bela me Carara

Il fiore della Padula

di Anonimo del Sublime

Non so scrivere poesie
fatte di rime e
aggettivi positivi.
Alle volte è un male
scrivere del nero
se vuoi farle conoscere
ad altri.
Rischi il dito indice e
i sussurri dietro.
Ma sai cosa ti dico
carta fidata?
Degli altri
mi sono resa conto
non mi interessa,
io sto bene così
sfogandomi con te
che sai ascoltare meglio
di chiunque altro.
Un fiore non necessita
di stare in mezzo ad un prato
per esser detto bello.
Come io non ho bisogno
del giudizio
degli altri
per essere felice.
Martina Teti,
autrice delle poesie anonime

frammenti di pensieri

L’aquila

di Benedetta Parodi

Effimera e candida sorvola le Alpi
In cerca della propria preda
Gioca sfidando il vento, maestro dell’impossibile,
Vuole vincere il finito
Sbatte, gira, si impenna, si appoggia
Sulle sue certezze,
Si siede sulla sua storia vissuta
Ma subito fissa con lo sguardo
Chi andrà su un’altra sponda
Con quegli occhi di acciaio azzurro
Calamite da seguire.
bela me Carara, In punta di lapis

Carrara, scrigno di segreti

Schizzo di Marta, testo di Benedetta Parodi

Molti turisti arrivano nella nostra zona con lo sguardo annebbiato dalle apparenze e succube delle banalità, identificando Carrara solo come luogo dal duplice paesaggio. Davanti un mare azzurro che diventa sempre più scuro all’orizzonte, e che giovane e saggio ulula; alle sue spalle ecco le montagne, vecchie per il dolore inflitto che piano piano sta raggiungendo anche il cuore. Nessuno però si accorge o per certi versi mette in secondo piano quelle bellezze senza tempo, timide e sopraffatte da ciò che è più prepotente ed ottiene maggior importanza.

Una di queste è il duomo, cuore pulsante della città. In lui si riescono a osservare ancora le giovani rughe di un capolavoro costruito grazie al sudore di chi è riuscito a prendere la materia prima: il marmo. Questo bianco intenso che ti abbaglia all’ora di punta fa da riflettore su un mondo che si sta scordando di lui.

Davanti sulla cima il rosone sembra quasi un occhio, vigile e spettatore di ciò che è successo fino ad ora, vedendo il male afflitto agli uomini e il bene da essi conquistato (se solo potesse parlare potrebbe dirci cosa fare). Con i suoi intarsi di marmo è chiuso in maniera ermetica dalle colonne con capitelli minuziosamente lavorati, opere di ingegneria ed arte quasi sovraumana. Tutto si può fare… basta tenacia e determinazione.

Sotto invece un piccolo portone, annebbiato dalla bellezza e dal bianco del monumento, accoglie chi vuole rivivere e risentire dentro di sé le vibrazioni di un passato ormai dissolto.

Dietro le montagne, giovani del passato e avi del presente, che coccolano il loro orgoglio. Lo proteggono con audacia e resilienza contro il vento e le tempeste. Un giorno si dissolveranno e lasceranno come testimonianza lui, il figlio del padrone.

Carrara uno scrigno di segreti.

bela me Carara

Bomba d’acqua

di Anonimo del Sublime

Ai nonni il temporale ricorda la guerra
Con quei toni bui e rumorosi,
Si barricano in casa
Con il cammino acceso
Ad aspettare lo sfuriare della pioggia.
Chiudono gli ombrelloni nel giardino
Tirano via i panni stesi
E sussurrano tra loro l’arrivo
Tormentati dai rumori del passato i ricordi.
Golfini di lana sulle spalle
Il brodo pronto nel piatto,
Si guardano timorosi.
Di notte con il focolare spento
Non dormono
Di qualsiasi evento correlato
Temono la realizzazione.
La mattina con sorrisi sollevati s'alzano
Con il sole aprono le tende
Vedono i residui
Goccioline sul giardino.
La guerra non è tornata.

impressioni di viaggio

…dal Balcone d’Italia

di Anonimo del Sublime

Scesa dalla macchina,
cento metri in salita
il vento dolce ti invita
a fare sempre un passo più in su.
Passi le transenne e
il chioschetto con le sedie rosse accese
che stonano con il verde della terra e
del cielo l'azzurro.
Punta la fine lo sguardo
tutti s'avvicinano con passi lenti
chi intimorito dalle vertigini
chi dalla bellezza del paesaggio;
altri vorrebbero corrergli incontro,
inseguire il vento
lanciarsi nel vuoto,
sorvolare i laghi
che da quell'altezza sono pozzanghere
in cui le nuvole si specchiano
per essere fotografate da noi paparazzi.
Lenta arrivo alla ringhiera,
le gambe tremano per l'adrenalina
il profumo forte degli alberi mi offusca la vista
vorrei avere un paracadute e
lanciarmi in un quadro troppo ampio
per essere dipinto su un'unica tela.
Già so
che tornata a casa
con calma
mi siederò sulla sedia e
ripensando a quel quadro
lascerò le mani andare
accompagnate dal vento
che mi sono portata dietro
dipingere la mia tela
guardando il ricordo di quel pomeriggio
tatuato sotto le palpebre.
impressioni di viaggio

…dal Lago di Como, pensiero lontano

di Anonimo del Sublime

Caldo soffocante assorbito dal catrame
Strade liquefatte confluiscono nel lago
Alberi verdi, gialli in cima
I barconi salpano alla volta dei gorghi
Cercatori di orridi.
Acqua morta, ferma.
Tra case celate si scorge
Del Duomo la fine
La cappella prima gialla ora azzurrina
Tinta di quel colore dalla tavolozza
Del pittore che i colori prende dal lago,
Un mezzo giro di finestre nere
Con statuette di santi.
Il monumento di Volta si staglia
In mezzo al lago
Padrone della vista luccica.
Seduta sulla panchina verde guardo
Senza emozione
Ciò che ho raccontato.
A questo preferisco
Le mie
Seppur mezze
Montagne.
bela me Carara

Ritratto di una giornata estiva

di Anonimo del Sublime

Seduta sul dondolo a Castelpoggio scrivo
Parole che descrivono
L'animo umano
La bellezza della vista.
Una brezza all'apparenza leggera soffia
Appena scaturisce da qualcuno
Questo pensiero, permalosa
Spira più forte e
Fa sentire la sua vera natura di vento.
Le foglie di tutti gli alberi prendono voce
L'erba a terra danza
Le nuvole osservano sospinte assopite lo scenario.
Il mare laggiù tra le colline sta
Imponente e fiero
Saggio e vendicativo...
Unico stona
Un pilone elettrico verde
Mimetizzato per poco alla vista
Con la natura.
Cullata sono anch'io dal venticello
E così mi sento
Parte del quadro che qualcuno
Sta osservando da dietro.
bela me Carara

Altezza Baluardo

di Anonimo del Sublime

Una casa nuova
Di ricordi da imbrattare.
Oggi piove
E lava via la polvere
Splendido rubino luccica
Tra colori sbiaditi.
Fulmini accecano la vista
Il tuono riempie il cuore di furore.
La grondaia sputa fuori
L'acqua incanalata
La riversa sulla strada
Che la porta al fiume Carrione
Di marmettola placcato
Cimitero della vita.
O povera sirena
Ti compatisco
Tu che vedesti codesti luoghi
Quando ancora brillavano di purezza
E il monte ancora verde si stagliava.
Mi dispiace che tu debba guardare
Costretta dal tuo egoismo
A sopportare.
Aspetto scrivendo ancora un poco
Che il temporale
Cessi.