riflessioni

Il fascino del mare

di Matilde Dell’Amico

La mia città è caratterizzata da una varietà di paesaggi che va dalle montagne al mare, dalle colline ad ampi spazi occupati da campi e prati. Ciò che più mi attira è però proprio il mare, soprattutto nelle stagioni in cui è meno frequentato. D’estate la spiaggia è infatti coperta da distese di ombrelloni e persone schiamazzanti, che ne fanno decisamente perdere il fascino. Negli altri mesi dell’anno invece il mare si riveste di una placida quiete, interrotta soltanto dai suoni cadenzati prodotti dall’infrangersi delle onde sugli scogli. Il mare si tinge spesso di colori scuri: quando il cielo è grigio e risulta in sé minaccioso, proprio in quei momenti per me invece rappresenta uno spazio di riflessione, in cui i miei pensieri hanno voce. Come le onde, a volte alte, a volte quasi impercettibili, muovono la superficie del mare, così le sensazioni mi sconvolgono, ora si infrangono sulla battigia, ora tornano indietro. I suoni ritmati rilassano i muscoli, fanno chiudere gli occhi, infondono una certa sicurezza che ha l’effetto di allentare le tensioni di tutta la giornata. Niente è banale, neppure poter guardare i colori del mare.

riflessioni

Il mare, luogo del cuore

di Lisa Pelagatti

Sarò banale quando scrivo che il mio paesaggio preferito è il mare, ma non posso farci niente. Riflettendoci, il mare non è per niente banale, anzi, è una delle cose più misteriose e affascinanti che ci siano. Il periodo dell’anno in cui amo di più il mare è l’inverno: quando la spiaggia è deserta e il sole emette una flebile luce. Quando, mentre passeggi sulla sabbia, il vento ti spettina i capelli e ti fa lacrimare gli occhi. Le passeggiate al mare d’inverno sono il mio personale antidoto alla monotonia e alla stanchezza. L’odore del salmastro, la sabbia sotto ai piedi, il vento tra i capelli; il solo pensiero mi fa stare meglio.

Sono sempre stata legata al mare, forse anche grazie al fatto che vi abito molto vicina. Da piccola passavo talmente tanto tempo in acqua, che le labbra mi diventavano viola e la pelle delle mani si raggrinziva. 

Il mare è così grande che per un attimo avverto tutti i miei pensieri come minuscoli e insignificanti a confronto. 

Potrei stare delle ore a osservare il mare, troverei sempre qualche particolare in più, nelle onde, nella schiuma, nel modo in cui sbatte sulla battigia. 

Il mare non finirà mai di piacermi.