Comunicazioni, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

Programma NNLC2021 VII edizione – 28 maggio 2021

Pubblichiamo il programma delle attività previste nell’evento online di domani venerdì 28 maggio 2021. La NNLC si svolgerà in contemporanea in tutti i licei classici dalle ore 16:00 alle ore 20:00.

  • Parte comune a tutti i licei classici: Inno della Notte “La DAD” di Francesco Rainero, saluti del Coordinatore Nazionale Prof. Rocco Schembra, saluti della Sottosegretaria all’Istruzione e del presidente nazionale AICC; proiezione video vincitore del concorso “Raccontaladad” e lettura della poesia vincitrice del concorso NNLC2021: “Alla deriva” di Alessandra Sgammato, del liceo classico “Agostino Nifo” di Sessa Aurunca (CE)
  • Saluti della Dirigente Scolastica Prof.ssa Alessandra Carozzi 
  • Introduzione al tema dell’evento, Speranza e Rinascita, da parte dei due presentatori Giacomo Bianchini e Marialuce Lombardini
  • Proiezione video “I ragazzi tra DAD e DDI”; lettura poesia “Labirinto dell’Anima” di Martina Teti
  • Interviste ad ex studenti a cura della redazione del giornalino Pov’ri fanti: Stella Tramontana, Lodovica Lazzerini, Fabio Biselli e Luca Ceccarelli
  • Proiezione video “Il futuro che ci attende”  
  • Laboratorio teatrale “In fuga dai Promessi Sposi” 
  • A tavola con i Romani: cibi, banchetti e ricette di Roma antica 
  • Proiezione video sui giochi gladiatori 
  • Laboratorio di Dioniso “Nostos. Letture dai classici per tornare a sorridere”
  • Proiezione video “Mytici”
  • Laboratorio di Inglese: Monologues 
  • Proiezione video “I murales del Repetti”
  • Canzoni a cura di Beatrice Caffaz 
  • Laboratorio di Inglese: The best of NNLC 
  • Coreografie sulle canzoni Jerusalema di Master KG e Uno di Ermal Meta 
  • Proiezione video in ricordo della Prof.ssa Daniela Donnini 
  • Parte in comune a tutti i licei classici:  brano conclusivo di Museo, Ero e Leandro, vv. 232-250, interpretato da Emanuele Cucurnia

Per leggere gli articoli sulla stampa locale

https://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2021/05/27/news/al-classico-repetti-la-notte-del-liceo-si-fara-on-line-1.40323273

https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/la-notte-del-liceo-classico-diventa-on-line-1.6416385

Comunicazioni, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

Comunicato stampa NNLC 2021

Pubblichiamo il Comunicato stampa della Notte Nazionale del Liceo Classico – VII edizione del 28 maggio 2021 – 16:00-20:00, a firma dell’ideatore e coordinatore nazionale Prof. Rocco Schembra.

Qui si seguito il link all’articolo su Rai Scuola con l’intervista al Prof. Rocco Schembra

https://www.raiscuola.rai.it/lingueclassiche/articoli/2021/01/Notte-Nazionale-del-Liceo-Classico-intervista-allideatore-Rocco-Schembra-56a655fd-f55e-4402-9621-669ceddc7208.html

Ecco la locandina ufficiale dell’evento.

Comunicazioni, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

NNLC 2021: la VII edizione a maggio!

https://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2021/01/21/news/notte-nazionale-del-liceo-classico-si-fara-a-maggio-1.39801588

https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/notte-nazionale-del-liceo-classico-il-virus-non-ferma-il-repetti-1.5934646

https://www.lagazzettadimassaecarrara.it/cultura/2021/01/notte-nazionale-del-liceo-classico-vii-edizione-la-cultura-classica-non-si-ferma-davanti-alla-pandemia/

fantasie ecologiche, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

“There is pleasure in the pathless woods” – Nona e ultima parte

Si conclude con questa puntata il nostro viaggio nella fantasia ecologica che è stata messa in scena durante la NNLC2020. Abbiamo lasciato nella parte precedente Coleridge, con la sua Ballata dell’Antico Marinaio, vediamo qual è ora l’ultimo protagonista…

Alex: a proposito di rotta, mi fai venire in mente un personaggio di un romanzo, “Heart of darkness” di Joseph Conrad, che, spinto dal fascino per le cartine geografiche, rimane incantato da un posto incontaminato in Africa, in Congo, “il più grande” “il più vuoto”, attratto dal suo essere misterioso e sconosciuto, e quella natura selvaggia lo porta ad affrontare un lungo viaggio per mare, verso il cuore delle tenebre, verso la profondità del suo animo, il subconscio, sede dell’istinto primordiale.

ENTRA MARLOW (ZOE STROOBANT) CHE RECITA con CARTINE e MAPPAMONDO.

Now when I was a little chap I had a passion for maps.

I would look for hours at South America, or Africa, or Australia, and lose myself in all the glories of exploration.

At that time there were many blank spaces on the earth, and when I saw one that looked particularly inviting on a map (but they all looked that) I would put my finger on it and say, When I grow up I will go there.

The North Pole was one of these places, I remember. Well, I haven’t been there yet, and shall not try now. The glamour’s off. Other places were scattered about the Equator, and in every sort of latitude all over the two hemispheres.

I have been in some of them, and… well, we won’t talk about that.

But there was one yet- the biggest, the most blank, so to speak- that I had a hankering after.

“True, by this time it was not a blank space any more.

It had got filled since my boyhood with rivers and lakes and names. It had ceased to be a blank space of delightful mystery- a white patch for a boy to dream gloriously over.

It had become a place of darkness. But there was in it one river especially, a mighty big river, that you could see on the map, resembling an immense snake uncoiled, with its head in the sea, its body at rest curving afar over a vast country, and its tail lost in the depths of the land.

And as I looked at the map of it in a shop-window, it fascinated me as a snake would a bird-a silly little bird.

Then I remembered there was a big concern, a Company for trade on that river.

Dash it all! I thought to myself, they can’t trade without using some king of craft on that lot of fresh water-steamboats! Why shouldn’t I try to get charge of one? I went along Fleet Street, but could not shake off the idea. The snake had charmed me.

Base di accompagnamento musicale a Marlow

Marlow da Heart of Darkness di J. Conrad (Capitolo I)

Traduzione a cura di Zoë Stroobant

Allora, quando ero un ragazzino, avevo una passione per le mappe.

Avrei guardato per ore il sud America, l’Africa o l’Australia e mi sarei perso in tutte le gioie dell’esplorazione.

A quei tempi c’erano molti posti sconosciuti sulla terra, e quando ne vedevo uno che sembrava particolarmente invitante su una mappa (ma tutti lo guardavano), lo indicavo con il dito e dicevo ‘Quando crescerò, andrò lì.

Il Polo Nord era uno di questi posti, ricordo. Beh, non ci sono ancora stato, e non ci proverò ad andare ora. Il fascino è svanito.

Altri posti erano sparsi vicino all’equatore e in ogni sorta di latitudine in tutti due gli emisferi.

Sono stato in qualcuno di quelli, e… dunque, non ne parleremo.

Ma ce ne era ancora uno – il più grande, il più vuoto, così si diceva – per il quale ho avuto un desiderio ardente.

È vero che  a quell’epoca non era più un luogo sconosciuto.

È stato riempito fin dalla mia adolescenza di fiumi, laghi e nomi.

Smise di essere un luogo sconosciuto di intrigante mistero – una zona bianca su cui un ragazzo poteva ancora continuare a  fantasticare.

Divenne un luogo di tenebre. Ma c’era al suo interno un fiume in particolare, un gran fiume possente che potevi vedere dalla mappa, somigliante a un enorme serpente  srotolato, con la testa nel mare, il suo corpo a riposo posizionato lontano su un vasto territorio e la sua coda persa nelle profondità della terra.

E non appena vidi la mappa in una vetrina, mi affascinò come un serpente affascinerebbe un uccellino, un uccellino sciocco.

Allora ricordai che c’era una grossa impresa, una società per il commercio su quel fiume.

Perbacco! Pensai tra me e me, non possono commerciare senza usare un qualche tipo di imbarcazione su tutta quell’acqua dolce – battelli a vapore!

Perché non provare a prendere un incarico su una di quelle imbarcazioni? Camminai per Fleet Street, ma non riuscivo a scrollarmi di dosso l’idea. Il serpente mi aveva incantato.

(tornano in scena Alex ed Emma)

Alex è affascinato da Marlow…….(TUTTI IN PIEDI, NELLE POSIZIONI DEI PERSONAGGI)

Emma: Forse se non avessimo preso in mano questi libri non avremmo potuto capire quanto l’ambiente sia sempre stato a cuore a persone sensibili come poeti e pittori, che si accorgevano di quanto importante sia il rispetto per la natura…

Alex: E se anche noi seguissimo il loro esempio?

Emma: In che senso?

Alex: Potremmo, come faceva Wordsworth a Lake District, passeggiare nelle nostre zone e riscoprire il beneficio di stare a contatto con i boschi, il mare… Sai che in Giappone i medici consigliano di camminare nei boschi come terapia di benessere?

Emma: Dai, davvero?!! Allora sbrighiamoci a finire di spolverare questi libri, che poi, dai, dobbiamo ammetterlo,  non sono affatto uno spreco di carta, sono arrivati fino a noi dopo tanti secoli, pensa invece se fossero stati pubblicati solo in formato digitale, come avremmo potuto leggerli se la tecnologia cambia di continuo.. e poi sarebbero usciti gli scrittori o i poeti da un CD??

Dai, facciamo presto, così possiamo andare a fare una bella passeggiata in spiaggia prima del tramonto! .. e magari raccogliamo anche un po’ di plastica, che va così di moda…

Alex: Buona idea, andiamo…

THE END

La conclusione dello spettacolo

fantasie ecologiche, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

“There is a pleasure in the pathless woods” – Ottava parte

Emma: è vero,  e invece riconoscere il valore di un luogo viene spesso interpretato come occasione per approfittare  di quel  luogo per arricchire qualcuno.. (di nuovo davanti al quadro di Turner), senti Alex, a me il mare di nuvole in tempesta ricorda un altro poeta romantico, lo conosci (sfoglia il libro dei poeti romantici che ha in mano)… Samuel Coleridge la ballata dell’antico marinaio.. la natura che si ribella al tentativo umano di sottometterla.. e diventa “supernatura”, sovrannaturale.

Alex: l’antico marinaio.. ma quel balordo che inaspettatamente e senza un vero motivo uccide l’albatro, l’uccello del buon auspicio? vuoi vedere che esce fuori anche lui?…e infatti…

And a good south wind sprung up behind;
The Albatross did follow,
And every day, for food or play,
Came to the mariners’ hollo!
 
In mist or cloud, on mast or shroud,
It perched for vespers nine;
Whiles all the night, through the fog-smoke white,
Glimmered the white moon-shine.»
 
«God save thee, ancient Mariner!
From the fiends, that plague thee thus!—
Why look’st thou so?» —With my cross-bow
I shot the Albatross    
 
The sun now rose upon the right:
Out of the sea came he.
Still hid in mist and on the left
Went down into the sea.
 
And the good south wint still blew behind,
But no sweet bird did follow,
Nor any day for food or play
Came to the mariners’ hollo!
 
And I had done a hellish thing,
And it would work ’em woe:
For all averred, I had killed the bird
That made the breeze so blow. 
 
Ah wretch! said they, the bird to slay,
That made the breeze to blow!
 Nor dim nor red, like God’s own head,
The glorious Sun uprist:
 
Then all averred, I had killed the bird
That brought the fog and mist.
’Twas right, said they, such birds to slay,
That bring the fog and mist.
 
The fair breeze blew, the white foam flew 
The furrow followed free;
We were the first that ever burst
Into that silent sea.
 
Down dropt the breeze, the sails dropt down
’Twas sad as sad could be;
And we did speak only to break
The silence of the sea!
 
All in hot and copper sky,
The bloody Sun, at noon,
Right up above the mast did stand,
No bigger than the Moon.
 
Day after day, day after day,
We stuck, nor breath nor motion;
As idle as a painted ship
Upon a painted ocean.
 
Water, water, everywhere,
And all the boards did shrick;
Water, water, everywhere,
Nor any drop to drink.
 
The very deep did rot: O Christ!
That ever this should be!
Yes, slimy things did crawl with legs
Upon the slimy sea.
 
About, about, in reel and rout
The death-fires danced at night;
The water, like a witch’s oils,
Burnt green, and blue, and white.
 
 And some in dreams assured were
Of the spirit that plagued us so;
Nine fathom deep he had followed us
from the land of mist and snow.
 
And every tongue, through utter drought,
Was withered at the root;
We could not speak, no more than if
We had been chocked with soot.
Ah! well a day! what evil looks
Had I from old and young!
Instead of the cross, tha Albatross
About my neck was hung.
Base musicale di accompagnamento a Coleridge


Emma: la natura  che  ammonisce  l’uomo al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente, in fondo anche oggi con quello che succede, alluvioni, riscaldamento globale, non siamo forse avvertiti di cambiare rotta?

La Ballata dell’Antico Marinaio

Traduzione a cura di C. Aliboni, I. Lucetti, C. Sanguineti

Ed un buon vento che proveniva da sud, soffiava da dietro e l’albatro ci seguiva, ed ogni giorno, per cibo o per gioco, richiamato dai marinai, veniva a bordo. Con nuvole o foschie, per nove sere, sulla sartia o sull’albero sostava; e nella notte, il baglior della luna tra la nebbia fumosa luccicava. “Che Dio ti salvi, vecchio marinaio, dai demoni che tanto ti tormentano! Perché guardi così?” “Con la balestra quell’albatro ho trafitto ed ammazzato”. Il sole ora sorgeva sulla destra: sorgeva dal mare, da foschia velato, ed a sinistra in mar si rituffava. Il buon vento di sud ancor spirava, non ci seguiva più quel caro uccello, e mai più, né per cibo, né per gioco, dai marinai chiamato, venne a noi. Qualcosa avevo fatto di infernale che avrebbe ai marinai portato male: infatti ognun diceva chiaramente che avevo ucciso io quel caro uccello che faceva spirar l’amica brezza. “Malvagio” dissero, “ammazzar l’uccello che faceva spirar la buona brezza!” Né pallido, né rosso, ma maestoso come lo stesso Dio, s’alzò il sole. Allor tutti affermarono che bene avevo fatto ad ammazzar l’uccello il quale nebbia ci portava e bruma. “Giusto!” dissero “uccider quegli uccelli che portan solo nebbia e foschia”. Dolce brezza spirava e bianca spuma volava, e un solco libero seguiva; in quel silente mar giungemmo primi. Cessò la brezza, caddero le vele, peggio, davvero, non poteva andare. Noi parlavamo solo per spezzare il silenzio profondo di quel mare! In un torrido cielo color rame il sole rosso-sangue, a mezzogiorno, grande quanto la luna, si vedeva a picco star sull’albero maestro. Per giorni e giorni rimanemmo fermi: né alito, né vento; tutti inerti come nave dipinta in mar dipinto. C’era acqua dappertutto, solo acqua, si aggrinzivano le assi della nave, c’era acqua dappertutto, solo acqua, per dissetar, però, neppure un goccio. Il profondo del mare imputridiva: O Cristo! Questo poi non ci voleva! Esseri limacciosi, con le zampe, su marcio mare avanzavano lenti. E nella notte, tutt’intorno, in ridde vorticose, fuochi fatui danzavano: e l’acqua, come l’olio della strega, rossa, azzurra bolliva e anche bianca. E qualcuno, nel sogno, fu avvertito che uno spirito ci perseguitava; questo la nostra nave aveva seguito, a nove braccia di profondità, dalla terra di neve e di foschia. Ed ogni lingua, per secchezza estrema, inaridiva proprio alla radice; neppur parlare più noi potevamo come se da fuliggine affogati. Ah! Che bel dì! Oh! Quali atroci sguardi da giovani e da vecchi io ricevevo! Invece di appendervi la croce, l’albatro mi fu appeso intorno al collo.

fantasie ecologiche, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

“There is pleasure in the pathless woods” – Settima parte

Alex: Oh no.. quello mi sembra Dickens, c’è anche lui…

BLAKE SI ACCUCCIA E RIMANE IN BASSO MENTRE DICKENS (Del Frate) LEGGE COME IN UNA SUA PUBLIC READING PASSI TRATTI DA “OLIVER TWIST”.

Fog everywhere. Fog up the river, where  it  flows  among green meadows , fog down the river, where it rolls defiled among the waterside pollution of a great and dirty city.  Fog on the Essex marshes, fog on the Kentish heights. Fog lying out on the yards, and hovering in the rigging of great ships; fog drooping on the bare and small boats. Fog in the eyes and throats of ancient Greenwich pensioners,  fog in the afternoon pipe of a wratful skipper, down in his close cabin. Fog cruelly pinching the toes and fingers of the little boy on deck.

Chance people on the bridges peeping over the parapets into a sky of fog, with fog all around them, as if they were up in a baloon, and hanging in the misty clouds.

The visitor of London  has to penetrate through a maze of close, narrow, and muddy streets, devoted to the traffic of the city and crowded with the roughest and poorest of waterside people.

He  meets up with unemployed labourers of the lowest class, ballast-heavers, coal-wippers, brazen women, ragged children,  so he makes his way with difficulty along, assailed by offensive sights and smells from the narrow alleys, and deafened by the clash of ponderous waggons that bear great piles of merchandise from the stacks of warehouses that rise from every corner.

Arriving in remoter streets he walks beneath tottering house-fronts, dismantled walls that seem to totter as he passes, chimneys half crushed half hesitating to fall, windows guarded by rusty iron bars that time and dirt have almost eaten away, every imaginable sign of desolation and neglect.

Alex: che orrore, tutto questo degrado…  purtroppo è un problema ancora attuale,  possibile che non abbiamo ancora imparato a valorizzare il patrimonio paesaggistico che abbiamo, eppure il messaggio di questi scrittori è chiaro, bisogna riconoscere i valori del paesaggio, ascoltarlo e rispettarlo.

Base di accompagnamento musicale a Dickens

Estratti da Oliver Twist di C. Dickens

Traduzione a cura di Alessio del Frate

Nebbia ovunque. Nebbia all’inizio del fiume, dove fluisce tra verdi prati, nebbia alla foce del fiume dove scorre contaminato nel lungofiume inquinato di una città grande e sporca. Nebbia nelle paludi di Essex, nebbia sulle colline di Kent. Nebbia che si stende nei campi e si insinua nel sartiame di grandi navi; nebbia che cade in piccole barche spoglie. Nebbia negli occhi e nelle gole di vecchi pensionati di Greenwich, nebbia nella pipa pomeridiana di un comandante iracondo, giù nella sua cabina chiusa. Nebbia che pizzica crudelmente le dita dei piedi e delle mani del piccolo ragazzo sul ponte.

Le persone sui ponti che fanno capolino dai parapetti in un cielo nebbioso, con nebbia tutta attorno a loro come se fossero su una mongolfiera volando tra le nuvole nebbiose.

Il visitatore di Londra deve farsi strada attraverso un labirinto di viottoli fitti, stretti e fangosi, votati al commercio della città e affollati dalle persone più povere e grezze del lungofiume.

Incontra lavoratori disoccupati della classe più bassa, sollevatori di zavorre, trasporta-carbone, donne sfacciate, bambini cenciosi, così si fa strada con difficoltà, assalito da sguardi offensivi e odori dalle strette vie, e assordato dallo scontrarsi di pesanti vagoni che trasportano grandi mucchi di merce dalle pile dei magazzini che si ergono in ogni angolo.

Arrivando in vie più remote lui cammina sotto facciate di case pericolanti, muri danneggiati che sembrano crollare mentre passa, camini in parte schiacciati in parte sul punto di cadere, finestre protette da sbarre di ferro che il tempo e sporcizia hanno quasi eroso del tutto, ogni segno immaginabile di abbandono e desolazione.

fantasie ecologiche, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

“There is a pleasure in the pathless woods” – Sesta parte

(…continua il testo teatrale, ci siamo lasciati tempo fa alla quinta puntata…Riprendiamo!)

Alex: Parla piano, potrebbero apparire quegli scrittori, tipo William Blake, che hanno  mostrato il vero volto della città industriale, la Londra dei bassifondi, e non dell’esposizione universale… (come non detto, lo vedo spuntare, che facciamo, lo fermiamo?)

Emma:  No, credo sia troppo tardi per impedirglielo.

BLAKE (Dell’Amico Rebecca) RECITA “LONDON”, (I PERSONAGGI A TURNO GETTANO LE BRACCIA SUI BANCHI)

Base di accompagnamento musicale a Blake

BLAKE

I wander thro’ each charter’d street,
Near where the charter’d Thames does flow,
And mark in every face I meet,
Marks of weakness, marks of woe. 

In every cry of every Man,     
In every Infant’s cry of fear,
In every voice: in every ban,
The mind-forg’d manacles I hear. 

How the Chimney-sweeper’s cry
Every black’ning Church appalls,
And the hapless Soldier’s sigh
Runs in blood down Palace walls. 

But most, thro’ midnight streets I hear
How the youthful Harlot’s curse
Blasts the new born Infant’s tear,
And blights with plagues the Marriage hearse.

Londra di W. Blake

Traduzione a cura di Rebecca Dell’Amico

Io vagavo per le strade trafficate,
vicino a dove scorre il Tamigi trafficato,
e noto in ogni faccia che incontro,
i segni della debolezza, i segni del dolore.

In ogni pianto di ogni uomo,
In ogni pianto infantile di paura,
in ogni voce: in ogni divieto,
sento le catene forgiate dalla mente.

Come il pianto dello spazzacamino,
atterrito dalla Chiesa annerita,
e il sospiro del soldato sfortunato,
scorre in sangue lungo i muri del palazzo.

Ma attraverso la maggior parte delle strade a mezzanotte sento,
Come la maledizione della giovane prostituta,
Secca la lacrima dell’infante neonato,
E rovina con piaghe il carro funebre del matrimonio.

fantasie ecologiche, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

“There is pleasure in the pathless woods” – Quinta parte

Rain Steam and Speed

   …e  questo dipinto di Turner? Rain Steam and Speed, qui è la velocità del treno che fa da protagonista, l’ambiente naturale si dissolve in un turbine di colori nel vortice del treno in corsa…

IL QUADRO PRENDE VITA, TURNER (Rebecca Peselli)  SI RECA VERSO IL PUBBLICO, FINGE DI DARE LE ULTIME PENNELLATE, COMMENTA LA SUA OPERA IN INGLESE.

Base di accompagnamento musicale a Turner

Rain, Steam and Speed – The Great Western Railway, water, land, sky and a train, symbol of industrialization come together in a tight frame…rain and  foggy clouds of steam from the speeding train create a hazy atmosphere, a vanishing perspective produces an intimidating scenario of my time. All the elements in the painting blend and merge into one another – except for the train that stands out like an iron beast in yellow-blue-gray background. “A painter can only represent the instant of an action, and what is seen at first sight.”

The train rushes across a bridge and in its speed, is bearing down on a hare that’s running over the washed-brown bed of a railway track. Can’t you see the hare? It  isn’t immediately obvious because it is partially obscured by the driving rain. The train will catch up with the hare and kill it: there’s no escape: the locomotive blocks its path. This hare’s death looks as if it will be instantaneous.

Emma: e in questo caso il treno, procedendo in modo retto e preciso, non cede alla forza della natura, la tempesta impetuosa sembra piegare tutto eccetto il treno..  è l’esaltazione della macchina, il simbolo del progresso industriale…

Rain Steam and Speed di W. Turner

Pioggia vapore e velocità

Monologo immaginario

Traduzione a cura di Rebecca Peselli

Pioggia, vapore e velocità – La grande ferrovia occidentale. Acqua, terra, il cielo ed un treno, simbolo dell’industrializzazione, sono rappresentati insieme in un piccolo quadro. La pioggia e le nuvole di vapore che fuoriescono dal treno in corsa creano un’atmosfera nebbiosa, una prospettiva evanescente riproduce una scena sublime dei miei tempi. Tutti gli elementi del quadro si mescolano e si dissolvono gli uni negli altri – fatta eccezione per il treno che troneggia come una fiera di ferro in uno scenario dalle sfumature blu, grigie e gialle.

“Il pittore può solo rappresentare l’istante di una azione e tutto ciò che si può percepire ad una prima occhiata.”

Il treno sta percorrendo in velocità un ponte e, nel suo avanzare, sta andando contro una lepre che corre sulle lucide rotaie marroni bagnate dalla pioggia. Non riuscite a notarla? Non è subito visibile perché è parzialmente oscurata dalla forte pioggia. Il treno in corsa sta raggiungendo la lepre che non avrà scampo: la locomotiva blocca la sua strada. La morte della lepre sembra che sia istantanea.

NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

#classiciantivirusNNLC

Omero, Iliade, VIII, vv. 555 – 565

Lettura a cura di Leonardo Marselli

“Come quando in cielo, intorno alla luna splendente, le stelle                                                

brillano in pieno fulgore, mentre l’aria è senza vento;

ed ecco appaiono tutte le rupi e le cime dei colli e delle valli;

uno spazio immenso si apre sotto la volta del cielo,

si vedono tutti gli astri, e ne gioisce il pastore.

Tanti erano i fuochi che bruciavano fra le navi ed il corso dello Xanto,                                 

quando i Troiani li accesero davanti a Ilio.

Mille erano i fuochi che ardevano nella pianura: e intorno a ciascuno di essi

stavano cinquanta guerrieri, al chiarore della fiamma viva.

I cavalli brucavano il bianco orzo e le spighe,

in piedi accanto ai carri: attendevano l’Aurora dal seggio d’oro.”

Leonardo Marselli partecipa al progetto #classiciantivirusNNLC
NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

#classiciantivirusNNLC

Seneca, De tranquillitate animi, 4, 5-7

Lettura a cura di Giada Bernabé

“Che ne diresti di voler militare solo come generalissimo o come tribuno? anche se altri terranno la prima linea, e la sorte ti avrà posto fra i triarii, di là combatti con la voce, con l’incitamento, con l’esempio, e con il coraggio: anche con le mani tagliate trova modo di soccorrere i suoi colui che resiste e aiuta con il suo grido. Tu fai qualcosa di simile: se la sorte ti ha allontanato dai primi ruoli della vita pubblica, tieni duro lo stesso e aiuta con la tua voce, e se qualcuno ti comprime la gola, resisti ancora e aiuta con il silenzio. Non è mai inutile l’opera di un buon cittadino: lo si ode e lo si vede, con lo sguardo, col cenno, con la costanza silenziosa, con l’incedere stesso, egli serve.
Come sono salutari certi rimedi che giovano col solo odore senza bisogno di gustarli e toccarli, così la virtù diffonde il suo effetto anche di lontano e stando nascosta. E quando spazia e ha piena disponibilità di se stessa, e quando ha sbocchi precari per espandersi ed è costretta ad ammainare le vele, sia essa inerte e silenziosa e chiusa in un angusto carcere oppure libera, in qualunque stato si trovi, ella giova sempre.”

Giada Bernabé partecipa al progetto #classiciantivirusNNLC