impressioni di viaggio

…da San Vigilio di Marebbe

di Benedetta Parodi

Un passo dal cielo

Forse è più semplice trovare un luogo che ti accoglie e nel quale ti senti sicuro che sentirsi amati da qualcuno… La montagna è tutto questo, un insieme ordinato di sensazioni e cose che ti fanno sentire sempre a casa.

Quest’anno i miei genitori, da sempre amanti della montagna e delle camminate ad alta quota, hanno deciso come meta San Vigilio di Marebbe in Val Badia. Questa località è immersa in un parco naturale che la rende unica per il suo paesaggio. La settimana si è svolta in maniera veloce e divertente, anche se con qualche intoppo a livello del tempo.

Il verde intenso delle fronde degli alberi ricopre in modo uniforme tutte le anse della valle, facendola apparire agli occhi dei turisti, ma anche degli abitanti stessi, come un cuscino morbido e soffice che quando ti appoggi si raggrinzisce, ma mantiene sempre quell’inconfondibile calore ed una sensazione di eterna morbidezza.

Il lago di Braies

L’acqua azzurro cobalto, gli uccellini che intonano melodie differenti e le montagne, sempre alte e maestose, sono il quadro perfetto con tutti gli ingredienti che riescono a rendere un luogo affascinante, ma allo stesso tempo suggestivo. Gli archetti di legno chiaro attraccano nella speranza che qualcuno salga su di loro, per fargli scoprire l’immenso blu di questo lago. Ad ogni remata il colore sfuma fino a diventare blu notte; nel mentre il sole inizia a girare facendo specchiare le montagne. Invece il sentiero che circonda il lago è ricco di acque fresche che scendono dalle sorgenti e splendidi mirador che ritraggono il lago nella sua bellezza.

Fodara, camminata fino al rifugio

Un sentiero impervio ci accompagna verso quello che dovrà essere il rifugio nel quale sostare all’ora di pranzo. Ad ogni passo farfalle nere e rosse si muovono vorticosamente intorno ai fiori appoggiandosi per riprendere fiato. Il cammino immerso tra gli alberi ospita animali come ad esempio scoiattoli. Niente è più bello di quel panorama quasi fantastico che si presenta ad ogni curva, ogni spazio che c’è tra un ramo ed una foglia. Si sente il vento fischiare e le montagne che, come padrone, ti fanno arrivare alla meta dopo una lunga camminata tra salite e discese. Appena arrivati tutto è diverso…l’erbetta verde smeraldo ricopre come un tappeto vellutato la piccola insenatura con al centro il rifugio.

Gita al Passo delle Erbe

Il tempo cerca di imbrogliarci, ma la tenacia e la voglia di vedere posti nuovi superano la paura di trovarsi incontro ad un temporale. Ed eccoci in uno spazio piano dove un mare di verde ci avvolge. Il cammino è molto lungo ed è per questo che bisogna mettersi subito in marcia. Si vedono piccoli pezzi di roccia dove la forza della natura è riuscita a far crescere un fiore, una pianta o solamente qualche filo d’erba. I fiori ci accompagnano lungo il sentiero, per certi versi impervio e scosceso, che alla fine, però, ti porta sempre in un luogo nuovo e particolare.

Come diceva Walter Bonatti “Più alto si sale, più lontano si vede: chi più lontano vede, più a lungo sogna”. Perché la montagna riesce a farti ricordare e immaginare qualcosa di surreale o già noto.

impressioni di viaggio

…dal Monte Argegna

di Fabio Baldelli

Il Monte Argegna si trova fra Lunigiana e Garfagnana, vicino al passo dei Carpinelli, in provincia di Lucca. La sua posizione geografica, oltre ad essere comodamente raggiungibile in auto, dona al posto caratteristiche uniche e fantastiche che comportano l’arrivo di turisti da ogni dove. Quando si arriva sul vastissimo prato che caratterizza la zona, si può osservare l’intero arco delle Alpi Apuane. In questa meravigliosa località si trova il Santuario di Nostra Signora della Guardia costruito nella seconda metà dell’Ottocento.

Inoltre sul monte, adiacente al santuario, è presente un casale, La Casa del Pellegrino, utilizzato da vari gruppi giovanili e associazioni per organizzare dei campi-scuola parrocchiali. Si hanno infatti a disposizione due case, una femminile ed una maschile, un bar, un ristorante ed un grande salone per i pasti. I gruppi di ragazzi che arrivano hanno a disposizione il vasto prato o i tavoli di legno presenti nel campo per svolgere attività e giochi.  

All’entrata del casale giace un grande masso bianco da cui, seduti, si può osservare un panorama mozzafiato. Un altro posticino dove il panorama non è niente male è la croce situata poco più su del casale, dalla quale si vede il Monte Tondo. E sempre nelle vicinanze della croce la sera si può ammirare un magnifico cielo, tale da far sembrare le stelle così vicine da poterle sfiorare con le dita.

recensioni

Once Upon a Time

di Fabio Baldelli

Once Upon a Time, serie tv fantasy di sette stagioni, è stata mandata in onda su ABC dal 2011 ed io l’ho scoperta su Netflix nel 2016/2017. Ho visto la prima puntata con mio fratello per curiosità e questo mi ha spinto il giorno dopo a continuare a guardarla. La trama, ideata da Adam Horowitz e Edward Kitsis, creatori della serie, parla di una regina cattiva che per ottenere la sua vendetta lancia un sortilegio oscuro che spedisce tutti i personaggi delle fiabe a noi conosciute in un luogo orribile: il nostro mondo. Più precisamente in una cittadina del Maine chiamata Storybrooke, creata dallo stesso sortilegio, dove il tempo si è fermato e dove ad ognuno è stato strappato il proprio lieto fine. L’unica speranza perché il sortilegio venga spezzato è Emma Swan, una cacciatrice di taglie, residente a Boston, che ancora non sa di essere la Salvatrice.

Nel corso delle stagioni la trama attraversa vari sbocchi, con avventure sempre nuove e colpi di scena. Questi ultimi sono parte integrante della storia e spesso molto originali, talmente inaspettati da far spalancare la bocca.

I temi principali sono l’amore, la famiglia, la battaglia tra luce e oscurità. Inoltre vengono trasmessi messaggi importanti e toccanti come l’inutilità della vendetta e la redenzione.

A parer mio la serie è molto intrigante e ti invoglia a continuare a vederla puntata dopo puntata. A tratti commovente, rappresenta una serie di storie, non solo affascinanti, ma anche didascaliche.