recensioni

“La chimera”, recensione

di Matilde Dell’Amico

“La chimera” è un romanzo storico di Sebastiano Vassalli ambientato a cavallo tra ‘500 e ‘600. Il romanzo si sviluppa raccontando di una giovane di nome Antonia, protagonista, la cui nascita e morte definiscono il tempo della storia. Alla vicenda principale della giovane si collegano quelle di altri personaggi, rendendo il romanzo un complesso di storie parallele. Vassalli descrive il Seicento senza nascondere o correggere nessun aspetto, negativo o positivo che sia. La sua visione “schietta” e veritiera punta sull’accentuare i tratti fondamentali dell’epoca, sia riguardanti l’ambientazione particolare scelta per il racconto, come la digressione sul lavoro nelle risaie, sia riguardanti il periodo in generale.

In particolare il romanzo si sofferma a descrivere come in quegli anni funzionasse la Chiesa e quale fosse la mentalità ad essa collegata. L’autore infatti attribuisce alla Chiesa un’imposizione continua ed esasperata della religione nella quotidianità delle persone. A questo proposito non si può non ricordare il Tribunale dell’Inquisizione, che condanna la ragazza a morte, in seguito ad un “accumulo” di invidia da parte dei compaesani: Antonia infatti sarà accusata di stregoneria in seguito ad alcuni avvenimenti, interpretati come oscuri, ma in realtà totalmente innocui.

Romanzo apparentemente noioso, è invece una lettura interessante e coinvolgente.

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