fantasie lessicali

Positivo

di Elisabetta Colazzina

Positivo aveva passato una giornata davvero pesante, era esausto! Si sedette sul divano con la TV accesa… perché tutti sembravano avercela con lui? Perché sembrava essere la causa di tutti i mali nel mondo? “Aumentano i positivi, scuole chiuse in tutta Italia”, “Tutta la famiglia positiva, tutto il quartiere in isolamento”, “È stato registrato il maggior numero di positivi fino ad adesso, dobbiamo prendere provvedimenti!”. Arrabbiato e un po’ triste spense la TV, si recò in camera e, turbato, si mise a letto. “Cos’ho fatto di male…. mi sembrava di essere una bella parola…”. I pensieri lo sovrastavano e non riusciva ad addormentarsi.

Dopo qualche ora cadde in un sonno angosciante. Al suo risveglio si rese conto di essere nell’inferno di Dante…. “Nel mezzo del cammin di nostra vita…” perbacco, era proprio lì. Non sapeva come uscirne! “Sono morto? Cosa ci faccio all’inferno?”.  Cercando una via d’uscita cadde in un abisso senza fondo e mentre cadeva la sua ansia aumentava. Svenne. Aperti gli occhi si trovò davanti ai gironi dell’inferno. Tutti quei peccatori lo guardavano male! Era triste e arrabbiato. Camminando a lungo si trovò davanti al girone delle parole morte, quelle ormai in disuso. La loro pena era quella di scrivere a mano enormi dizionari e di mettere una grande croce vicino ai loro nomi. Per loro era davvero una tortura. Pensò subito che quello fosse il suo girone, che quel girone spettasse anche a lui.

Una parola gli si avvicinò e disse con tono arrogante: “Che ci fai tu qui? Sei venuto per vederci soffrire o ti aggiungi anche tu?” Positivo rispose: “In realtà io….” La parola lo interruppe: “Chi ti ha mandato qui?”. Un’altra voce si aggiunse alla conversazione: “Eziandio smettila di infastidirlo! Si sarà perso…. Non può far parte di questo girone, è ancora usato da tutti.” Quest’ultime parole risuonarono a lungo nella testa di Positivo e pensò: “È vero, io non sono una parola morta!” DRIIIIIN! DRIIIIIN! La sveglia suonava. Positivo cadde dal letto. Era una giornata incantevole, il suo giardino era coperto di foglie gialle, sembravano monete d’oro. Ci ripensò e disse: “Devo cambiare registro! Devo uscire da questa trappola! Perbacco…. Positivo può essere anche qualcosa di molto buono!” e cominciò ad elencare: “Positivo amare gli altri, Positivo curare i malati, Positivo ascoltare i problemi della gente… sono troppi i positivi con bei significati!” tornò sotto le sue coperte lasciando la finestra socchiusa e finalmente si addormentò.