classici e moderni dall'infanzia all'adolescenza, recensioni

“We are family”, recensione

di Fabio Baldelli

Una proposta che mi ha interessato in questi mesi di partecipazione al modulo PON “Leggere per scrivere, scrivere per leggere” è stata il libro di Fabio Bartolomei “We are family” che ho letto con molto piacere dopo averne sentito parlare dall’esperta del corso. Il protagonista di questo avvincente romanzo è Almerico Santamaria, un bambino che all’inizio del libro ha solo quattro anni, ma sa già di essere un genio. La storia, narrata da Almerico in prima persona, narra i fatti che accadono intorno alla vita di questo ragazzo genio, con tono molto ironico e spiritoso, pur avendo spesso uno sfondo negativo. Un libro molto scorrevole anche per persone che non amano leggere.

classici e moderni dall'infanzia all'adolescenza, recensioni

“We are family”, recensione

di Serena Mazzoni

La proposta che mi ha maggiormente interessato è sicuramente il libro “We are family” di Fabio Bartolomei che tratta di un bambino estremamente intelligente e della sua famiglia. La particolarità è che il bambino riesce a vedere e ad analizzare le situazioni in maniera del tutto anomala rispetto alla sua età e in qualche modo con maggiore superiorità e maturità, differentemente dagli adulti che compongono la sua famiglia, cioè e i suoi genitori e la nonna. Mi sento di consigliarlo caldamente per il modo in cui è scritto: semplice, leggero, ma d’effetto; inoltre ho trovato che l’argomento di cui parla sia estremamente interessante e coinvolgente, sia per ragazzi della mia età, sia per lettori adulti. 

classici e moderni dall'infanzia all'adolescenza, recensioni

“We are family”, recensione

di Aurora Cerrito

We are family” di Fabio Bartolomei è un libro che vorrei consigliare ai miei coetanei, poiché lo considero molto interessante e coinvolgente. La storia è incentrata sulla vita quotidiana di Al, un bambino che vede il mondo in maniera completamente diversa dagli altri, infatti possiede molta fantasia e interpreta a modo suo tutto ciò che lo circonda. Al è un bambino spensierato che adora la sua famiglia ed ogni giorno affronta la vita con gioia: non crescerà mai veramente, anzi, rimarrà per sempre bambino.

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“Io non ho paura”, recensione

di Alessia Ravenna

Il libro che mi ha maggiormente colpito è “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti. Questo libro mi è piaciuto molto perché non solo era leggero nella lettura, ma in certi punti era persino avvincente. A questo ha certamente contribuito l’uso della prima persona singolare che rendeva il racconto più concreto, facendomi immedesimare meglio nel personaggio, rendendo più trasparenti le sue emozioni. In effetti leggere questo libro mi ha aiutato a riflettere sulla distanza che c’è sui valori interiorizzati e a volte i comportamenti delle persone, come le azioni dei genitori e le aspettative dei figli.

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“We are family”, recensione

di Federico Nicodemi

Il libro che mi ha sorpreso ed interessato maggiormente è “We are family” di Fabio Bartolomei. Lo consiglierei ad un mio coetaneo perché è un testo ottimo per un ragazzo della mia età perché può essere letto scorrevolmente anche se uno non è un grande lettore. Comunque può essere letto anche da una persona più adulta. Questo romanzo affronta temi importanti come la povertà, la morte, la discriminazione in maniera molto leggera e spensierata, proprio come li vedrebbe un bambino. Per concludere questo libro mi è piaciuto molto e non mi ha mai annoiato dalla prima all’ultima riga.

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“Il barone rampante”, recensione

di Ettore Lebotti

Tra le proposte il libro che mi ha maggiormente colpito è “Il barone rampante” perché mi rispecchio nelle caratteristiche del protagonista il quale, in fase adolescenziale, litiga spesso con il padre ed è sempre ribelle. Queste caratteristiche rispecchiano in pieno il momento che sto passando. Difatti sono sempre scorbutico e litigioso, specialmente con mio padre, come Cosimo nel libro. Consiglierei la lettura di questo romanzo ad un amico che è nella mia stessa situazione per aiutarlo a capire quanto l’adolescenza sia il primo periodo difficile che uno deve passare nella vita.

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“Io non ho paura”, recensione

di Lisa Pelagatti

Il libro che maggiormente mi ha colpito è quello di Nicolò Ammaniti “Io non ho paura”. Il libro tratta di temi importanti come la malavita e il rapimento. Il protagonista del libro è un ragazzino che vive in un paesino di invenzione dell’autore; un giorno, mentre gioca con gli amici, scopre una buca nel terreno al cui interno –  poi si scoprirà –  è prigioniero un bambino. Il libro si sviluppa attorno all’amicizia che si crea tra il protagonista Michele e il bambino che alla fine, proprio grazie al nuovo amico, riesce anche a scappare. Il libro spiega anche come la mafia possa influire in modo non indifferente sulla quotidianità di una normale famiglia. Molto significative sono, secondo me, le reazioni della madre del protagonista la quale cerca di proteggere il figlio dalla situazione che si è creata nella sua casa. Lo consiglio molto per le descrizioni ed ho trovato molto interessante anche la parte in cui l’autore descrive nel dettaglio tutte le fantasie che Michele fa per dare una spiegazione alla presenza del bambino.

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“Il barone rampante”, recensione

di Alessio Corsini

Vale la pena leggere a tutti i costi “Il barone rampante” di Italo Calvino, un must della letteratura italiana perché descrive perfettamente una fase convulsa della vita come l’adolescenza e soprattutto i rapporti interpersonali che essa può deteriorare ad esempio, come succede nel primo capitolo, con la famiglia. Cosimo, stanco di condurre una vita monotona con i suoi, si ribella e decide di andare a viver sugli alberi. All’apparenza può sembrare una follia, ma in realtà il mondo che Cosimo conoscerà sarà ricco di avventure, anche se non mancheranno delusioni e amarezza. Il libro racchiude un significato molto più profondo, ovvero la paura e l’avversione per ciò che si discosta dalla cosiddetta normalità.

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“We are family”, recensione

di Sara Tesconi

La proposta che mi ha maggiormente interessato è sicuramente il libro di Fabio Bartolomei intitolato “We are family”. Prima di leggerlo, devo ammetterlo, mi aveva colpito la copertina, probabilmente per il semplice fatto che era azzurra, cioè del mio colore preferito. Si potrebbe dire è meglio giudicare un libro dalla copertina! Con questa affermazione intendo dire che quello che ho letto è stato inaspettatamente bello e interessante, degno della sua stessa copertina, che lo rispecchia molto, a mio parere. Lo consiglierei ad un mio coetaneo? Ma certamente. Questo libro che racconta la storia dello stravagante “Al” Santamaria, prima bambino, poi adolescente ed infine adulto, mi ha insegnato tanto e ha suscitato svariate emozioni, dalla simpatia, strappandomi un sorriso ogni tanto, alla tristezza, facendomi addirittura piangere. Il fatto che un libro susciti delle emozioni e dei sentimenti belli è per me un punto molto importante e penso che sia indispensabile per rendere il lettore interessato, spingendolo a divorarsi le pagine del libro. Ecco perché lo suggerirei ai miei coetanei. Voglio sottolineare però un’ultima ma non meno importante osservazione: tralasciando la copertina e le emozioni suscitate, sono rimasta colpita dalla psicologia del protagonista. Il narratore, per quanto sottolinei la sua genialità, sembra quasi far vivere il ragazzo in un mondo tutto suo, mostrandoci il suo modo di vedere le varie situazioni, più o meno difficili, in cui si trova, estraneo al “mondo dei comuni”. A questo punto mi chiedo se sia così, se ogni genio vive in un mondo tutto suo nel quale i “normali” non possono entrare.

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“Io non ho paura”, recensione

di Serena Lucchesini

Il libro che mi ha colpito di più è stato “Io non ho paura” di Nicolò Ammaniti. Ne consiglierei la lettura perché è un libro semplice sia dal punto di vista del contenuto sia da quello della scrittura. Infatti lo stile è scorrevole e il linguaggio di facile comprensione. La trama invece è piuttosto insolita. Il protagonista è un bambino di dieci anni che è stanco di passare molto tempo con la madre e tutti i pomeriggi si lascia trasportare attraverso mille avventure con la sorellina minore e suoi amici. Purtroppo però è ben lontano dall’immaginare ciò che gli accadrà: la scoperta di un altro bambino, quasi della sua stessa età, prigioniero in una fossa scavata nella terra, segnerà il suo cambiamento. Forse è un nuovo passo per diventare grande?