fantasie ecologiche

La zuppa miracolosa

di Giorgio Gianola

C’era una volta, tanto tempo fa, in un bosco segreto, una città di animali selvatici che vivevano insieme in modo pacifico ma separato; infatti ogni gruppo seguiva usanze diverse, non erano particolarmente amichevoli tra di loro, ma si erano dati delle regole basilari di ‘convivenza civile’: era vietato uccidere gli altri animali, inquinare il bosco e offendere o ostacolare gli altri. Ogni gruppo aveva le proprie usanze, le proprie tradizioni, e sotto sotto si riteneva superiore agli altri. Le lepri vivevano nelle tane, gli scoiattoli sugli alberi, i criceti dentro agli alberi, i tassi tra i cespugli; nessuno era particolarmente felice ma occorreva: “rispettare le usanze che da sempre erano state tramandate”.

Le lepri sostenevano di cantare meglio degli altri, gli scoiattoli di essere più spiritosi, i criceti i più veloci e i tassi più forti, ognuno festeggiava con i propri simili i compleanni e i matrimoni, ogni tanto avvenivano degli scambi tra i gruppi, ma accadeva raramente e sempre con diffidenza.

Nacque però una forte amicizia tra la lepre Marzolina e il tasso Gustavo: giocavano insieme, leggevano insieme e facevano spesso merenda insieme.

La mamma di Marzolina temeva che l’insalata di Gustavo rovinasse la linea della figlia e la mamma di Gustavo temeva che le carote di Marzolina facessero venire il mal di pancia al figlio, ma i due ragazzi non badavano ai consigli dei genitori e continuavano a passare del tempo insieme.

Durante il dì tutti gli animali della città cercavano di collaborare, dopo il tramonto ognuno si chiudeva nella propria casa con i propri simili. Gustavo e Marzolina avevano pensato di organizzare una festa per tutti i giovani della città, nella piazza principale della città: ognuno avrebbe portato cibi e bevande e avrebbero ballato tutti insieme, allontanandosi per qualche ora dalla presenza asfissiante dei genitori.

Ma tutti gli adulti della città si opposero perché: “Dopo il tramonto, le lepri stanno con le lepri, i tassi coi tassi, i criceti con i criceti e gli scoiattoli con gli scoiattoli.”

E ancora: “Le lepri mangiano solo le carote, gli scoiattoli i semi, i criceti il grano e i tassi l’insalata.”

Ma un giorno tutti si ammalarono di una terribile pestilenza, soprattutto i nonni; tutte le famiglie si rinchiusero per giorni nelle proprie abitazioni, passarono i giorni e gli abitanti della città cominciarono ad avere fame e ad indebolirsi, i ragazzi si annoiavano e uscivano spesso di nascosto.

Le lepri borbottavano che il contagio era colpa dei criceti, gli scoiattoli sospettavano dei tassi ed i tassi delle lepri.

Gustavo e Marzolina continuavano a vedersi, a giocare insieme e ad animare la vita segreta della città, sebbene fossero malati: una notte di luna piena organizzarono una festa clandestina, ballarono per ore e poi arrivarono la fame e la sete… Allora presero delle rape rosse che crescevano nelle siepi cittadine e prepararono una bevanda aromatizzata che fecero assaggiare agli amici, per sfamarsi prepararono una zuppa. Ogni amico prelevò in casa un ingrediente: furono portati di nascosto le carote dalle lepri, i semi dagli scoiattoli, il grano dai criceti e l’insalata dai tassi.

Ognuno preparava e sminuzzava e aggiungeva nuove erbe e nuovi aromi.

La zuppa era talmente saporita e calda, vellutata e profumata che anche i genitori e i nonni si fecero tentare, uscirono dalle proprie case con mestoli e cucchiai e assaggiarono il nuovo cibo.

Si sentirono subito meglio, più forti e più felici.

Tutti il giorno dopo erano guariti, perché il succo di rape e la zuppa mista non erano solo buonissimi, ma anche salutari.

Da quel giorno Marzolina e Gustavo continuarono ad organizzare feste e compleanni, aprirono insieme un ristorante nella piazza della città che chiamarono “La zuppa miracolosa”; tutti gli animali del bosco segreto vissero per sempre felici, uniti e contenti, senza pregiudizi, egoismi e pestilenze.