frammenti di pensieri

Trittico

di Anonimo del Sublime

Rampicante

La mia passione non è un fiore arbusto coltivato
in un vaso di accortezze e
acqua di tempo dedicato.
Bensì una forte edera, selvaggia
che si arrampica sul mio corpo
si prende le attenzioni e
della mia vita quanto vuole.
Non ha regole e costrizioni,
mi obbliga ad ascoltarla
anche nei momenti meno opportuni.
Scala la vetta della mia realtà costruendo
sotto di lei
con fogli sporcati palle scartate
una cima ancora più alta.
Io dietro la seguo
rincorrendola
per paura che un giorno cadrà
nei recessi della memoria
e che io
non sarò più capace di sorridere.

L’omino che scrive

Mi sento male perchè non riesco a scrivere
dove sei finito piccolo inventore?
Ti cerco da un po'
dietro gli occhi
tra le linee della mano
nella giungla di capelli.
Dove ti trovi?
Sai che se non scrivo soffro,
perchè mi torturi inutilmente?
Voglio imprimermi e librarmi sulle pagine
quindi ti prego arriva in fretta
prendi possesso del mio corpo
scrivi qualcosa che mi faccia fremere,
che mi faccia capire un altro pezzetto di me.
Distruggi ancora un po' la ceramica
rivelami a me stessa.

Soffio bianco

Preghiera soffiata fuori
come il ringhio di un felino
sussurrata all'alito
che la sospinge tutto intorno.
Gambe che cedono
mani immobili
nervi saldi che tremano.
Voce ferma che chiede
pretende
un risarcimento per la salute,
di sorrisi marci caduti .
Artiglio impresso sul mio fianco
che fa uscire fuori il respiro
e mi permette di sentire caldo.
Poesia non finita
uccisa sul nascere
bocciolo bloccato.
frammenti di pensieri

Punti di vista

di Anonimo del Sublime

Povero il minotauro
rinchiuso e disperato
perso,
in un labirinto di ombre
di ultimi respiri
che riecheggiano e scontrano
in clamori di scudi e armature.
Orrori cuciti nella memoria
sanguinose scene di disperazione
senza l'amore alcuno
dentro muore.
Arriva un giorno l'angelo della morte
lo strappa a quel supplizio
non gli importa
se l'ha chiamato mostro,
gli vuole bene comunque
essendo l'unico ad avergli dimostrato
pietà.
frammenti di pensieri

Passeggiata autunnale

di Anonimo del Sublime

Il sorriso cattivo sulle labbra
ghigno del puma che ha appena finito di cacciare,
sinuoso e peccatore
portatore di tutti e sette.
Chiamato per alleviare il dolore
e aromatizzare la felicità
con l'agrodolce.
Vago solitaria sulla strada
che ha troppi bivi e stop.
Siedo stanca in mezzo
aspettando
che lo scenario muti ancora.

frammenti di pensieri

Led Zeppelin

di Anonimo del Sublime

Effetti non miei nella stanza
nessun punto di riferimento.
La grafica con cui sto scrivendo è diversa,
timorosa
che la carta potesse risvegliare qualcosa in me;
urli "casa" con una forza demoniaca.
La chitarra fa da contorno alla tua voce,
calmo, arrabbiato, triste, innamorato
un uomo sconfitto,
che cerca di rialzarsi
usando come stampella una chiave di violino.
Mi sento simile a te in questo,
tu pane di ogni giorno
m'hai educata ad ascoltare
a riconoscere la spazzatura e
ad acchiappare come fosse una bolla di sapone
ogni rumore che passando dalle tue mani diventa suono.
Quando finisce un capitolo
temo d'andare avanti e
non trovare mai più
accordi tanto belli.
Ma ecco che finisce ed inizia subito
un'altra storia ricca di sorprese
non si può capire
dove andrai a parare,
né le parole che canterai.
Sorprendi e spiazzi
la forza delle tempeste
la dolcezza del vento della sera
l'amore per il vento di mezzanotte.
bela me Carara

Il fiore della Padula

di Anonimo del Sublime

Non so scrivere poesie
fatte di rime e
aggettivi positivi.
Alle volte è un male
scrivere del nero
se vuoi farle conoscere
ad altri.
Rischi il dito indice e
i sussurri dietro.
Ma sai cosa ti dico
carta fidata?
Degli altri
mi sono resa conto
non mi interessa,
io sto bene così
sfogandomi con te
che sai ascoltare meglio
di chiunque altro.
Un fiore non necessita
di stare in mezzo ad un prato
per esser detto bello.
Come io non ho bisogno
del giudizio
degli altri
per essere felice.
Martina Teti,
autrice delle poesie anonime

frammenti di pensieri

L’aquila

di Benedetta Parodi

Effimera e candida sorvola le Alpi
In cerca della propria preda
Gioca sfidando il vento, maestro dell’impossibile,
Vuole vincere il finito
Sbatte, gira, si impenna, si appoggia
Sulle sue certezze,
Si siede sulla sua storia vissuta
Ma subito fissa con lo sguardo
Chi andrà su un’altra sponda
Con quegli occhi di acciaio azzurro
Calamite da seguire.
bela me Carara

Bomba d’acqua

di Anonimo del Sublime

Ai nonni il temporale ricorda la guerra
Con quei toni bui e rumorosi,
Si barricano in casa
Con il cammino acceso
Ad aspettare lo sfuriare della pioggia.
Chiudono gli ombrelloni nel giardino
Tirano via i panni stesi
E sussurrano tra loro l’arrivo
Tormentati dai rumori del passato i ricordi.
Golfini di lana sulle spalle
Il brodo pronto nel piatto,
Si guardano timorosi.
Di notte con il focolare spento
Non dormono
Di qualsiasi evento correlato
Temono la realizzazione.
La mattina con sorrisi sollevati s'alzano
Con il sole aprono le tende
Vedono i residui
Goccioline sul giardino.
La guerra non è tornata.

impressioni di viaggio

…dal Balcone d’Italia

di Anonimo del Sublime

Scesa dalla macchina,
cento metri in salita
il vento dolce ti invita
a fare sempre un passo più in su.
Passi le transenne e
il chioschetto con le sedie rosse accese
che stonano con il verde della terra e
del cielo l'azzurro.
Punta la fine lo sguardo
tutti s'avvicinano con passi lenti
chi intimorito dalle vertigini
chi dalla bellezza del paesaggio;
altri vorrebbero corrergli incontro,
inseguire il vento
lanciarsi nel vuoto,
sorvolare i laghi
che da quell'altezza sono pozzanghere
in cui le nuvole si specchiano
per essere fotografate da noi paparazzi.
Lenta arrivo alla ringhiera,
le gambe tremano per l'adrenalina
il profumo forte degli alberi mi offusca la vista
vorrei avere un paracadute e
lanciarmi in un quadro troppo ampio
per essere dipinto su un'unica tela.
Già so
che tornata a casa
con calma
mi siederò sulla sedia e
ripensando a quel quadro
lascerò le mani andare
accompagnate dal vento
che mi sono portata dietro
dipingere la mia tela
guardando il ricordo di quel pomeriggio
tatuato sotto le palpebre.
impressioni di viaggio

…dal Lago di Como, pensiero lontano

di Anonimo del Sublime

Caldo soffocante assorbito dal catrame
Strade liquefatte confluiscono nel lago
Alberi verdi, gialli in cima
I barconi salpano alla volta dei gorghi
Cercatori di orridi.
Acqua morta, ferma.
Tra case celate si scorge
Del Duomo la fine
La cappella prima gialla ora azzurrina
Tinta di quel colore dalla tavolozza
Del pittore che i colori prende dal lago,
Un mezzo giro di finestre nere
Con statuette di santi.
Il monumento di Volta si staglia
In mezzo al lago
Padrone della vista luccica.
Seduta sulla panchina verde guardo
Senza emozione
Ciò che ho raccontato.
A questo preferisco
Le mie
Seppur mezze
Montagne.