la lettura di un libro gli indicherei “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda. Il libro narra la storia vera di un giovane che scappa dall’Afghanistan e viaggia per migliaia di chilometri per raggiungere l’Europa. Il testo è molto appassionante poiché tratta delle sofferenze e delle difficoltà di un ragazzo della mia età, facendomi riflettere sulla fortuna che ho avuto a nascere in un paese privo di dittature e guerre e con numerosi mezzi a mia disposizione, partendo dai più indispensabili come cibo, acqua e cure mediche, ai più superflui come vestiti e cellulare.

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“We are family”, recensione

di Federico Nicodemi

Il libro che mi ha sorpreso ed interessato maggiormente è “We are family” di Fabio Bartolomei. Lo consiglierei ad un mio coetaneo perché è un testo ottimo per un ragazzo della mia età perché può essere letto scorrevolmente anche se uno non è un grande lettore. Comunque può essere letto anche da una persona più adulta. Questo romanzo affronta temi importanti come la povertà, la morte, la discriminazione in maniera molto leggera e spensierata, proprio come li vedrebbe un bambino. Per concludere questo libro mi è piaciuto molto e non mi ha mai annoiato dalla prima all’ultima riga.

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“Il barone rampante”, recensione

di Ettore Lebotti

Tra le proposte il libro che mi ha maggiormente colpito è “Il barone rampante” perché mi rispecchio nelle caratteristiche del protagonista il quale, in fase adolescenziale, litiga spesso con il padre ed è sempre ribelle. Queste caratteristiche rispecchiano in pieno il momento che sto passando. Difatti sono sempre scorbutico e litigioso, specialmente con mio padre, come Cosimo nel libro. Consiglierei la lettura di questo romanzo ad un amico che è nella mia stessa situazione per aiutarlo a capire quanto l’adolescenza sia il primo periodo difficile che uno deve passare nella vita.

articoli

“Un mistero…un po’ buffo”: l’inaugurazione della palestra del Liceo Classico Repetti

Le voci di chi ha partecipato

Dopo mesi e mesi di duro lavoro, noi ragazzi del Liceo Classico Repetti mercoledì 22 maggio ci siamo finalmente esibiti in alcune piccole coreografie per l’inaugurazione della palestra. Nei mesi precedenti allo spettacolo, insieme alla Prof.ssa di Scienze motorie Daniela Donnini, abbiamo ideato vari balletti più o meno spiritosi. Gli alunni, sia maschi che femmine, del ginnasio si sono cimentati in una danza popolare ispirata dalle note del violinista Ara Malikian, il musicista preferito della professoressa; tutti indossavano camicie bianche, mentre un nastro colorato legato intorno alla vita distingueva le classi ed insieme creava un effetto arcobaleno. Gli alunni delle prime e seconde liceo si sono esibiti in una simpatica coreografia che scimmiottava il duro allenamento del pugile Rocky Balboa, al contrario delle alunne che, vestite con colori fluo, richiamavano lo stile anni Ottanta ispirandosi al film Flashdance. Invece le studentesse della terza liceo, in vista dell’Esame di Stato, si sono esibite in una rilassante coreografia di yoga! Ohmmm…Ci sono stati anche dei balletti di danza classica eseguiti da ballerine e “bolleroni” (meglio di Roberto Bolle!). Da non dimenticare un’alunna di prima liceo che si è distinta con una bellissima coreografia sui pattini sulle note di “Young and Beautiful” di Lana Del Rey. La festa si è poi conclusa con la perfetta esibizione canora del coro della scuola, che ha intonato, guidato dalla Prof.ssa Federica Poli, “Viva La Vida” dei Coldplay. (G.M. Borghini)

Oltre ad esibirmi con la mia classe in una danza popolare, mi sono esibita davanti a numerosi spettatori in una coreografia di danza classica e in una di danza moderna. Lo spettacolo è andato nel migliore dei modi e, anche se ero molto agitata, sono riuscita a non sbagliare i passi e a ricordarmi le coreografie. Già, perché prima dello spettacolo ci sono state poche prove generali ed è stato veramente difficile montare le coreografie: trovare un giorno per provare tutti insieme, infatti, sembrava un’impresa impossibile. Io in particolare ho avuto il compito di montare la coreografia di danza moderna che faceva da apertura per il balletto “Oblivion”, l’ultimo di tutti i pezzi del programma. Contrariamente a quanto pensassi all’inizio, è stato per me molto semplice montare i passi che successivamente ho dovuto insegnare alla mia compagna. (Sara T.)

Siamo stati proprio noi, alunni del Liceo Classico Repetti, dopo una lunga ed agognata attesa, ad inaugurare ufficialmente la palestra, rimasta chiusa per molto tempo. Per l’occasione ci siamo tutti messi in gioco con danze, balli e canti, provando a dare il meglio di noi. Lo spettacolo si è aperto con l’esibizione degli alunni del ginnasio: la mia classe ha ballato, con l’altra quarta ginnasio e le due quinte, il sirtaki. Diciamo che ci abbiamo provato, ma sincronia e coordinazione non sono proprio il nostro forte. Durante una prova, mentre giravo intorno ad una mia compagna, le sono andata troppo vicino ed abbiamo entrambe rischiato di cadere una sopra l’altra. Alla fine però lo spettacolo si è svolto senza intoppi… Dopo di noi anche le altre classi hanno dato il meglio di loro con balletti, talvolta scoordinati, costumi improvvisati e accessori colorati anni Ottanta. Poi c’è stato un balletto classico in cui abbiamo visto esibirsi quattro bravissime alunne e quattro alunni di prima liceo, soprannominati in modo ironico i “bolleroni”. Le coreografie, per la maggior parte, sono state realizzate dagli studenti, con ottimi risultati. (Lisa P.)

Sono giorni anzi mesi che proviamo da soli o in gruppo il balletto tra risate e cadute, alle volte anche da parte di chi non te lo aspetteresti. Sono le 15:00 e tutte le ragazze della quarta A ginnasio, con gonnelline e fiocchetti blu elettrico, sembrano un cesto di tanti ovetti che si avviano ad un destino comune: la danza popolare. Ore16:30 ed ecco che il momento tanto atteso è arrivato. In pochi secondi una calca di genitori cerca di farsi spazio per occupare un posto nelle prime file, avendo così la visuale migliore per immortalare con video o foto gli attimi più belli. Sono soprattutto i balletti di classica e moderna a catturare gli sguardi abbagliati degli spettatori, increduli di fronte all’estrema leggerezza delle ballerine, tutte alunne della scuola. Le coreografie, anche se difficili e alle volte non proprio perfettamente a tempo, hanno dato voce ad un valore importante: la collaborazione! Passi, costumi e colori erano variegati, ma comune il pensiero di tutti gli allievi della compagnia, soprannominata in modo scherzoso “Circo Massimo”. (Benedetta P.)

Durante l’inaugurazione della palestra noi ragazzi del ginnasio ci siamo cimentati in un ballo popolare accompagnato da musiche non proprio comuni. Mesi di prove in cui, tra cadute varie e risate nel vedere ragazzi decisamente non coordinati, siamo comunque riusciti a montare una coreografia con tanto di spostamenti e scambi grazie alla supervisione della Prof.ssa Donnini. Durante le prove noi quartini abbiamo provato con gli alunni di quinta ginnasio ed abbiamo avuto perciò l’occasione di conoscere altri ragazzi, interagendo tra di noi nel corso della danza: ci scambiavamo sorrisi e ritrovavamo in ciascuno di noi quella momentanea stanchezza negli occhi che, al ripartire della musica, ci lasciava in qualche modo legati, anche solo per un attimo, facendoci sentire parte di un qualcosa di più grande. (Serena M.)