recensioni

“Medea. La donna, la madre, la straniera”, recensione

di Matilde Dell’Amico

Lo spettacolo a cui ho partecipato con i miei compagni a fine ottobre è stato molto interessante e coinvolgente, sotto ogni aspetto. I personaggi erano caratterizzati con cura e nell’interpretazione erano comunicati in modo realistico i vari stati d’animo. Personalmente mi è piaciuto molto il personaggio di Medea, soprattutto per il messaggio che voleva trasmettere. La ragazza che la interpretava aveva infatti dei nastri legati ai polsi che stavano secondo me a significare una sorta di “fili della coscienza”; la figura stessa della protagonista era accompagnata da altre donne, in cui si può leggere a mio avviso quasi l’eco della sua coscienza. Infatti la messa in scena voleva rappresentare in qualche modo la condizione di tutte le donne, partendo dall’esempio di Medea stessa.

Mi è sembrata una scelta efficace anche quella dell’ambiente in cui si è svolto lo spettacolo, l’ex Ospedale San Giacomo: assistere ad una rappresentazione itinerante si è rivelata per noi giovani spettatori una soluzione coinvolgente…insomma il tutto ha contribuito alla curiosità e all’attenzione nella visione.

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