impressioni di viaggio

…dal Balcone d’Italia

di Anonimo del Sublime

Scesa dalla macchina,
cento metri in salita
il vento dolce ti invita
a fare sempre un passo più in su.
Passi le transenne e
il chioschetto con le sedie rosse accese
che stonano con il verde della terra e
del cielo l'azzurro.
Punta la fine lo sguardo
tutti s'avvicinano con passi lenti
chi intimorito dalle vertigini
chi dalla bellezza del paesaggio;
altri vorrebbero corrergli incontro,
inseguire il vento
lanciarsi nel vuoto,
sorvolare i laghi
che da quell'altezza sono pozzanghere
in cui le nuvole si specchiano
per essere fotografate da noi paparazzi.
Lenta arrivo alla ringhiera,
le gambe tremano per l'adrenalina
il profumo forte degli alberi mi offusca la vista
vorrei avere un paracadute e
lanciarmi in un quadro troppo ampio
per essere dipinto su un'unica tela.
Già so
che tornata a casa
con calma
mi siederò sulla sedia e
ripensando a quel quadro
lascerò le mani andare
accompagnate dal vento
che mi sono portata dietro
dipingere la mia tela
guardando il ricordo di quel pomeriggio
tatuato sotto le palpebre.
impressioni di viaggio

…dal Lago di Como, pensiero lontano

di Anonimo del Sublime

Caldo soffocante assorbito dal catrame
Strade liquefatte confluiscono nel lago
Alberi verdi, gialli in cima
I barconi salpano alla volta dei gorghi
Cercatori di orridi.
Acqua morta, ferma.
Tra case celate si scorge
Del Duomo la fine
La cappella prima gialla ora azzurrina
Tinta di quel colore dalla tavolozza
Del pittore che i colori prende dal lago,
Un mezzo giro di finestre nere
Con statuette di santi.
Il monumento di Volta si staglia
In mezzo al lago
Padrone della vista luccica.
Seduta sulla panchina verde guardo
Senza emozione
Ciò che ho raccontato.
A questo preferisco
Le mie
Seppur mezze
Montagne.
impressioni di viaggio

…dal Giglio, con uno sguardo al recente passato

di Benedetta Parodi

Come e dove mi rivedrei in futuro? Questo, si può dire, è un quesito molto semplice da porsi, ma come tutte le domande ha sempre quel pizzico di dubbio che ti fa rimanere lì fermo a pensare.

Mi siedo su uno scoglio che accoglie con sguardo scettico la docile forza di quelle ondine delle 19:00 di sera, stanche e anche per certi versi annoiate della monotona giornata che sapranno sarà la stessa anche l’indomani. La mente diventa come un’autostrada trafficata ed inizio a pensare al periodo di chiusura completa (la quarantena), un tempo che cerchiamo sempre di più di allontanare da noi, come un uomo che cerca di scappare da un animale feroce, ma è così vicino che un solo errore potrebbe farcelo toccare.

È stato un periodo pieno di scoperte, di nostalgia per ciò che credevamo fosse nostro senza prezzo e ci ha fatto scoprire il vero lato delle persone, quello più diffidente. Mi viene infatti da paragonare questo lasso di tempo ad una cala: quei piccoli angoli di paradiso, con quelle acque limpide illuminate dai caldi raggi del sole, chiuse da grandi massi che poi vanno a dissolversi timidi verso le acque marine. Sono quei luoghi in cui sembra che il tempo non passi mai, ma in un solo schiocco di dita possono portare morte e tristezza.

Mi viene in mente questa rappresentazione, perché durante il periodo del virus io insieme a tutte le altre persone eravamo parte della cala. In questa infatti ci sono alghe, sassi, pesci rimasti intrappolati a causa della risacca e della corrente. Noi infatti siamo finiti in questa finta prigione di cristallo, da cui però tutti non sono riusciti ad uscire.

Le alghe che sono secche e immobili sul bagnasciuga rappresentano chi più fragile, più anziano,  ma anche meno prudente, non ce l’ha fatta, rimanendo lì, ammucchiato e omologato a tutti gli altri, lontano da un mondo fatto di freschezza e vita.

I pesci sia grandi che piccoli che sono riusciti ad uscire, sono coloro che hanno visto davanti ai proprio occhi ciò che era l’ignoto, ma con uno sforzo in più sono riusciti a tornare al presente (i superstiti).

Spesso durante il periodo del virus il “mare” non è stato sempre calmo, perché la sua forza ha causato numerosi movimenti e vittime.

Ma in seguito arriva quella calma, con le onde che danno origine a un suono ritmato e allo stesso tempo piacevole, accompagnato dalle cicale e dal cinguettio degli uccelli che fanno largo ad un periodo, “l’estate”, che si spera duri a lungo (per i suoi effetti).

Questa dell’isolamento è stata una grande difficoltà, ma bisogna sapere come ritrovare lo sbocco per la libertà.

Io in un futuro mi rivedrò proprio così, una parte quasi impercettibile che compone la caletta, che con tanta speranza vuole trovare un collegamento con il mare.

La cala come anche la vita ha sempre le proprie farfalle.

impressioni di viaggio

…dal viaggio studio a Edimburgo

di Sofia Antonioli, Fabio Baldelli e Benedetta Parodi

Le impressioni di Sofia

Il viaggio studio è un’esperienza fantastica che consiglio a tutti. Questo era il mio primo anno e la meta è stata Edimburgo, capitale della Scozia. Devo dire che il viaggio è stato organizzato davvero bene e inoltre ho avuto la fortuna anche di capitare in una bella casa. Per chi non lo sapesse questi viaggi funzionano così: si vive in una famiglia locale, si va a scuola al mattino, al pomeriggio si fanno ogni giorno delle attività diverse e, se resta del tempo, si va in centro; poi la sera si ha anche la possibilità di tornare a scuola per stare un po’ tutti insieme e fare vari giochi di gruppo.

Siamo partiti domenica 8 settembre, la mattina, da Carrara per arrivare a Milano Malpensa e da lì abbiamo preso il volo; un ragazzo più grande ha avuto un problema con il documento di identità così non si è potuto imbarcare, ma per fortuna è riuscito a prendere un volo e ci ha raggiunto il giorno seguente.

Appena arrivati in UK siamo andati a scuola, dove ci aspettavano le varie famiglie per portarci a casa. Dal giorno successivo è iniziata la routine e dopo i cinque giorni di scuola ad ognuno dei partecipanti è stata riconosciuta una certificazione linguistica in base al livello raggiunto. Il sabato è stato invece occupato da una visita e dalla preparazione delle valigie…ahimé per tornare in Italia.

Per me è stata un’esperienza intensa e bellissima che mi ha fatto crescere, imparare a darmi degli orari, mi ha permesso di visitare un sacco di posti nuovi e soprattutto mi ha aiutato a parlare meglio una lingua straniera importante come l’inglese.

Le impressioni di Fabio

Durante l’anno scolastico 2018/2019 a noi alunni del liceo classico Repetti è stato proposto di partecipare ad un viaggio studio, organizzato dalla professoressa Luciana Tomassi. Meta scelta Edimburgo, capitale della Scozia. Avevamo l’occasione di vivere in una famiglia scozzese e di visitare una capitale, occasione che io ed altri quattro miei compagni di classe abbiamo deciso di non farci sfuggire.

E così l’8 settembre siamo partiti per un’avventura indimenticabile. Una volta atterrati ci siamo diretti in autobus verso la Mackenzie School of English, la scuola dove le mattinate seguenti avremmo avuto le lezioni di inglese. Ad aspettarci c’erano i nostri tutori, o come vengono definiti in inglese, i nostri “Host Parents”. Proprio lì il mio compagno Lorenzo ed io abbiamo conosciuto la nostra Host Mom, Nick, che nel corso della settimana si è rivelata essere una delle persone più dolci e gentili di tutta la Scozia. Casa sua era molto carina, Lorenzo ed io avevamo una bella stanza tutta per noi e non avevamo molte restrizioni da parte di Nick. Ci siamo trovati anche molto bene per quanto riguarda il cibo: non ci aspettavamo di trovare cibo così buono così lontano da casa. A parte quella volta in cui Nick ha cercato di uccidere Lorenzo offrendogli della pasta al pesto, contenente ingredienti che lo avrebbero condotto ad un destino fatale. Quando l’abbiamo informata lei, dopo aver imprecato ripetutamente, si è scusata molte volte con Lorenzo e gli ha subito preparato altro.

Andiamo per ordine. Il primo giorno è stato il momento di un test iniziale svolto da tutti gli alunni in modo tale da essere divisi per classi in base alla padronanza della lingua inglese. Successivamente sono subito iniziate le lezioni, che nel corso della settimana ho trovato molto interessanti e, a tratti, divertenti. Ogni giorno a scuola facevamo attività circa un certo argomento, come lo sport, i sogni, le storie, i modi di dire, gli spot pubblicitari e l’educazione. Questi ultimi due sono stati quelli che ho apprezzato maggiormente, perché nel primo ho avuto la possibilità di realizzare uno spot su una marca di crocchette di pollo frizzanti e di uccidere il mio prof. con un pollo, e nel secondo di fare una lezione-gioco sulla letteratura italiana ottocentesca in qualità di insegnante.

Ogni pomeriggio abbiamo fatto varie escursioni accompagnate da attività in inglese. Il lunedì è stata organizzata una sorta di caccia al tesoro nel cuore della città. Pochi sono riusciti a concluderla. Perché? Posso solo dirvi che ci siamo persi, ma la vera risposta rimarrà nei negozi del centro. Tra l’altro gli accompagnatori hanno ritrovato un tablet, con cui dovevamo svolgere l’attività, al negozio di Harry Potter, probabilmente si è perso anche lui!

Durante la nostra avventura, oltre ad aver esaurito il credito delle carte nei negozi, abbiamo visitato il Royal Botanic Garden, lo Scottish National Museum, il castello di Edimburgo, l’acropoli della città e la National Gallery of Modern Art. Inoltre giovedì gli accompagnatori ci hanno guidato in un Harry Potter Tour per la città, grazie al quale abbiamo potuto conoscere la storia di vari monumenti e di visitare un vecchio cimitero scozzese, dove J.K. Rowling si è ispirata per alcuni nomi dei protagonisti della saga. Sabato abbiamo visitato il monumento a Wallace a Stirling; ci siamo ritrovati a dover affrontare scale a chiocciola in pietra che sembravano non finire mai, ma siamo arrivati in cima alla torre, dalla quale si poteva ammirare un panorama grandioso. Proprio sulla torre è accaduto un episodio molto divertente: il mio compagno Federico ha fatto cadere le cuffiette bluetooth dell’Iphone dalla torre, le quali però sono rimaste appoggiate su di una canaletta di scolo in pietra. Le cuffiette erano irraggiungibili, o così credevamo, ma grazie ad un utensile speciale e alle lunghe braccia di Alessandro siamo riusciti a recuperarle. L’euforia era immensa. Ci siamo sentiti più felici di William Wallace dopo la vittoria allo Stirling Bridge.

Visitando questi luoghi abbiamo avuto l’opportunità di ammirare magnifici panorami, osservare varie opere d’arte e imparare molte cose nuove. Abbiamo avuto del tempo libero e ciò ha portato, già nel secondo giorno, ad un’esperienza unica con gli autobus: Lorenzo ed io purtroppo per tornare a casa siamo saliti sull’autobus sbagliato, perciò abbiamo dovuto fare un bel pezzo a piedi.

Per quanto riguarda le fredde serate edimburghesi le abbiamo passate a scuola, giocando e chiacchierando. Alcune però erano speciali: il giovedì sera infatti ci siamo cimentati nelle fatidiche danze scozzesi. Ne siamo usciti molto sudati ma molto compiaciuti. È stata una serata divertentissima, piena di risate, inciampi vari, gente altamente scoordinata e ragazzi in gonnellino, che si è conclusa con l’esibizione di un vero scozzese che suonava la cornamusa. Uno dei momenti migliori è stato proprio quando io ed altri compagni, accompagnati dalla musica, abbiamo indossato dei costumi tipici scozzesi.

Nel complesso abbiamo passato una settimana bellissima, alle prese con autobus, inglese, shopping e cibo.

Nick ci mancherà molto e non vediamo l’ora, un giorno, di poter ritornare a Edimburgo.

Le impressioni di Benedetta

Non sapere, non conoscere, essere piccola davanti a un luogo sconosciuto, a nuove opportunità, ad un nuovo viaggio. Questo era quello che provavo quando ero sull’aereo in direzione Edimburgo. Dall’alto le montagne grandi e maestose, ormai pronte per l’arrivo dell’inverno, mostravano i loro primi pizzetti bianchi sul mento ossuto e spigoloso.

Volo sulle nuvole, sono solo un puntino bianco immerso in un mare di grandezza; mi sento leggera e potente perché riesco ad essere più in alto di qualsiasi cosa.

Edimburgo è una città che al mio sguardo è infinita, ma in continua evoluzione come l’universo, coccolata dalle calde colline alle spalle e un freddo mare del nord davanti a sé. La completano le numerose casette costruite in serie ed alternate a luoghi verdi che sembra di essere in paradiso.

Vedute di Edimburgo dal Castello

Era la prima volta che senza i miei genitori andavo in un altro paese, in una nuova città dove il saper parlare era “il pane del giorno”.

Questa vacanza mi ha fatto crescere in tutti gli ambiti: culturale, relazionale, ma soprattutto nel credere più in me stessa sfruttando al massimo la mia memoria e la certezza sulle cose da svolgere. La vacanza da soli è come un salto dalla scogliera: all’inizio sei un po’ titubante, ma poi dopo esserti lanciato ti chiedi “Ma perchè non l’ho fatto prima?”

in fact the unknown is the sugar of the soul

(infatti l’ignoto è lo zucchero dell’anima)

impressioni di viaggio

…dal treno, direzione Amantea

di Sara Tesconi

Per quanto possa sembrare strano, è l’una di notte e sono in treno con la mia famiglia, diretta verso Amantea, una città sul mare in Calabria; è già tardi ma non riesco ad addormentarmi a causa delle ansie e delle paure che affollano la mia mente e pare non abbiano intenzione di uscirne. Il motivo per cui sento il bisogno di scrivere è proprio questo: ho bisogno di sfogarmi e cercare di liberare la mente da questi strani pensieri. Non so proprio perché continuo ad avere paura…sono abituata a prendere spesso il treno, certo di notte però ha tutt’altro effetto! Probabilmente il buio mi fa sentire impotente e non riesco a vedere cosa ci sia fuori dal finestrino, tranne alcune stelle che sembra vogliano farmi compagnia lungo il tragitto. Inoltre dei brividi lungo la schiena mi fanno tremare ogni volta che le ruote smettono improvvisamente di girare e si fermano in punti isolati, lontani dalle stazioni. Ho costantemente il terrore che possa accadere qualcosa di brutto e che il treno deragli di colpo, mentre qui i viaggiatori stanno dormendo un sonno profondo. Per cacciare via queste mie fobie penso alla vacanza in Calabria: mi divertirò? farà caldo? il Sud sarà bello come sostiene la maggior parte delle persone? Per me è la prima volta. Non so cosa aspettarmi, ma mi aspetto da questo viaggio dei cambiamenti nei rapporti con la mia famiglia durante le calde giornate di mare: ogni volta che si parte si costruiscono nuovi ricordi che, per quanto piccoli, rimarranno indelebili nel cuore. Mi auguro di poter migliorare i rapporti con mio fratello Enrico: nella vita di tutti i giorni ci consideriamo poco, perciò voglio sfruttare questi giorni di vacanza al meglio, per rafforzare il nostro legame.

Sta calando il silenzio nella cabina in cui mi trovo. Auricolari, playlist, il timbro dolce e ovattato di una giovane cantante americana: solo così, finalmente, riesco a sentire gli occhi pesanti e mi ritrovo costretta a chiuderli, abbandonandomi al sogno, coccolata da una voce candida.

Ecco. Li riapro. Finalmente Amantea.

impressioni di viaggio

…da San Vigilio di Marebbe

di Benedetta Parodi

Un passo dal cielo

Forse è più semplice trovare un luogo che ti accoglie e nel quale ti senti sicuro che sentirsi amati da qualcuno… La montagna è tutto questo, un insieme ordinato di sensazioni e cose che ti fanno sentire sempre a casa.

Quest’anno i miei genitori, da sempre amanti della montagna e delle camminate ad alta quota, hanno deciso come meta San Vigilio di Marebbe in Val Badia. Questa località è immersa in un parco naturale che la rende unica per il suo paesaggio. La settimana si è svolta in maniera veloce e divertente, anche se con qualche intoppo a livello del tempo.

Il verde intenso delle fronde degli alberi ricopre in modo uniforme tutte le anse della valle, facendola apparire agli occhi dei turisti, ma anche degli abitanti stessi, come un cuscino morbido e soffice che quando ti appoggi si raggrinzisce, ma mantiene sempre quell’inconfondibile calore ed una sensazione di eterna morbidezza.

Il lago di Braies

L’acqua azzurro cobalto, gli uccellini che intonano melodie differenti e le montagne, sempre alte e maestose, sono il quadro perfetto con tutti gli ingredienti che riescono a rendere un luogo affascinante, ma allo stesso tempo suggestivo. Gli archetti di legno chiaro attraccano nella speranza che qualcuno salga su di loro, per fargli scoprire l’immenso blu di questo lago. Ad ogni remata il colore sfuma fino a diventare blu notte; nel mentre il sole inizia a girare facendo specchiare le montagne. Invece il sentiero che circonda il lago è ricco di acque fresche che scendono dalle sorgenti e splendidi mirador che ritraggono il lago nella sua bellezza.

Fodara, camminata fino al rifugio

Un sentiero impervio ci accompagna verso quello che dovrà essere il rifugio nel quale sostare all’ora di pranzo. Ad ogni passo farfalle nere e rosse si muovono vorticosamente intorno ai fiori appoggiandosi per riprendere fiato. Il cammino immerso tra gli alberi ospita animali come ad esempio scoiattoli. Niente è più bello di quel panorama quasi fantastico che si presenta ad ogni curva, ogni spazio che c’è tra un ramo ed una foglia. Si sente il vento fischiare e le montagne che, come padrone, ti fanno arrivare alla meta dopo una lunga camminata tra salite e discese. Appena arrivati tutto è diverso…l’erbetta verde smeraldo ricopre come un tappeto vellutato la piccola insenatura con al centro il rifugio.

Gita al Passo delle Erbe

Il tempo cerca di imbrogliarci, ma la tenacia e la voglia di vedere posti nuovi superano la paura di trovarsi incontro ad un temporale. Ed eccoci in uno spazio piano dove un mare di verde ci avvolge. Il cammino è molto lungo ed è per questo che bisogna mettersi subito in marcia. Si vedono piccoli pezzi di roccia dove la forza della natura è riuscita a far crescere un fiore, una pianta o solamente qualche filo d’erba. I fiori ci accompagnano lungo il sentiero, per certi versi impervio e scosceso, che alla fine, però, ti porta sempre in un luogo nuovo e particolare.

Come diceva Walter Bonatti “Più alto si sale, più lontano si vede: chi più lontano vede, più a lungo sogna”. Perché la montagna riesce a farti ricordare e immaginare qualcosa di surreale o già noto.

impressioni di viaggio

…dal Monte Argegna

di Fabio Baldelli

Il Monte Argegna si trova fra Lunigiana e Garfagnana, vicino al passo dei Carpinelli, in provincia di Lucca. La sua posizione geografica, oltre ad essere comodamente raggiungibile in auto, dona al posto caratteristiche uniche e fantastiche che comportano l’arrivo di turisti da ogni dove. Quando si arriva sul vastissimo prato che caratterizza la zona, si può osservare l’intero arco delle Alpi Apuane. In questa meravigliosa località si trova il Santuario di Nostra Signora della Guardia costruito nella seconda metà dell’Ottocento.

Inoltre sul monte, adiacente al santuario, è presente un casale, La Casa del Pellegrino, utilizzato da vari gruppi giovanili e associazioni per organizzare dei campi-scuola parrocchiali. Si hanno infatti a disposizione due case, una femminile ed una maschile, un bar, un ristorante ed un grande salone per i pasti. I gruppi di ragazzi che arrivano hanno a disposizione il vasto prato o i tavoli di legno presenti nel campo per svolgere attività e giochi.  

All’entrata del casale giace un grande masso bianco da cui, seduti, si può osservare un panorama mozzafiato. Un altro posticino dove il panorama non è niente male è la croce situata poco più su del casale, dalla quale si vede il Monte Tondo. E sempre nelle vicinanze della croce la sera si può ammirare un magnifico cielo, tale da far sembrare le stelle così vicine da poterle sfiorare con le dita.

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…dal Lucca Summer Festival 2019

Estate è sinonimo per i giovani di concerti all’aperto: durante i mesi estivi le numerose manifestazioni musicali sono una grande occasione per fare brevi o lunghi viaggi e nuove amicizie.

A pochi chilometri da casa, Lucca offre da 22 anni, con il suo Lucca Summer Festival, la grande opportunità di vedere e ascoltare dal vivo artisti di caratura internazionale. Il 19 Luglio scorso l’evento estivo, che si svolge in piazza Napoleone, ha ospitato nella stessa serata due artisti italiani che fanno musica di stili differenti tra loro: Måneskin e Salmo. Infatti i Måneskin sono una band rock, mentre Salmo è un rapper.                                     

Il concerto iniziava alle 21, ma la sicurezza ha iniziato a far entrare gli spettatori verso le 18,30; io sono arrivata dopo, verso le 20,15.  Appena entrata ho cercato una postazione abbastanza vicina al palco e nonostante folla, caldo e persone, tutte letteralmente appiccicate, sono riuscita a farmi strada e a trovare un’ottima posizione per godermi lo spettacolo.                                                                         

Alle 21 in punto i Måneskin hanno aperto il concerto ed hanno cantato per un’ora e più canzoni scritte da loro, ma anche cover di importanti artisti rock; sono stati molto bravi e la loro particolarità è riuscita ad intrattenere bene il pubblico. Come band in Italia hanno uno stile unico che riprende un po’ quello delle band rock anni ’70. Oltre ad avere un massiccio gruppo di fans adolescenti, tra gli spettatori dei Måneskin c’erano anche parecchie famiglie con bambini.                  

Verso le 22,30 quando la band ha finito di cantare, è arrivata ancora più gente per vedere Salmo e la quantità di ragazzi grandi è aumentata, mentre i bambini sono quasi tutti andati via. In proporzione c’erano più persone interessate a vedere Salmo che i Måneskin, anche se tante persone come me erano interessate ad entrambi.                                                 

Salmo nella prima parte del suo concerto ha cantato i brani del suo quinto album “Playlist” e i suoi brani vecchi più famosi; poi, dopo una piccola pausa, si è esibito con i suoi ultimi brani, usciti più recentemente, quelli dell’etichetta discografica “Machete”. Salmo ha finito di cantare a mezzanotte passata e ha fatto un ottimo lavoro rendendo molto partecipe il pubblico. Personalmente mi piace molto come artista perché nei testi delle sue canzoni tratta di vari argomenti e non si focalizza ad esempio nello scrivere solo canzoni d’amore; inoltre molta della sua musica, oltre ad essere orecchiabile, denuncia i problemi della società di oggi.

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…dal Giglio

di Benedetta Parodi

Il viaggio lungo ed infinito ti fa passare da una realtà fatta di centri commerciali, autostrade e montagne a un luogo magico raggiungibile solo via mare: ecco, lo vedo, là in lontananza si avvicina il porto che con le sue “braccia” mi accoglie nel “Paradiso”.

Scendo dal traghetto, alle spalle ho la mia vecchia vita, davanti a me quella che per soli pochi giorni (dal 29 giugno al 6 luglio) sarà una vera e propria avventura, fatta di fatica e voglia di scoprire posti nuovi grazie all’aiuto delle mie gambe e della mia tempra.

Il Giglio è un posto ricco di spensieratezza ed angoli fantastici, resi particolari dalle acque limpide ricche di pesci e flora marina visibile sia sotto che sopra l’acqua grazie a scoscesi ed impervi “mirador”. È il posto della riflessione, del mettersi alla prova resistendo fino in fondo per vedere quello che c’è oltre ogni roccia.

È un luogo magico ed incantato dove tra i viottolini e le ripide scalette colorate il tempo non scorre lasciando tutto com’era una volta. Gli “angoli” più rinomati e suggestivi sono la spiaggia delle Cannelle e delle Caldane (vere spiagge da cartolina, entrambe raggiungibili a piedi).

Il mare come la musica è qualcosa di inconscio che in qualche modo ci appartiene, non lo vediamo ma lo pensiamo sempre e suscita brividi ed emozioni unici nel suo genere.

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…dalla Sicilia

di Fabio Baldelli

Nella mia vita ho la fortuna di recarmi ogni anno nella bella isola di Sicilia, dove risiedono i miei parenti da parte di mamma.

L’illustre Sigmund Freud descrive la Sicilia come un terra capace di suscitare sensazioni uniche: “La più bella regione d’Italia: un’orgia inaudita di colori, di profumi, di luci; una grande goduria”. Pirandello parla invece in qualità di siciliano: “Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso”. Io parlo invece in qualità di “terrone per metà”; per me la Sicilia è il luogo dove la cosa più importante è la famigghia. Leonardo Sciascia, grande amante della sua Sicilia, afferma: “La famiglia è lo Stato del siciliano”. Come non essere d’accordo? Ogni volta che vado dai miei parenti sento sempre quell’amore e quella vivacità che abbraccia tutti quanti. E non solo dai miei parenti, in Sicilia sono tutti più vivaci, a partire dai commessi dei negozi per esempio.

Ho visitato molti posti come la casa di Montalbano a Punta Secca, Scicli, la Scala dei Turchi, Siracusa, Ragusa e varie spiagge in giro per la costa, ma uno dei posti che mi ha colpito di più è stata la Valle dei Templi di Agrigento, simbolo della colonizzazione della Magna Grecia.

Inoltre in Sicilia si mangia molto bene. Tra tutti gli arancini e i cannoli sarà meglio cominciare una dieta…