fantasie ecologiche, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

“There is pleasure in the pathless woods” – Seconda parte

Mr e Mrs Andrews

(…continua il testo teatrale, se non avete letto la prima parte fatelo ora!)

Alex: Guarda questo quadro, (Mr and Mrs Andrews di Gainsborough), qui sì che si viveva nel rispetto della natura, senza plastica…

Emma: Ti sbagli, è vero che non c’era la plastica, ma come vedi la natura anche qui è sottomessa all’uomo,  la coppia ritratta nel dipinto è posta al lato della tela, perché protagonista è la tenuta di campagna, coltivata e ordinata, status symbol della ricca classe media inglese.

Alex: (mentre “escono” dal quadro Mr e Mrs Andrews) Sta succedendo di nuovo….

MR E MRS ANDREWS (Redi e Lagomarsini, staccano il quadro dalla parete, si muovono verso il pubblico dove si trova un cavalletto, posano il quadro) DESCRIVONO IN INGLESE IL QUADRO DI GAINSBOROUGH

Base musicale di accompagnamento a Mr e Mrs Andrews

Mrs W.: Well my dear husband, look at this beautiful landscape. It’s all ours, totally ours.

Mr W.: Yes, dear,  all this  countryside is  our property, everybody  will be shown how rich we are… you see? Fields are carefully cultivated, fences are well positioned , nature is perfectioned with the most modern technologies of our age.

Mrs W.:…and look at the wheat,  all  intensively planted, and the sheep in the distance,  a breed that has been imported recently,  nothing is left to chance,  all perfectly in order, …good job, it will be our fortune. 

Mr. W.: Think, my dear that our marriage has allowed this fortune, your dowry with my money… ; and  nature without  man’s yoke would  be wild,  indomitable, overpowering…

Emma: …visto? avevo ragione, la natura veniva sfruttata,  non rispettata.

Dialogo immaginario tra Mr e Mrs Andrews

traduzione a cura di Matteo Redi e Giulia Lagomarsini

Mrs A.: Beh, mio caro marito, guarda questo bellissimo paesaggio,.. è tutto nostro, totalmente nostro.

Mr A: Sì, mia cara, questa tenuta di campagna è tutta di nostra proprietà,  tutti  sapranno quanto siamo ricchi.. Vedi, i campi sono attentamente coltivati, le recinzioni ben sistemate, la natura viene perfezionata dalla più moderna tecnologia del nostro tempo.

Mrs A.: .. e guarda il campo di grano, coltivato con agricoltura intensiva, e le pecore laggiù, sono una razza importata recentemente, niente è stato lasciato al caso, tutto perfettamente in ordine… buon lavoro, sarà la nostra fortuna..

Mr A: Pensa mia cara che il nostro matrimonio ha permesso questa fortuna, la tua dote insieme al mio denaro… e la natura senza il giogo umano sarebbe selvaggia, indomabile, incontrollabile.

Alex: …Ma cosa sta succedendo, perché gli oggetti in biblioteca prendono vita?

(seguiteci, a breve la terza parte)

recensioni

“Viceversa”, recensione

di Giacomo Bianchini

Nell’intervista che ha preceduto il festival di Sanremo, Gabbani descrive il suo nuovo album dove ogni brano è legato dal filo conduttore del rapporto tra individualità e collettività e della convivenza tra il “te stesso” e “gli altri”. Tali sono anche le tematiche affrontate nel brano che il cantautore carrarese ha portato sul palco dell’Ariston. “Viceversa” è una canzone ricca delle consapevoli contraddizioni che sono presenti nell’amore, il rapporto più intimo che anche nella letteratura ha avuto un’importanza tale che autori come Catullo, Saffo, Dante e gli stilnovisti, fino ad arrivare ai poeti della letteratura moderna, hanno trattato in maniera profonda e approfondita. Gabbani presenta l’amore mediante ossimori e la contrapposizione di idee e concetti per sottolineare la sua visione di un sentimento contraddittorio, dove l’equilibrio lascia spazio all’irrazionalità delle emozioni che si oppongono alla ragione in una sorta di trionfo del motivo epicureo nei confronti di quella razionalità arbitraria di cui parla Cicerone nel “De officiis”. E così antitesi come “libri aperti che celano segreti”, “anime pure che contengono sporchi difetti” e “la solitudine nella condivisione”, riassumono il bifrontismo dell’amore che “di normale non ha neanche le parole”. Perciò Gabbani, nell’assenza di una soluzione per spiegare razionalmente il sentimento, invita a rassegnarsi all’abbandono, all’emozione. Se però l’amore è irrazionalità, nella canzone è anche descritto come una forza inesorabile in grado di rinchiudere “l’universo in una stanza”, una forza inspiegabile capace di creare “abbondanza nella mancanza”, una forza inaspettata ed implacabile come “l’abitudine nella sorpresa”, o una “vittoria poco prima della resa”, una forza ossimorica e tale da colmare tutto ciò di cui l’uomo è privo. L’amore non è dunque per Gabbani un sentimento carnale ed erotico, colmo però di sofferenza come quello di Catullo, non è nemmeno la venerazione della donna-angelo dantesca o quella sofferta e inappagata petrarchesca; l’amore è una forza basata sulla reciprocità del dare e del ricevere che porta in maniera naturale e fisiologica al manifestarsi del sentimento. 

La canzone, sebbene il suo testo possa sembrare elementare, merita decisamente un ascolto più curato e approfondito per poter godere non solo della sua musicalità accompagnata dall’apprezzabile personalità di Francesco, ma anche della profondità di un testo piacevole e ricco di spunti di riflessione.

articoli

“Viceversa” – La canzone degli ossimori

Eccoci qui a parlare nuovamente di lui, SupeRex del nostro liceo, Francesco Gabbani. In un precedente articolo (se non lo avete ancora letto, andate subito a farlo!) avevamo già presentato “Viceversa”, la canzone con cui è riuscito a classificarsi secondo a Sanremo, ma oggi andremo ad analizzarne il testo più nel dettaglio.

Amore, relazioni, sentimenti ed emozioni sono gli ingredienti principali del brano, tenuti insieme da giochi linguistici, contrapposizioni e ironia a cui ci eravamo già abituati ai tempi di “Occidentali’s Karma”.

“Semplice eppure complesso” è il messaggio che vuole trasmettere Gabbani attraverso il suo intreccio di ossimori, ovvero figure retoriche basate sull’antitesi tra parole che sono state utilizzate per spiegare la confusione e le contraddizioni tipiche dell’amore. Quest’ultimo è presentato dall’autore come un superamento dell’individualismo e della solitudine, per dedicarsi ad una condivisione capace di portare una persona a far star bene l’altra quando sta male e viceversa.

Si canta quindi di un sentimento che porta a seguire le proprie emozioni, mettendo da parte la ragione (“non c’è soluzione che non sia l’accettazione di lasciarsi abbandonati all’emozione”).

Quindi l’invito che vi facciamo adesso è di andare ad ascoltare questa canzone e di farvi trasportare dal ritmo, dalle parole e dal messaggio. Noi lo abbiamo fatto…

NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico, video

Il pensiero greco tra natura e cultura – Democrito e Dario II

Ecco il secondo video dello spettacolo di teatro filosofico: vi proponiamo qui la scena in cui sono protagonisti il filosofo Democrito e il sovrano di Persia Dario II. Per saperne di più potete leggere gli articoli già pubblicati sulla serata del 17 Gennaio 2020 o sul laboratorio di teatro filosofico, in particolare quello scritto da Marialuce Lombardini.

Vi auguriamo nuovamente buona visione!

fantasie ecologiche, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

“There is pleasure in the pathless woods” – Prima parte

Emma, Alex e… Robinson Crusoe

Pubblichiamo a puntate il copione del Laboratorio di Inglese; se non avete partecipato allo spettacolo o non avete visto il video (tornate subito al precedente articolo!), ma siete amanti della letteratura, potete ripercorrere così i vari momenti della serata. Ciascun brano in prosa o poesia viene proposto in lingua originale, così come recitato dagli alunni; segue poi la traduzione italiana realizzata dagli alunni stessi.

Base musicale di accompagnamento all’inizio dello spettacolo

Emma: Come sono pesanti queste ore di alternanza..o  P..C..T.O? o come si chiama adesso..?

Alex:(tra l’orgoglioso e l’annoiato) io questa settimana ho già espletato 20 ore a pulire il laboratorio di fisica…

Emma: Adesso ci tocca anche spolverare questi reperti archeologici (tossisce dalla polvere), ma quanti alberi hanno già sprecato per stampare questi libri cartacei e quanta plastica per foderarli!

Alex: Potremmo riciclare tutta questa carta e plastica, sostituendo questi libri cartacei con il formato digitale…

Emma: Guarda questo libro,  quante pagine… che spreco di carta. Ma chi l’ha scritto?

Alex: (lo prende dalle mani di Emma) Fammi un po’ vedere… (lo spolvera) Ah, è il Robinson Crusoe di D. Defoe. L’ho studiato quest’anno, lo so, lo so, è il prototipo del self-made man, l’uomo che incarna le capacità imprenditoriali della borghesia del suo tempo. Sull’isola deserta arriva da naufrago solitario, ma dall’isola esce vincitore, dominatore del territorio e di uno schiavo. Sai che durante la sua permanenza non si sofferma mai ad ammirare il paesaggio, preoccupato com’è di sottomettere la natura, di cogliere i frutti che essa gli offre per edificare un mondo di benessere e prosperità anche in un ambiente aspro e selvaggio.

Base musicale di accompagnamento a Robinson Crusoe

ESCE DAL LIBRO ROBINSON (Giancarlo Santini) CHE DECLAMA IL SUO PEZZO.

Where I was, I yet knew not; whether on the continent or on an island; whether inhabited or not inhabited; whether in danger of wild beasts or not. There was a hill not above a mile from me, which was very high, and which seemed to overtop some other hills. I travelled up to the top of that hill, where I saw my fate, to my great affliction: I was in an island environed every way with the sea: no land to be seen except some rocks. I found also that the island I was in was barren and uninhabited except by wild beasts. I had got home to my little tent. It blew very hard all night, and in the morning, when I looked out, no more ship was to be seen! I was a little surprised, but I was relieved that I had lost no time to get everything out of her that could be useful to me. I now begin to consider seriously my condition, and the circumstances I am reduced to. I also try to comfort myself as well as I can, and to set the good aspects of my situation against the evil ones.

Evil: I am cast upon a horrible, desolate island, void of all hope of recovery.

 Good: But I am alive; and not drowned, as all my ship’s company were.

 Evil: I am singled out and separated, as it were, from all the world, to be miserable.

 Good: But I am singled out, too, from all the ship’s crew, to be spared from death; and He that miraculously saved me from death can deliver me from this condition.

 Evil: I am divided from mankind – a solitaire; one banished from human society.

Good: But I am not starved, and perishing on a barren place, affording no sustenance.

Evil: I have no clothes to cover me.

Good: But I am in a hot climate, where, if I had clothes, I could hardly wear them.

Evil: I am without any defence, or means to resist any violence of man or beast.

Good: But I am cast on an island where I see no wild beasts to hurt me, as I saw on the coast of Africa; and what if I had been shipwrecked there?

 Evil: I have no soul to speak to or relieve me.

Good: But God wonderfully sent the ship in near enough to the shore, that I have got out as many necessary things as will either supply my wants or enable me to supply myself, even as long as I live. I must not despair: I am king and lord of all this country indefensibly, and have a right of possession; and if I could convey it, I might have it in inheritance as completely as any lord of a manor in England!convey it, I might have it in inheritance as completely as any lord of a manor in England!

Alex: (un po’ spaventato, chiude il libro, si gira verso Emma)…mi è sembrato di averlo visto… ma l’ho sognato?

Emma: Anch’io l’ho visto, Robinson (passa qualche secondo, spolverando) …forse siamo solo un po’ stanchi…su, rimettiamoci al lavoro.

Estratto da Robinson Crusoe di D. Defoe

traduzione a cura di Giancarlo Santini

Non sapevo dove mi trovavo. Se sul continente o in un’isola, se in un luogo abitato o disabitato, se vi fossero bestie selvagge o no. Vi era una collina non più lontana di un miglio da me, era molto alta e sembrava che superasse le altre colline. Giunsi in cima a quella collina, dove vidi il mio destino con grande desolazione: ero in un’isola circondata interamente dal mare, non si vedeva nessun’altra terra eccetto qualche roccia. Scoprii anche che l’isola su cui mi trovavo era arida e disabitata, eccetto che da bestie selvagge. Tornai a casa, nel mio piccolo rifugio. Il vento soffiò molto forte tutta la notte, ma la mattina, quando guardai fuori, non si poteva più vedere la nave! Ero abbastanza sorpreso ma anche sollevato: non avevo perso tempo ed avevo tirato fuori da essa tutto ciò che potesse essermi utile. Ora inizio a considerare le mie condizioni, e le circostanze in cui mi ritrovo. Cerco anche di confortarmi più che posso e di contrapporre gli aspetti positivi della mia situazione a quelli negativi.

Contro: Sono situato in un’isola orribile e desolata, privo di ogni speranza di salvezza.

Pro: Ma sono vivo, e non sono annegato, a differenza dei miei compagni.

Contro: Sono separato dal resto del mondo e sono stato scelto per essere infelice.

Pro: Ma sono anche stato scelto tra tutti i miei compagni per essere risparmiato dalla morte, e il Signore, che miracolosamente mi ha salvato dalla morte potrebbe liberarmi da questa condizione.

Contro: Sono diviso dal genere umano, sono un solitario, un bandito dalla società.

Pro: Ma non sono affamato , e non sto morendo in questo luogo arido senza alcun mezzo di sostentamento.

Contro: Non ho vestiti con cui coprirmi.

Pro: Ma il clima è caldo e se anche avessi vestiti difficilmente potrei indossarli.

Contro: Sono senza difese e mezzi per resistere agli attacchi di uomini e bestie.

Pro: Ma sono situato in un’isola in cui non vedo molte bestie selvagge che potrebbero aggredirmi, come vidi sulle coste dell’Africa, e se fossi naufragato lì?

Contro: Non c’è nessuna anima che possa parlarmi e consolarmi.

Pro: Ma Dio incredibilmente ha fatto giungere la nave abbastanza vicino alla riva che ho potuto tirar fuori da essa tante cose necessarie quante potrebbero soddisfare i miei bisogni o permettermi di sopravvivere anche per tutta la vita. Non devo disperarmi: sono senza dubbio il re e il signore di tutto questo luogo, ed esercito il diritto di possederlo, e , se potessi trasmetterlo, potrei darlo in eredità ai miei figli tanto quanto qualsiasi padrone di una proprietà in Inghilterra.

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Laboratorio d’inglese NNLC 2020 “There is pleasure in the pathless woods” – Video

Questo è il sesto anno in cui, in occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico, gli studenti del liceo classico Repetti e i docenti di lingua inglese si cimentano in attività di recitazione, lettura e accompagnamento musicale di brani tratti da opere di letteratura inglese, secondo il tema proposto dalla serata.

Quest’anno, secondo l’argomento scelto, “OIKOS: Il mondo, la nostra casa” il laboratorio è stato intitolato “There is pleasure in the pathless woods” (alla lettera “C’è piacere nei boschi senza sentieri”), alternando brani di narrativa o poesia che facessero emergere le molteplici prospettive di lettura del complesso rapporto tra uomo e ambiente.

Soprattutto coloro che seguono la NNLC da ormai 6 anni, hanno potuto notare – o noteranno rivedendo lo spettacolo nel video che qui viene pubblicato – come l’allestimento del laboratorio si sia progressivamente affinato ed arricchito, sia per la quantità di pezzi proposti sia per la qualità della loro presentazione, quest’anno in particolare grazie alla collaborazione artistica degli ex alunni Jacopo Marconi e Rachele Valentini, che hanno messo in scena e musicato il copione ideato dalla professoressa Luciana Tomassi.

Ecco tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione dell’attività.

ATTORI/ATTRICI (in ordine di apparizione):

Emma Landucci (IIIA): Emma

Alexey Savchuk (IIA): Alex

Giancarlo Santini (IIA): Robinson Crusoe

Silvia Cordiviola (IIIA): William Wordsworth

Federica Sorrentino (IIIA): George Gordon Byron

Giulia Lagomarsini (IIIB) e Matteo Redi (IIA): Mrs and Mr Andrews del dipinto Coniugi Andrews di Thomas Gainsborough

Rebecca Peselli (IIIB): William Turner

Aurora Cerrito (IA): The Wanderer above a sea of fog del dipinto di Caspar David Friedrich.

Aliboni Costanza (IIIA), Irene Lucetti (IIA), Camilla Sanguineti (IA): l’antico marinaio della ballata The Rime of the Ancient Mariner di Samuel Taylor Coleridge.

Rebecca Dell’Amico (IIIA): William Blake

Alessio Del Frate (IB): Charles Dickens

Zoe Stroobant (IA): Marlowe di Heart of Darkness di J. Conrad.

TECNICO DEL SUONO: Giorgia Lazzarini (IIA)

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: professoressa Luciana Tomassi

REGIA: Jacopo Marconi

MUSICHE: Rachele Valentini

MONTAGGIO VIDEO: Giulia Lustri

RINGRAZIAMENTI PER LA COLLABORAZIONE: alla Prof.ssa Cristina Dernini e agli alunni Sara Bui (IIA), Giada Bernabè, Alice Spadoni e Pietro Pugnana (IIIA).

                                                          COPYRIGHT  17 GENNAIO 2020

Sala di una biblioteca, libri sugli scaffali e quadri alle pareti. Due studenti del Repetti si trovano a sistemare gli scaffali come attività di PCTO, ex alternanza scuola-lavoro. Durante la loro permanenza in biblioteca, spolverano vecchi volumi di letteratura inglese, li passano da una mano all’altra, li soppesano  e, considerando la quantità di carta necessaria per dar vita a quei volumi, cominciano a discutere di ecologia,  al momento  convinti  che  la pubblicazione dei libri in formato digitale sia una grande opportunità per la salvaguardia dell’ambiente.  

Sul muro dirimpetto il pubblico sono appesi i quadri di Gainsbourough, Friederich e Turner, sotto di loro, nella stessa posizione del quadro, si trovano Mr e Mrs Andrews, il Wanderer girato di spalle e il pittore Turner con in mano tavolozza e pennelli. Dietro ad alcuni banchi rovesciati, schermati da libri/cartine/ oggetti da biblioteca siedono i poeti, scrittori e personaggi che “usciranno” dai libri(banchi) e finito il loro pezzo, si risiederanno.     

Buona visione dello spettacolo!

E grazie a Giulia Lustri, ex alunna, per il montaggio del video.

A breve pubblicheremo i vari estratti del copione con le traduzioni in italiano dei testi, realizzate proprio dai ragazzi. Continuate a seguire il blog…

articoli, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico, video

Gabbani supeREX, Lodovica…Queen

di Ginevra Carassali

Il 17 Gennaio, durante la Notte Nazionale del Liceo Classico 2020, Lodovica Lazzerini, ex alunna e giovane cantautrice, ha fatto al Repetti e a tutti i presenti all’evento un regalo speciale: oltre ad aver collaborato con la band d’istituto nel momento musicale della serata, ha cantato dal vivo un inciso dal suo nuovo singolo “Maglia dei Queen”, oggi disponibile sugli store digitali. Rispetto al precedente singolo “La fine di Guernica” – di cui potete leggere una recensione anche qui nel nostro blog – il messaggio della canzone è più leggero, ma non superficiale perché si tratta di una canzone d’amore non tradizionale.

Leggiamo insieme il testo, ricordando che Lodovica è una ragazza di appena 19 anni…

Menomale che non mi ricordo, sono in spiaggia e tu sei il mare mosso

Come quando mi dicevi che eri perso e ti sentivi più diverso di qualsiasi posto

Menomale che poi viene agosto che poi il tempo mette tutto a posto 

Io ti cerco nelle onde, nei concerti sulla sabbia, sotto il cielo ma ti trovi qua

In una pessima giornata 

In una notte tempestosa

O come Insigne cerca Callejon 

O Come Motta suona il suo cajon 

In una pessima giornata 

In una notte senza scuse 

In una notte senza di te

Maledettamente fuori strada

Maledetto anche questo long island 

Dove affogo quell’ansia

Che è il mio cane da guardia

Maledetti i tuoi jeans

La tua maglia dei Queen 

La tua bocca che manca, la voce che si alza, io scappo e ti trovo qua

E tu hai anche smesso di pensarmi, cerco i tuoi occhi, me ne accorgo che mi guardi, fingi di no ma lo sai che è troppo tardi, che si vede da lontano che mi manchi 

Fra la nebbia, i tuoi occhi  scuri come il nero di seppia, dai scappiamo via che il nostro cuore si affretta che ogni volta che mi guardi la mia voce si si si si si ferma

L’uscita ufficiale è stata lo scorso 31 gennaio, una data un po’ insolita innanzitutto per il fatto che si tratta di una canzone tipicamente estiva, ma soprattutto perché nei mesi di gennaio e febbraio tutti gli addetti ai lavori del mondo della musica sono concentrati sull’attesa per il Festival di Sanremo e poi sulla gara, dando voce nei media alle canzoni di giovani e big che superano la dura selezione.

Siamo certi che quando questa bufera sarà passata, con l’avvicinarsi dell’estate, questo nuovo singolo di Lodovica dal ritmo indie pop troverà lo spazio che merita nelle classifiche degli artisti emergenti: il ritornello risulta orecchiabile, il messaggio del testo molto chiaro, il tema di fondo, l’amore, attuale. Basti pensare a “Viceversa” di Francesco Gabbani, di cui anche Lodovica è grande supporter. Coincidenze strane: tutti e due ex studenti del Repetti, tutti e due scrivono canzoni, tutti e due, lei cantautrice in erba, lui cantautore ormai affermato a livello internazionale, hanno deciso di cominciare l’anno musicale 2020 con un testo che parla d’amore.

Proprio oggi che pubblichiamo questo articolo (tempismo perfetto) Francesco festeggia il Gabba Capodanno, l’uscita del suo nuovo album dal titolo “Viceversa”, così come il brano presentato al 70° Festival di Sanremo, secondo classificato, ma per noi “partigiani dentro al cuore” vincitore assoluto. E non abbiamo sostenuto il Gabba soltanto nelle recenti serate di maratone in tv. Il nostro sostegno per Francesco non si era fatto attendere quando nel novembre 2015 superò le selezioni per le Nuove Proposte a Sanremo: il liceo, ancora prima della consacrazione di “Amen” con la vittoria del febbraio 2016, organizzò in suo onore una coreografia in palestra sulle note di quello che sarebbe stato il primo grande successo. Ecco il video!

Per non parlare poi dello straordinario 2017 di Francesco e dei festeggiamenti al Repetti dopo il suo bis con “Occidentali’s Karma”, prima classificata a Sanremo e record di visualizzazioni su You Tube, come documenta una puntata speciale dedicata a Gabbani dal programma televisivo Mattino Cinque. Guardate!

Il video in cui gli studenti del Repetti festeggiano Francesco Gabbani

Come non ricordare poi l’incontro tra Lodovica e Francesco: giugno 2016, lei, ancora adolescente, vincitrice del concorso “Il foglio bianco” nella sezione canzone, premiata proprio da lui, reduce dal primo successo sanremese e dunque premiato a sua volta dall’Associazione degli ex studenti come SupeRex dell’anno. Nihil est magnum somnianti recitava la targa per Francesco…nulla di più vero!

Insomma, auguriamo a Lodovica di diventare una vera e propria queen della musica italiana. E al Gabba diciamo: con “Viceversa” ci hai dato conferma della tua straordinaria arte, per cui rimarrai il nostro SupeRex (super ex e rex!) preferito. Sei preparato al bagno di folla di domani in Piazza Alberica?

recensioni

“La chimera”, recensione

di Serena Mazzoni

“La chimera” è un romanzo storico scritto da Sebastiano Vassalli che ho letto di recente. Lo sfondo del libro è il secolo del ‘600, un secolo come sappiamo buio a causa dell’ignoranza ed avvolto dal mistero, analizzato dall’autore sotto i punti di vista dei vari personaggi. La protagonista, una ragazza bellissima e fuori dagli schemi, di nome Antonia, per la sua bellezza e per la sua diversità nel modo di pensare, per la paura che gli altri cittadini hanno di chi non si omologa, viene accusata di stregoneria, causa della sua morte precoce. Vassalli riesce a far capire al lettore le motivazioni delle persone che accusano Antonia, trasmettendo il pensiero tipico di una popolazione del Seicento.

Ho trovato particolarmente interessante la parte finale del libro, in cui vengono descritte le torture inflitte ad Antonia durante la sua permanenza in carcere: molestie mentali e fisiche da parte dei due carcerieri, pene fisiche infernali e interrogatori mirati solo a sentire il falso, per poter confermare le convinzioni imposte dalla Chiesa: la presenza del diavolo, delle streghe, dei sabba. I temi analizzati dall’autore mi hanno colpito, come uno schiaffo, e mi hanno fatto riflettere sul fatto che, per tanti aspetti, la società rispetto al Seicento si sia evoluta, mentre per altri, seppure in contesti diversi, si ripete sempre la solita storia…

Nonostante alcune descrizioni eccessivamente prolisse, la narrazione è abbastanza scorrevole; lo consiglio molto, non a chi vuole una lettura leggera, ma per chi vuole conoscere un po’ del passato che, alla fine, se confrontato con il nostro presente, non è poi così diverso.