racconti brevi, sport

Lasciatemi nuotare

di Rodolfo Bianchini

Pubblichiamo il racconto con cui Rodolfo Bianchini ha partecipato al Concorso letterario del Panathlon Club International per la promozione dei valori olimpici e del Panathlon.

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Harakiri Milan

Partita perfetta, ma il Gallo canta due volte

di Alessio Corsini

La migliore partita del Milan della gestione Giampaolo non coincide con una vittoria, a spuntarla è il Toro trascinato dal bomber nonché capitano Andrea Belotti.

I rossoneri giocano un primo tempo ad alti livelli: Piatek e Co. impensieriscono a più riprese la retroguardia granata e al 18° Piatek firma il vantaggio realizzando il rigore procurato dal compagno di reparto Rafael Leao; quest’ultimo rende Sirigu protagonista con una parata in controtempo su un suo colpo di testa molto angolato.

Nella ripresa il Milan va subito vicino al raddoppio con un’iniziativa personale di Romagnoli che si infila tra i due difensori Bremer e Lyanco, serve poi Piatek al centro ma il polacco spreca.
Al 72° Belotti si mette in proprio, sfida la difesa rossonera e sorprende Donnarumma con un tiro non angolato ma ben calibrato.

Dopo il pareggio il Milan si disunisce, il Torino galvanizzato completa la rimonta e Belotti con una rovesciata fa esplodere la “Maratona”.

Nel finale Piatek cestina un’occasione importante e si fa ipotizzare da Sirigu.
6 punti in 5 partite, Giampaolo è già sulla graticola.
Mangerà il panettone milanese?

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Nel blu dipinto di blu

di Alessio Corsini

“E allora diciamolo tutti insieme, quattro volte: siamo campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo!”
Ebbene sì, sono già passati 13 anni da quella indimenticabile notte nella quale i ragazzi hanno lottato, hanno sofferto. Nello sport non è tutto facile, bisogna lottare.
Fa parte delle qualità di una squadra e doveva per forza finire così, come disse l’allora ct Marcello Lippi. 

I campioni di Berlino 2006


Oggi come allora è più bello essere italiani perché riviviamo i brividi, le emozioni di quel magico 9 luglio 2006.
Ed è proprio da qui che i ragazzi di Mancini devono ripartire per fare sognare in grande tutti noi perché nel calcio noi italiani vogliamo dominare… 
I mood sono due.
Testa bassa e pedalare. 
Testa alta e giocare a calcio.
Scegliete voi da che parte stare…

Non c’è tempo per aspettare, se le altre nazionali corrono noi dobbiamo volare! 

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Il nuovo Milan: sempre più made in Italy

di Alessio Corsini

Per ripartire il Milan sceglie di affidarsi a Marco Giampaolo, tecnico abruzzese che si è messo in mostra nella scorsa stagione alla guida della Sampdoria; il contratto lo legherà al Milan fino al 30 giugno 2021, con opzione per il rinnovo fino al 30 giugno 2022. 

Era il tassello che mancava per completare l’organigramma rossonero.

Sul fronte acquisti saranno determinanti la sua figura e le sue richieste, in tal senso si muoverà il mercato del Milan.

Schick e Giampaolo nella Sampdoria

Secondo le prime indiscrezioni Giampaolo vorrebbe riportare nel club di via Aldo Rossi Patrick Schick, giocatore che alla Roma non ha reso come ci si aspettava ma potrebbe ritrovare quella continuità che lo aveva caratterizzato proprio sotto la guida di Giampaolo alla Sampdoria.

Il sogno del Milan: Torreira

Oltre a lui il neotecnico vorrebbe tornare ad allenare Torreira. Dal canto suo, il ragazzo sarebbe ben felice di tornare in Italia: l’uruguaiano, infatti, non è soddisfatto dell’esperienza in Inghilterra nonostante la stagione più che positiva disputata con la maglia dell’Arsenal.

La chiamata di Giampaolo, come ha detto il suo entourage, sarebbe speciale, ma per convincere i Gunners a cederlo, servono almeno 35 milioni.

Troppi per le casse del club rossonero.

In alternativa il Milan potrebbe puntare con decisione su Stefano Sensi, ad oggi forse la pista più calda tra quelle in piedi. Le trattative con il manager Riso sono state avviate da tempo, ma la distanza col Sassuolo c’è e va ridotta. E nelle ultimissime ore si è aperto un vero e proprio derby con l’Inter.

Giampaolo ha le idee chiare sul modulo: 4-3-1-2,  modulo che secondo l’ex Presidente Silvio Berlusconi ha reso il Milan la squadra più forte del mondo quando Arrigo Sacchi era in panchina.

I tifosi rossoneri possono ben sperare…

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio: Ibra l’ha fatto brutto ancora una volta

di Alessio Corsini

Giocatore finito?  Zlatan non ne vuole sapere e smentisce, come al suo solito, tutti.

Il ruggito del leone



Minuto 83′: dopo aver ricevuto palla in seguito a una rimessa laterale stoppa di petto, tocca con il destro e non ci pensa due volte a scaraventare la palla in porta con una potente rovesciata. 
Il Goal è diventato presto virale sui social, ma non è bastato ad evitare la sconfitta ai suoi Los Angeles Galaxy, battuti 2-1 dal New England (gara disputata alle 4,30 ora italiana del 3 giugno).
Lo svedese continua a stupire e a dare spettacolo in MLS nonostante la carta d’identità reciti 38 da compiere ad ottobre.

Il Goal è una Ronaldata?

No… è semplicemente Ibracadabra!

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La prima volta non si scorda mai

di Alessio Corsini

La prima Champions di Jürgen Klopp, è apoteosi Liverpool. La tuta è un talismano: dopo Sarri in Europa League, anche Klopp si presenta in tuta e vince la Champions.

I giocatori festeggiano Klopp

L’Estadio Wanda Metropolitano di Madrid si tinge di rosso grazie alle reti di Salah, che la sblocca su calcio di rigore dopo un minuto, e Origi, che archivia la pratica all’87°.

Il Liverpool si prende così la sua rivincita dopo la disfatta di Kiev (26 maggio 2018) e incorona il sogno, facendo della stagione 2018/2019 un autentico capolavoro.

La finale che tutti ci aspettavamo: la classica finale inglese. Una partita molto combattuta e sentita in cui regnano tensione e aggressività. Nel secondo tempo il Tottenham ci prova, ma non riesce ad abbattere il muro innalzato da Alisson in primis e dai compagni di reparto, poi ci pensa Origi a mandare letteralmente i reds in paradiso.

Ripercorriamo alcune delle tappe cruciali prima di arrivare alla finalissima di Madrid:

  • Liverpool-Napoli 1-0 (34° M. Salah): i reds si qualificano agli ottavi;
  • Bayern Monaco-Liverpool 1-3 (Mané 26°, J. Matip 39°, Van Dijk 69°, Mané 84°), dopo lo spento 0-0 d’andata i reds espugnano l’Allianz Arena;
  • Martedì 7 maggio ad Anfield va in scena la massima espressione del calcio: Liverpool- Barcellona 4-0 (Origi 7°, Wijnaldum 54°, Wijnaldum 56°, Origi 79°).

Un trionfo del tutto meritato perché i ragazzi di Klopp hanno dimostrato di essere maturati: questo è stato possibile soprattutto anche grazie all’arrivo di Alisson, pagato uno sproposito vero, ma un valore aggiunto a tutti gli effetti; e così sono ormai un lontano ricordo gli errori del portiere Karius, pagati a caro prezzo nella finale contro il Real.

Probabilmente il Liverpool dell’anno scorso non avrebbe vinto questa partita. Adesso invece è un Liverpool stellare, vincente: Fama vincendo crescit.

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Fognini, il campione di tennis, da cavallo pazzo a padre felice. Forza azzurri al Roland Garros

di Jacopo Martinelli

Fabio Fognini, nato a Sanremo il 24 maggio 1987, è un tennista specialista della terra rossa, superficie sulla quale ha conquistato otto dei nove titoli del circuito ATP vinti in singolare, tra cui spicca il Masters 1000 di Montecarlo del 2019: successo prestigioso in quanto si tratta dell’unica vittoria italiana ottenuta nel Principato nell’era Open, impresa realizzata 51 anni dopo quella compiuta da Nicola Pietrangeli.
Il successo di Montecarlo ha consentito a Fognini di raggiungere il 12º posto nella classifica mondiale, lo scorso 22 aprile 2019. Nelle prove di singolare dei tornei del Grande Slam Fabio vanta i quarti di finale al Roland Garros del 2011.
Nel doppio ad oggi ha vinto cinque tornei ATP, di cui tre in coppia con Bolelli; il match più importante della sua carriera e della coppia è stato senz’altro quello con cui Fabio e Simone hanno conquistato l’Australian Open 2015, unico successo di una coppia italiana in un torneo maschile del Grande Slam nell’era Open. Prima di loro, l’impresa era riuscita soltanto a Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola, che vinsero agli Internazionali di Francia nel 1959.
Fognini è conosciuto per la qualità dei suoi colpi, ma anche per il temperamento particolarmente grintoso, che gli ha impedito di ottenere maggiori successi; tuttavia il matrimonio con Flavia Pennetta, una delle migliori tenniste dell’ultimo decennio – ritiro dal tennis agonistico nel 2015 annunciato mentre alzava la prestigiosa coppa agli US Open – e la successiva nascita del figlio Federico lo hanno trasformato, permettendogli di raggiungere un migliore equilibrio ed una maggiore sicurezza. Proprio in questi giorni l’Italia ripone le speranze in lui, oltre che nella sorpresa Caruso, sui campi rossi di Parigi: per ora ha superato il connazionale Seppi ed il temibile argentino Delbonis. Incrociamo le dita in attesa delle prossime sfide per Fabio, con Bautista Agut, e per Salvatore, con il n° 1 del mondo Djokovic.

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Il sogno della Carrarese si ferma a Pisa

di Ludovico Begali

All’Arena Garibaldi di Pisa termina il sogno della Carrarese: la squadra di mister Baldini è stata piegata per 2 a 1 dai nerazzurri del Pisa guidati da Luca D’Angelo, alla fine di un percorso, comunque straordinario, nei play off del campionato di calcio di serie C 2018-19. Al gol del capitano del Pisa Davide Moscardelli ha risposto la rete di Cassio Cardoselli che aveva fatto ben sperare la tifoseria gialloazzurra. Nel secondo tempo, però, il Pisa ha surclassato sul piano fisico e tattico la Carrarese e al minuto 76 ha trovato il gol che ha siglato il risultato finale con Gucher. Le due squadre erano reduci dal pareggio 2-2 al “Dei Marmi” ma, complici anche i due turni precedenti dei play off disputati dai ragazzi di Baldini, la formazione di Carrara si è dovuta arrendere ad un Pisa superiore sotto ogni punto di vista.

Il match non si è giocato solo in campo: le due tifoserie, legate da gemellaggio, hanno dato un incredibile contributo alle loro rispettive squadre, nonostante il grande divario nel numero di supporters sugli spalti.  Per la Carrarese c’erano circa duemila tifosi contro gli ottomila del Pisa.

Per la Carrarese, uscita onorevolmente dai play off, dopo un cammino emozionante che ha acceso i cuori dei suoi tifosi, resta comunque l’orgoglio di un’annata calcistica giocata con grande impegno e spirito di sacrificio.

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La Lazio ha nel DNA la Coppa Italia

di Alessio Corsini

Date a Cesare quel che è di Cesare e alla Lazio quel che è della Lazio. Coppa Italia trionfo biancoceleste, battuta l’Atalanta 2-0: vale l’Europa. I sogni di Capitan Papu e compagni svaniscono così, proprio sul più bello devono arrendersi davanti ai padroni di casa. Ubi Maior, minor cessat.


A decidere il match due giocate individuali di Milinkovic Savic all’82° prima e del “Tucu” Correa al 90° poi, due autentici colpi d’autore: succede tutto nel finale insomma… il dolce epilogo di quello che è stato un cammino straordinario dei ragazzi di Inzaghi che hanno superato duri ostacoli come Inter (ai quarti) e Milan (in semifinale).
E per la Lazio è la settima meraviglia da aggiungere alla bacheca, la sesta Coppa Italia vinta negli ultimi vent’anni: nessuno come la squadra biancoceleste dal 1998 in poi. Possiamo quindi asserire che questa è la Coppa della Lazio.
È doveroso infine spendere due parole sulla Dea: alzi la mano chi pensava che potesse arrivare in finale a inizio stagione, probabilmente nessuno! Ma questo è il Calcio, pronto sempre a smentirci e a regalarci emozioni proprio come le lacrime virili del Patron Percassi prima di una partita che avrebbe potuto cambiare la storia dei tifosi atalantini. Una scena davvero commovente. Chissà che non possa essere invece il preludio di una rivincita per l’anno prossimo… Never say never.

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Anfield, l’essenza del Calcio

di Alessio Corsini

Che Anfield non fosse uno stadio qualunque, beh questo era abbastanza chiaro, che fosse il luogo dove può accadere l’impossibile questo forse un po’ meno.

Anfield, 7 maggio 2019
I reds per passare devono ribaltare il pesante, seppur bugiardo, 3-0 dell’andata al Camp Nou: ad Anfield serve un’impresa. Al Liverpool non suona così male questa parola e, ahimé, il Milan ne sa qualcosa (Istanbul, 25 maggio 2005)
I reds si schierano con il classico 4-3-3 ma con un tridente inedito, Origi e Shaquiri devono sopperire gli infortunati Salah e Firmino, e non si sta parlando degli ultimi arrivati; il Barça invece con i titolarissimi, da ricordare solo l’assenza di Dembelé che ha sulla coscienza il goal divorato al fotofinish nella gara d’andata.
I reds sanno solo una cosa: Anfield è con loro perché “You’ll never walk alone” vale a dire i tifosi non li lasceranno mai soli, figuriamoci se si tratta di una semifinale di Champions League!
Il Liverpool riuscirà nell’impresa: la doppietta di Origi e la doppietta di Wijnaldum annienteranno i blaugrana che dalla loro hanno forse da recriminare l’errore di Dembelé. Probabilmente adesso avranno capito che: “Dura lex, sed lex”, specie se è quella del calcio.
Il Liverpool ha così scritto un’altra pagina indelebile della sua storia, della Champions League e forse dello Sport (cit. Massimo Marinella, telecronista per Sky Sport)

Tutto questo è W8nderfull come direbbero i tifosi juventini, ma d’altronde si sa…
This is a place for big football moments.