bela me Carara, In punta di lapis

Carrara, scrigno di segreti

Schizzo di Marta, testo di Benedetta Parodi

Molti turisti arrivano nella nostra zona con lo sguardo annebbiato dalle apparenze e succube delle banalità, identificando Carrara solo come luogo dal duplice paesaggio. Davanti un mare azzurro che diventa sempre più scuro all’orizzonte, e che giovane e saggio ulula; alle sue spalle ecco le montagne, vecchie per il dolore inflitto che piano piano sta raggiungendo anche il cuore. Nessuno però si accorge o per certi versi mette in secondo piano quelle bellezze senza tempo, timide e sopraffatte da ciò che è più prepotente ed ottiene maggior importanza.

Una di queste è il duomo, cuore pulsante della città. In lui si riescono a osservare ancora le giovani rughe di un capolavoro costruito grazie al sudore di chi è riuscito a prendere la materia prima: il marmo. Questo bianco intenso che ti abbaglia all’ora di punta fa da riflettore su un mondo che si sta scordando di lui.

Davanti sulla cima il rosone sembra quasi un occhio, vigile e spettatore di ciò che è successo fino ad ora, vedendo il male afflitto agli uomini e il bene da essi conquistato (se solo potesse parlare potrebbe dirci cosa fare). Con i suoi intarsi di marmo è chiuso in maniera ermetica dalle colonne con capitelli minuziosamente lavorati, opere di ingegneria ed arte quasi sovraumana. Tutto si può fare… basta tenacia e determinazione.

Sotto invece un piccolo portone, annebbiato dalla bellezza e dal bianco del monumento, accoglie chi vuole rivivere e risentire dentro di sé le vibrazioni di un passato ormai dissolto.

Dietro le montagne, giovani del passato e avi del presente, che coccolano il loro orgoglio. Lo proteggono con audacia e resilienza contro il vento e le tempeste. Un giorno si dissolveranno e lasceranno come testimonianza lui, il figlio del padrone.

Carrara uno scrigno di segreti.

In punta di lapis

Dante Alighieri

di Broccolo

Con la pubblicazione di questo disegno vogliamo a modo nostro celebrare l’iniziativa inserita nel calendario: oggi 25 marzo 2020 è infatti il primo Dantedì, ovvero una giornata dedicata al sommo Poeta che proprio in questa data iniziò il viaggio narrato nella Commedia.

“Nel mezzo del cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta via era smarrita.”

#dantedì #ioleggoDante

In punta di lapis

I PROMESSI SPOSI

La scuola che scegliamo per far sì che ci accompagni verso un primo importante traguardo non ci permette talvolta di esprimere tutte le nostre potenzialità, ma in certi casi riesce a rispolverare quei cassetti ancora vuoti che in futuro saranno custodi del nostro piccolo orgoglio. Sono molte le volte che da una semplice riflessione o lettura possono nascere grazie a carta e penna o tra gli spazi bianchi della matita piccoli prodigi (che solo da quel momento capiscono di esserlo). Questo è successo a noi alunni di V ginnasio leggendo alcuni passi del famoso romanzo manzoniano. Quelle righe bianche intervallate dal nero dell’inchiostro che racconta com’era vestito Renzo hanno ispirato alcuni ragazzi che con molta precisione, sulle orme di Gonin, oppure lasciando spazio ad estro e fantasia hanno cercato di aprire i loro occhi ad una realtà che non appartiene loro. Baffi, espressività e gioco di luci e ombre sono tutti quei “colori” che insieme formano un quadro perfetto. L’arte non è solo una dote, ma è il pane degli occhi che la sanno apprezzare. (Benedetta Parodi)

Renzo Tramaglino

di Marta e di Broccolo