riflessioni

L’amor cortese

di Giulia Eschini

Ah, l’amore cortese! Magari ci fossero certi ideali di questo sentimento anche al giorno d’oggi. La fin’amor, l’amore perfetto, mi ha decisamente colpita ed affascinata con le sue caratteristiche dolci e quasi disperate. “Il poeta si pone in un atteggiamento di inferiorità”: non sono pienamente d’accordo con ciò, poiché penso che in una coppia le due componenti debbano essere equilibrate, però mi ha stupita il fatto che il poeta si ritenga inferiore e faccia prevalere la donna amata, quasi a venerarla come una dea. Al tempo d’oggi una cosa del genere mi appare bizzarra: non credo che né uomo né donna debbano essere inferiori l’uno all’altro. Inoltre mi ha affascinato il fatto che la donna amata dal poeta sia la più bella fra tutte, quindi che lui abbia occhi solo per lei. Ma la cosa che più apprezzo e che vorrei che ci fosse anche al nostro tempo è senza dubbio la gentilezza, la cortesia e il rispetto verso la persona che si ama. Quest’ultimo oggi purtroppo è venuto molto a mancare, non solo verso donne o ragazze, ma verso chiunque. In una relazione, ma anche nella vita quotidiana, bisogna trattare il prossimo con il massimo della gentilezza. Uomo o donna che sia, ci si deve relazionare al meglio con il proprio partner.

Tra i dodici comandamenti dell’amore stilati da Andrea Cappellano sono completamente d’accordo con quello che chiede di evitare menzogne: in tutte le relazioni sane una delle prime cose che deve essere presente è la sincerità. Molti chiedono fiducia, sì, ma essa va conquistata tramite la sincerità. Perché mentire al proprio partner? Non lo trovo giusto e rispettoso, inoltre è controproducente: una coppia basata su bugie è, mi dispiace dirlo, destinata a durare ben poco. Anche il senso del pudore e la questione di non dover mai sopraffare la volontà dell’altro sono due punti che ritengo fondamentali, in particolare il secondo. Ormai il rispetto verso il corpo dell’altro sta diventando sempre più scarso e certe persone, più che altro ragazzi, non comprendono che quando qualcuno dice “no” è “no”. Ad una persona possono andare bene determinate cose, ma può anche avere dei limiti e questi vanno rispettati. Il consenso prima di tutto.

Non c’è qualcosa nell’ideologia provenzale su cui io non sia d’accordo, forse solo il fatto del potersi innamorare senza mai aver visto quella persona mi lascia in dubbio: sono dell’idea che innamorarsi senza mai aver avuto a che fare con qualcuno sia impossibile, si può rimanere affascinati, ma non credo sia vero amore. O forse è possibile innamorarsi di una persona conoscendone anche solo il carattere e la personalità, senza mai averla incontrata dal vivo. Credo sia la forma più pura di amore: amare qualcuno non per il suo aspetto esteriore, ma per quello che ha dentro, tutta la sua storia, le sue battaglie, le sue idee, i suoi progetti, le sue passioni, il suo essere semplicemente se stesso. Quando si conosce a fondo un altro individuo e ci si innamora di ciò che è e non di ciò che mostra, allora l’aspetto esteriore passa in secondo piano e si scopre una nuova forma d’amore, unica, raffinata, intima e profonda.