riflessioni

Il fascino del mare

di Matilde Dell’Amico

La mia città è caratterizzata da una varietà di paesaggi che va dalle montagne al mare, dalle colline ad ampi spazi occupati da campi e prati. Ciò che più mi attira è però proprio il mare, soprattutto nelle stagioni in cui è meno frequentato. D’estate la spiaggia è infatti coperta da distese di ombrelloni e persone schiamazzanti, che ne fanno decisamente perdere il fascino. Negli altri mesi dell’anno invece il mare si riveste di una placida quiete, interrotta soltanto dai suoni cadenzati prodotti dall’infrangersi delle onde sugli scogli. Il mare si tinge spesso di colori scuri: quando il cielo è grigio e risulta in sé minaccioso, proprio in quei momenti per me invece rappresenta uno spazio di riflessione, in cui i miei pensieri hanno voce. Come le onde, a volte alte, a volte quasi impercettibili, muovono la superficie del mare, così le sensazioni mi sconvolgono, ora si infrangono sulla battigia, ora tornano indietro. I suoni ritmati rilassano i muscoli, fanno chiudere gli occhi, infondono una certa sicurezza che ha l’effetto di allentare le tensioni di tutta la giornata. Niente è banale, neppure poter guardare i colori del mare.

riflessioni

Voglia d’estate

di Serena Mazzoni

La “via dei bagni” a Marina, così mi piace chiamarla. Sì, direi che questo sia il mio posto speciale. La parte che preferisco costeggia l’entrata negli stabilimenti balneari, dall’inizio del porto fino alla Rotonda; altrimenti continuerebbe anche molto più avanti. Lungo tutta questa strada c’è un muretto su cui chiunque può sedersi, con i cespugli usati come schienali che aprono la vista alla pineta principale.

Il momento migliore, secondo me, è d’estate: l’odore di salmastro che arriva dal mare, il sole forte che picchia sull’asfalto e ti scalda, il vento leggero che accarezza il viso e i capelli. Al tramonto tutto si colora di arancione, talvolta un arancione tenue, talvolta un arancione molto acceso, con delle sfumature rossastre.

Verso sera si vedono anche gli ultimi rimasti in spiaggia che abbandonano gli ombrelloni per tornare a casa, tutti con il sorriso e con un’espressione serafica e rilassata che quasi solo d’estate si vede dipinta sui volti.

Ho bellissimi ricordi di questo posto: infatti, anche solo passandoci, mi ritorna alla mente la sensazione di tranquillità e spensieratezza tipica di quelle giornate così libere, che ogni volta suscitano la nostalgia che tutti conosciamo.

Mi rammento inoltre di momenti, attimi di assoluta serenità, fermi nel tempo, perché impressi nella mia memoria che ogni tanto rispolvero. E mi immergo così di nuovo nella mia felicità.

riflessioni

Il mare, luogo del cuore

di Lisa Pelagatti

Sarò banale quando scrivo che il mio paesaggio preferito è il mare, ma non posso farci niente. Riflettendoci, il mare non è per niente banale, anzi, è una delle cose più misteriose e affascinanti che ci siano. Il periodo dell’anno in cui amo di più il mare è l’inverno: quando la spiaggia è deserta e il sole emette una flebile luce. Quando, mentre passeggi sulla sabbia, il vento ti spettina i capelli e ti fa lacrimare gli occhi. Le passeggiate al mare d’inverno sono il mio personale antidoto alla monotonia e alla stanchezza. L’odore del salmastro, la sabbia sotto ai piedi, il vento tra i capelli; il solo pensiero mi fa stare meglio.

Sono sempre stata legata al mare, forse anche grazie al fatto che vi abito molto vicina. Da piccola passavo talmente tanto tempo in acqua, che le labbra mi diventavano viola e la pelle delle mani si raggrinziva. 

Il mare è così grande che per un attimo avverto tutti i miei pensieri come minuscoli e insignificanti a confronto. 

Potrei stare delle ore a osservare il mare, troverei sempre qualche particolare in più, nelle onde, nella schiuma, nel modo in cui sbatte sulla battigia. 

Il mare non finirà mai di piacermi.