questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: i primi amori

di Sofia Antonioli

Ragazzo. Clara era una ragazza bella e gentile, aveva appena compiuto sedici anni ed aveva da poco trovato un ragazzo di tre anni più grande di lei, di quasi diciannove anni. Clara era entusiasta di dirlo alle sue migliori amiche, Ilenia e Vanda, che appena ne vennero a conoscenza impazzirono dalla gioia per lei: “ Oh! Clara, sarà l’amore della tua vita!”, “Oh! Clara, ce lo devi assolutamente presentare!”, “Oh! Clara, è un po’ grandicello ma sicuramente state bene insieme!”

Adulto. Clara era una ragazza bella e gentile, aveva appena compiuto sedici anni ed aveva da poco trovato un ragazzo di tre anni più grande di lei, di quasi diciannove anni. Un giorno decise che era il momento di dirlo ai suoi genitori, così durante una cena si fece coraggio e ne parlò. La madre impallidì e poi cominciò a dire, con voce alterata: “ Cosaaa?” e il padre, dopo essersi strozzato con la pasta: “ Un diciannovenne? Ma sei pazza? È grandissimo per te!”, e ancora la madre “ Ma come lo hai conosciuto? Clara non ti fidare…!”. I due continuarono a tartassarla per tutta la sera e alla fine la ragazza, per zittirli, disse che era tutto uno scherzo.

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: lo smartphone

di Serena Mazzoni

Ragazzo. Oh, finalmente oggi esco dopo una mattinata orribile a scuola. Non ho voglia di vedere nessuno, se non i miei amici, non ho voglia di ascoltare le domande e i problemi di nessuno, se non quelli di chi mi sento di ascoltare e a cui voglio rispondere.  Meno male che ho il telefono per evitare sguardi e chiacchiere con mia madre, così fra un like su Instagram, una foto, una canzone, arriva l’ora che attendevo per uscire di casa e andare a fare un giro con le mie amiche. Ecco, appena fuori di casa mi accorgo che …ops, batteria scarica!

Adulto. Oggi la vedo che è successo qualcosa, con quello sguardo preoccupato ed assente che evita ogni domanda… incredibile quanto mi fa preoccupare quando fa così, la sento distante, sempre con quel telefono…Però mi sembra contenta di uscire un po’ e non posso non esserlo anch’io, spero solo di non dover fare i salti mortali per sentirla sull’orario di rientro. La chiamo e puntualmente non risponde, così si attiva come un allarme nella mia mente, già inizio ad agitarmi fingendo di essere totalmente calma… mi farà impazzire a forza di non rispondere alle mie chiamate!

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: il sabato sera

Ragazzo. È sabato sera, mi devo preparare velocemente, sono in ritardo. Vado a mangiare fuori con le mie amiche. Mentre mi sto mettendo i miei stivali neri, la mamma viene a salutarmi con il solito “Ciao amore, divertiti”, accompagnato da una serie di raccomandazioni: “Copriti che di sera fa freddo”. “Non rimanere mai da sola in qualche strada buia”. “Tieni il telefono acceso”. Che noia, non la ascolto, voglio solo divertirmi. “Sì mamma, ciao, io esco”.

Adulto. È sabato sera. Mia figlia esce a mangiare fuori con le sue amiche. Ho paura a farla uscire da sola di notte, ultimamente se ne sentono di tutti i colori. Stupri e aggressioni sono all’ordine del giorno. Prima che esca le raccomando di coprirsi, di stare attenta a non restare mai sola. Voglio che si diverta, ma voglio che non le succeda niente.

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: la scuola

di Serena Lucchesini

Ragazzo. Vi è mai capitato di prendere un brutto voto a scuola e di essere giudicati dai propri genitori? Penso che prendere un brutto voto sia normale per tutti, non è una tragedia. A volte si è stanchi e spesso ci si permette un po’ di relax. Tutti hanno bisogno di rilassarsi, anche i miei genitori, che si rifiutano di capirmi…

Adulto. Adolescenti. Ci siamo passati tutti, mi ricordo ancora adesso quanto l’atteggiamento dei miei genitori mi facesse provare una certa…stizza. Ora però ho anch’io un figlio e so cosa si prova. Dice che non lo capisco, che lo faccio impazzire. Quanto odiavo mia madre quando diceva “Fai i compiti, se vuoi andare a pallavolo stasera”. Forse ero ingenua, anzi lo ero eccome, non comprendevo che in realtà mi trattava così perché credeva in me, nelle mie capacità… quanto vorrei che mio figlio lo capisse!

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: dopo pranzo

di Benedetta Parodi

Ragazzo. Finalmente è quell’ora che tutti aspettano dalle otto di mattina, quando la nostra mente si spegne e si allontana da tutti i pensieri: le 13,30. Con balzo felino e lacrime di gioia accarezzo i tasti bianchi del piano per non dimenticarmi di lui e con uno slancio piombo su quella superficie morbida e soffice che ti accoglie a braccia aperte catapultandoti in un mondo magico in pochi secondi…appena chiusi gli occhi, sento una porta sbattere e dei passi che con estrema velocità vengono sempre più vicino a me. Poi la voce: “ Quando hai intenzione di dare una sistemata alla tua camera?!?”

Adulto. Non mi sembra di avere a che fare con una persona, ma con un gatto. Mangia, dice due parole sintetiche per farmi stare tranquilla e va via come un fulmine. A volte vorrei vederla lavare due piatti o anche solo togliere la tovaglia. E quando la chiamo: “Scusa, puoi venire?”, “No, ora non posso, sto finendo una cosa importante”. Ecco, la solita risposta.

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: la scuola

Ragazzo. Sono stufo della scuola. Sono stufo di spendere interi pomeriggi a fare compiti e a studiare sgobbando sui libri, quando invece potrei uscire a divertirmi con i miei amici. Sono stufo di stare tutta la mattina a sentire la voce della professoressa che mi rimbomba in testa mentre spiega le cose più noiose del mondo, che probabilmente non mi serviranno a molto. Sono stufo di dover sopportare le urla dei miei quando prendo un brutto voto e di conseguenza non mi fanno uscire. Sono stufo della scuola.

Adulto. Sto passando un periodo d’inferno per colpa di mio figlio. Ogni giorno si lamenta della scuola e dei troppi compiti che deve fare durante il pomeriggio, in realtà non so nemmeno se li faccia davvero o se  stia a casa a giocare alla playstation. Non riesce a capire che se non studia non otterrà un lavoro decente che possa mantenerlo. Penso proprio che quando arriverò a casa gli farò una bella predica – l’ennesima!

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: lo smartphone

di Lisa Pelagatti

Ragazzo. Dopo tre ore di studio me la merito una bella pausa, prendo il telefono e inizio a controllare i messaggi. Due dal gruppo della classe, che salto a pie’ pari, dieci dalla mia amica Noemi e tre da Matteo. I loro li leggo. E rido anche. Poi apro Instagram e inizio a vedere un po’ di video sulla home. Sto per prendere le cuffiette per ascoltare la musica: mia madre è appena entrata di sfondamento in camera mia e so che sta per farmi la solita ramanzina, senza nemmeno ascoltare quello che ho da dire.

Adulto. Ogni volta che entro in camera sua è al telefono e ha sempre le cuffiette, così quando la chiamo non mi sente mai. Che poi tiene sempre i libri sulla scrivania, ma ogni volta la vedo col telefono in mano. Non riesco a non arrabbiarmi. Non che io sia contenta di prendermela con mia figlia, ma non posso nemmeno lasciare che non studi. Ogni volta sembra che nemmeno mi stia ascoltando, forse sto diventando ripetitiva…

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: i primi amori

di Zoë Stroobant

Ragazzo. Caro diario, sono io, Zoë, quindicenne innamorata e ostinata. Sai diario, sono successe molte cose in questo mese. Ti riassumo: ho conosciuto un ragazzo, ci siamo innamorati e messi insieme, ma ora è tutto cambiato. Ha detto che forse gli piace anche un’altra, che io continuo a piacergli tanto, ma che forse c’è anche lei. Gli ho dato un ultimatum: o lei o me. Gliel’ho detto fin dall’inizio, non ho alcuna intenzione di dividerlo con altre. Eppure diario, se dovesse scegliere me, penso che tornerei insieme a lui, non rinuncerei alla nostra storia e gli darei un’altra opportunità. Ma queste sono parole nel vuoto: finché non lo vedrò non saprò che cosa fare!

Adulto. Caro diario, sono proprio esaurita! Ho deciso di scrivere un diario per sfogarmi! Zoë, mia figlia, sta dando corda al suo fidanzatino che la sta prendendo solo in giro. La cosa che mi sorprende, però, è che non se ne stia rendendo conto, o peggio, che creda al primo ragazzo che si presenta con una bugia bella e buona! Crede che lui tornerà… io le ho detto di lasciarlo e andare avanti, ma appena ne parla scoppia in lacrime. È così ingenua! Pensa che lui sarà diverso? Pensa che questa situazione non sia capitata ad altre ragazze o a me? C’è un’unica soluzione: lasciarlo, così che si senta lei più forte!

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: la playstation

di Sara Tesconi

Ragazzo. E anche oggi inizia una nuova giornata estiva; già, perché finalmente, dopo un lungo periodo buio chiamato “scuola”, quando ancora l’estate sembrava un miraggio, anzi no, un’utopia, le vacanze sono arrivate. Ebbene, i miei programmi per oggi sono ben chiari: dormire fino a tardi, riempire il mio piccolo stomaco di cibo che agli adulti piace tanto chiamare “spazzatura” e soprattutto videogames. Come potrei passare la mia estate al meglio senza una partita con i miei amici sulla playstation? Giocare con loro è assolutamente divertente, però mia mamma sente sempre il bisogno di intromettersi: voglio dire, le voglio un mondo di bene, ma diventa troppo irritante quando inizia a sgridarmi perché da troppe ore gioco alla playstation. Non penso di giocarci così tanto tempo come dice lei, e poi che male c’è se passo un po’ del mio tempo libero davanti a uno schermo?

Adulto. E anche oggi inizia una nuova e lunga e stancante giornata estiva, già, perché le vacanze estive sono arrivate per tutti tranne che per me! I programmi della mia giornata sono ben chiari: alzarsi presto, fare una doccia veloce, andare a lavorare cercando di non arrivare tardi e di non scordare nessun documento a casa, perché vorrei evitare la ramanzina del mio capo, tornare a casa, preparare il pranzo per il mio sfaticato figlio e poi finalmente… rilassarmi? Magari, invece no, proprio quando ho del tempo libero e mi piacerebbe andare con mio figlio al mare arriva il grande problema: non possiamo uscire perché lui è impegnato a giocare con i suoi amici davanti alla play…play…playstation, va bene insomma, quel catafalco di metallo che a lui sembra tanto indispensabile. Poi sarebbe comprensibile se ci giocasse una mezz’ora, in realtà ci passa delle ore, e così mi ritrovo sempre a sgridarlo. Ma perché non riesce a rendersi conto di quanto può fargli male restare davanti a uno schermo per l’intera giornata?

questione di prospettiva

Adolescenti VS adulti: il lunedì

di Aurora Cerrito

Ragazzo. Oggi è lunedì. E con questo penso di avere già detto tutto. Non ho assolutamente voglia di andare a scuola, ieri non ho nemmeno fatto i compiti e stamani non mi sento tanto bene, ma tanto qui nessuno si accorge di niente…

Adulto. Oggi è lunedì. Ricomincia la settimana, sarà una giornata noiosa come al solito, ma d’altronde è ciò che devo fare per vivere, per mantenere i miei figli. A volte mi sembra di non essere abbastanza presente, dovrei provare a stare più tempo con loro… e guarda che espressione hanno!