fantasie ecologiche

L’antidoto

di Bianca Russo

Una volta sul pianeta No-where (dove gli uomini e la natura avevano perso la loro armonia) Madre Natura lanciò una pestilenza letale al fine di ristabilire l’equilibrio necessario costringendo gli esseri umani a rimanere nelle loro abitazioni. Ormai le persone erano rinchiuse da molte settimane e la natura aveva ripreso possesso del Mondo: gli uccellini cantavano e discutevano con le cicale per stabilire chi avesse le migliori doti canore, i cervi correvano nei prati insieme a lama, alpaca, mucche e agnelli, nella savana i leoni, gli elefanti, le zebre e le gazzelle non avevano più paura dei bracconieri e ai Poli i ghiacci si stavano riformando assicurando la sopravvivenza agli animali locali.

Gli umani, però, volevano tornare alla normalità e l’unico modo era quello di riuscire a prendere la cura da chi la possedeva: il terribile Falkor. Egli era astuto come una volpe, veloce come un ghepardo e spietato come una mantide religiosa ed era stato incaricato da Madre Natura di proteggere la cura dagli umani; si trovava sulla cima del monte della Morte per arrivare sul quale bisognava superare altri ostacoli: il mare della Vergogna, il vulcano dell’Egoismo, il deserto Infernale e la foresta della Paura. Tutti i coraggiosi che avevano provato a compiere il viaggio non erano mai tornati! Egli avrebbe dato la cura solo a chi sarebbe riuscito ad arrivare in cima al Monte e quindi a chi avrebbe appreso la consapevolezza riguardo alla natura e ai suoi abitanti. Quando la giovane e coraggiosa principessa Padme venne a conoscenza di cosa avrebbe dovuto compiere per rimettere gli umani in libertà decise di partire col suo fidato gufo parlante Ronan.

La mattina seguente partì all’alba e dopo due notti e tre giorni di viaggio arrivò al mare della Vergogna: era abitato da piranha e squali affamati, era impossibile attraversarlo! Ma Padma ovviamente non si scoraggiò e pronunciando un forte e deciso “abracadrabra” si vide comparire davanti uno squalo pronto ad aiutarla, questi le disse: <<Ciao Padma! So dove vuoi andare, io non posso portarti fino a là, ma posso aiutarti ad attraversare questo terribile mare senza perdere la vita, però tu prima devi promettermi una cosa: se riuscirai a prendere la cura e a far tornare l’umanità in libertà, dovrai ridurre l’inquinamento e lasciare gli animali liberi, loro non faranno del male a voi e voi non farete del male a loro, intesi?>> Padma, pronta a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo, rispose con graziate parole:<<Salve signor Squalo, a questo non ci avevo proprio pensato ma va bene, farò quello che mi hai chiesto! Ora per favore, mi porti dall’altra parte del mare?>> E in un batter d’occhio lei col suo gufo si ritrovarono dall’altra parte, <<Grazie signor Squalo, te ne sarò per sempre grata!>> E corse in direzione “vulcano dell’Egoismo”.

<<Hai visto Ronan come è stato gentile Squalo? Non è vero che sono animali cattivi!>> Disse Padma mentre camminavano ancora in direzione vulcano. <<Sì, ho visto! Ma io non avevo dubbi, noi animali non siamo mai cattivi, e se per caso lo diventiamo, è per proteggerci da voi umani.>> Fece appena in tempo a finire di pronunciare la frase che entrambi si bloccarono e rimasero a bocca aperta: ecco proprio davanti a loro l’insormontabile vulcano dell’Egoismo che sputava lava ad intermittenza, come avrebbero fatto a superarlo? L’unica cosa certa era che Padma e Ronan non si sarebbero arresi, quindi iniziarono a scalare il vulcano evitando le frequentissime eruzioni, miracolosamente arrivarono alla bocca del vulcano che disse loro:<<Ragazzi, non siete i primi che incontro, immagino stiate andando da Falkor per liberare l’umanità dalla malattia! Però, così facendo la leverete a noi, alla meravigliosa natura, la libertà e questo non lo permetterò!>> Il vulcano stava per ucciderli quando appena in tempo il gufo lo fermò:<<Aspetta Vulcano! Ti parlo io, un gufo, parte della natura! Non ucciderci, abbiamo promesso agli squali e promettiamo anche a te che, se riusciremo a prendere la cura, lasceremo la natura in completa libertà e l’unico fumo che vedremo ancora sarà quello della tua lava! Vivremo tutti insieme in armonia, non sarebbe bellissimo?>> Vulcano sorpreso rispose felicemente: <<O mamma, sarebbe bellissimo! Mi avete fatto per fortuna cambiare idea, che errore avrei commesso uccidendovi! Ascoltatemi, ora costruisco un ponte per farvi passare e proseguire il viaggio, mi raccomando, non fatemene pentire!>> Così fece e dopo essere passati dall’altra parte e aver ringraziato Vulcano proseguirono in direzione “Deserto Infernale.” <<Hai visto Padma, anche Vulcano è stato gentile e ci ha lasciati passare, era contentissimo anche solo per la possibilità di vivere insieme a voi umani in serenità!>> Disse Ronan, fiero come non mai di fare parte della meravigliosa natura. <<Sì Ronan, sono sempre più stupita di quanto loro vogliano vivere con noi umani anche dopo tutto il male che gli abbiamo fatto, sono degli esseri superiori.>>

Arrivati al deserto Infernale osservarono l’immensità di quel luogo e nella sua mente Padma si chiese conoscendo già la risposta “chi sono io in confronto a questo?” Si videro passare fortunatamente davanti un dromedario che si fermò quasi emozionato alla vista dei due <<Siete Padma e Ronan? Che emozione incontrarvi!>> disse l’animale con una gobba e i due risposero sorpresi :<<Sì siamo noi! Come fai a conoscerci?>> <<Le voci nella natura girano! È la prima volta che noi ci troviamo in una situazione simile! Di solito gli uomini pensano ai loro interessi e se ne fregano di noi, maltrattano, mangiano e sfruttano noi animali e il territorio pensandoci come macchine e non come viventi. Guardate là, per esempio, la vedi quell’enorme trivella?>> disse indicando un enorme arnese << Ecco, da lì prendono il petrolio distruggendo il povero deserto e noi abitanti per loro insignificanti. Anche io voglio una promessa: vi trasporterò dall’altra parte se una volta liberata l’umanità userete interamente fonti rinnovabili e chiuderete i pozzi di petrolio.>> <<Certo signor dromedario, faremo come ci hai chiesto!>> E, come promesso, Padma e Ronan salirono sulla gobba del dromedario e dopo molti giorni di viaggio arrivarono dall’altra parte. <<Dromedario, senza di te saremmo morti, grazie, grazie e grazie!>> Dissero i due in coro grati. <<Di niente ragazzi, grazie a voi per quello che state facendo!>> Rispose con sincerità.

Continuarono a camminare e poco dopo si trovarono all’interno di una foresta: la Foresta della Paura, il nome diceva tutto, era buia, c’erano rumori spaventosi e occhi che li osservavano ovunque. <<Padma, questo è il nostro ultimo ostacolo prima del Monte della Morte! So che fa paura, ma dobbiamo farcela! Questo è il mio habitat naturale, fidati di me.>> Disse Ronan poiché vide la principessa spaventata; da soli continuarono a camminare sotto la guida del rapace fino a quando la foresta si interruppe, ma non perché stava iniziando un altro tipo di ambiente, ma perché in quel punto gli umani stavano tagliando gli alberi per aumentare lo spazio da dedicare agli allevamenti di bestiame e alle piantagioni… Si videro comparire davanti un piccolo gorilla piangente e preoccupati gli chiesero:<<Ciao amico, cosa c’è che non va? Cosa succede?>> Ed egli rispose:<<Hanno ucciso mamma e papà perché non volevano cedere la nostra casa agli uomini e adesso io sono solo, presto morirò perché sono troppo piccolo per sopravvivere da solo. Tutto per far mangiare a voi un pezzo di carne senza il quale potevate benissimo stare, mentre io così non posso. Io so chi siete, tutti non fanno altro che parlare di voi, a questo punto anche io voglio chiedervi un desiderio: quando libererete l’umanità smetterete di disboscare le nostre, le vostre foreste?>> I due molto colpiti dalla storia del piccolo non esitarono ad accettare e a malincuore continuarono il loro viaggio.

Arrivarono al monte della Morte e senza troppa fatica salirono sulla cima, il peggio era ormai passato. Incontrarono subito Falkor che, stupito di veder qualcuno arrivare si rivolse a loro:<<Ciao ragazzi, immagino che arrivare qui non sia stato facile, ma ce l’avete fatta, bravissimi! Avete capito tante cose e vi siete meritati la cura, tenete!>> Falkor consegnò l’antidoto e loro fieri, consapevoli e cambiati da questo viaggio che li aveva portati all’essere consapevoli, liberarono il mondo dalla pestilenza senza però sovrastare la natura. Scomparvero: l’inquinamento, le fonti non rinnovabili, gli allevamenti intensivi e la deforestazione.

E vissero tutti felici e contenti insieme e in armonia.