riflessioni, sport

“Lasciate ogni speranza o voi che entrate”

di Ludovico Begali

Prima di ogni partita con la mia squadra di calcio, mi immergo nei miei ricordi calcistici. Dai primissimi calci al pallone fino ad oggi, mi tornano in  mente le stesse emozioni che da quando ero piccolo riempiono la mia anima di gioia e amore per questo sport.

Uno dei miei luoghi calcistici preferiti è la “Fossa dei Leoni”, attuale campo della Società Atletico Carrara Dei Marmi, nella quale io gioco. Il campo della Fossa, come è comunemente conosciuto a Carrara, ha un grande valore storico perché è il campo che ha ospitato, dalla sua fondazione fino al 1955, la Carrarese, la principale squadra della mia città che oggi milita in serie C. Questo campo ha visto imprese epiche ed anche il periodo di massimo splendore della squadra locale: tra il 1946 e il 1948, infatti, la Carrarese ha partecipato al campionato di serie B, tuttora miglior risultato sportivo avuto dal club. La Fossa, chiamata così per il suo dislivello rispetto alla strada, diventò in quegli anni un fortino inespugnabile per qualunque squadra venisse a giocare a Carrara. La vicinanza del campo ai tifosi carraresi, sicuramente tra i più “rumorosi” e appassionati di tutti i campionati, creava un ambiente molto minaccioso che impauriva gli avversari della squadra locale e gli arbitri.

Lì, in quel campo, si è scritta la storia calcistica della mia città. Pensarci, ogni volta che batto con le mie scarpette su quel terreno, mi dà una motivazione smisurata. Nel mio piccolo, ritengo che giocare alla Fossa dei leoni sia un grande onore per l’importanza che ha avuto quel campo. Su uno dei muri che circonda il perimetro di gioco, vi è dipinta una scritta che dice “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”:  il verso di un canto dell’Inferno dantesco che si addice pienamente alla caratteristica di questo posto: chiunque entri qua, non ha speranza di uscire vittorioso. La stessa scritta che leggevano gli storici giocatori della Carrarese negli anni della B, ogni volta che entravano in campo. Quelli che ottennero questo grande risultato sportivo soprattutto grazie alla spinta emotiva che porta con sé la mitica Fossa Dei Leoni.

articoli

Il ginnasio a teatro: “Medea. La donna, la madre, la straniera”

di Ludovico Begali

Nell’insolita cornice dell’ex Ospedale San Giacomo di Carrara, è stata allestita la rappresentazione di un adattamento della tragedia di Euripide “Medea”, messa in scena dal gruppo teatrale “Gli Itineranti”, guidati dal giovane regista Jacopo Marconi.

La locandina dello spettacolo

Lo spettacolo, svoltosi lo scorso 25 ottobre in una matinée per le scuole, è stato particolarmente apprezzato dalle IV e V ginnasio del Liceo Classico “E. Repetti”, che hanno seguito con molto interesse la rappresentazione. L’adattamento, le scene e la regia sono state curate da Jacopo Marconi, un ex alunno del liceo, che ha voluto mettere in luce soprattutto l’aspetto di madre assassina, di straniera discriminata e di donna orgogliosa di Medea.

Arianna Santini, anche lei ex studentessa del liceo, ha saputo rendere con molta sensibilità la figura della protagonista: una donna che per vendicarsi del tradimento del marito Giasone, interpretato da Gianni Andrea Vinchesi, mette da parte l’amore materno e uccide crudelmente i suoi figli, ma che ritrova nel finale la sua umanità quando dice di essere stanca di tutto lo scempio che aveva compiuto.

Spettacolo molto profondo: la tenacia di Medea, nel mantenere la sua dignità come figura di donna, nonostante i vari limiti che a quel tempo le erano imposti, riesce a vincere su ogni cosa, persino sull’immenso amore nei confronti dei figli.

articoli, sport

Il sogno della Carrarese si ferma a Pisa

di Ludovico Begali

All’Arena Garibaldi di Pisa termina il sogno della Carrarese: la squadra di mister Baldini è stata piegata per 2 a 1 dai nerazzurri del Pisa guidati da Luca D’Angelo, alla fine di un percorso, comunque straordinario, nei play off del campionato di calcio di serie C 2018-19. Al gol del capitano del Pisa Davide Moscardelli ha risposto la rete di Cassio Cardoselli che aveva fatto ben sperare la tifoseria gialloazzurra. Nel secondo tempo, però, il Pisa ha surclassato sul piano fisico e tattico la Carrarese e al minuto 76 ha trovato il gol che ha siglato il risultato finale con Gucher. Le due squadre erano reduci dal pareggio 2-2 al “Dei Marmi” ma, complici anche i due turni precedenti dei play off disputati dai ragazzi di Baldini, la formazione di Carrara si è dovuta arrendere ad un Pisa superiore sotto ogni punto di vista.

Il match non si è giocato solo in campo: le due tifoserie, legate da gemellaggio, hanno dato un incredibile contributo alle loro rispettive squadre, nonostante il grande divario nel numero di supporters sugli spalti.  Per la Carrarese c’erano circa duemila tifosi contro gli ottomila del Pisa.

Per la Carrarese, uscita onorevolmente dai play off, dopo un cammino emozionante che ha acceso i cuori dei suoi tifosi, resta comunque l’orgoglio di un’annata calcistica giocata con grande impegno e spirito di sacrificio.