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“Viceversa”, recensione

di Giacomo Bianchini

Nell’intervista che ha preceduto il festival di Sanremo, Gabbani descrive il suo nuovo album dove ogni brano è legato dal filo conduttore del rapporto tra individualità e collettività e della convivenza tra il “te stesso” e “gli altri”. Tali sono anche le tematiche affrontate nel brano che il cantautore carrarese ha portato sul palco dell’Ariston. “Viceversa” è una canzone ricca delle consapevoli contraddizioni che sono presenti nell’amore, il rapporto più intimo che anche nella letteratura ha avuto un’importanza tale che autori come Catullo, Saffo, Dante e gli stilnovisti, fino ad arrivare ai poeti della letteratura moderna, hanno trattato in maniera profonda e approfondita. Gabbani presenta l’amore mediante ossimori e la contrapposizione di idee e concetti per sottolineare la sua visione di un sentimento contraddittorio, dove l’equilibrio lascia spazio all’irrazionalità delle emozioni che si oppongono alla ragione in una sorta di trionfo del motivo epicureo nei confronti di quella razionalità arbitraria di cui parla Cicerone nel “De officiis”. E così antitesi come “libri aperti che celano segreti”, “anime pure che contengono sporchi difetti” e “la solitudine nella condivisione”, riassumono il bifrontismo dell’amore che “di normale non ha neanche le parole”. Perciò Gabbani, nell’assenza di una soluzione per spiegare razionalmente il sentimento, invita a rassegnarsi all’abbandono, all’emozione. Se però l’amore è irrazionalità, nella canzone è anche descritto come una forza inesorabile in grado di rinchiudere “l’universo in una stanza”, una forza inspiegabile capace di creare “abbondanza nella mancanza”, una forza inaspettata ed implacabile come “l’abitudine nella sorpresa”, o una “vittoria poco prima della resa”, una forza ossimorica e tale da colmare tutto ciò di cui l’uomo è privo. L’amore non è dunque per Gabbani un sentimento carnale ed erotico, colmo però di sofferenza come quello di Catullo, non è nemmeno la venerazione della donna-angelo dantesca o quella sofferta e inappagata petrarchesca; l’amore è una forza basata sulla reciprocità del dare e del ricevere che porta in maniera naturale e fisiologica al manifestarsi del sentimento. 

La canzone, sebbene il suo testo possa sembrare elementare, merita decisamente un ascolto più curato e approfondito per poter godere non solo della sua musicalità accompagnata dall’apprezzabile personalità di Francesco, ma anche della profondità di un testo piacevole e ricco di spunti di riflessione.

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