il giornalino

Pov’ri fanti Anno XII Numero 2

Nell’ultimo giorno di un pazzo mese di aprile, fatto di zone prima arancioni poi rosse, poi arancioni e poi gialle, di chiusure e di insperate riaperture, pubblichiamo il secondo numero di Pov’ri fanti di questo travagliato anno scolastico, in cui abbiamo cercato di mantenere viva la voglia di scrivere e di comunicare il nostro mondo e le nostre passioni. Troverete alcuni articoli che testimoniano l’impegno in attività extrascolastiche con tutte le difficoltà che comporta l’organizzazione online, ma soprattutto l’entusiasmo di alcuni studenti più giovani che, pur all’inizio del loro percorso liceale, si sono messi a disposizione della redazione realizzando recensioni di libri, testi creativi o vignette. Immancabili il Carnevale, alcuni Ipse dixit, il Cantuccio poetico e le illustrazioni: all’interno una pagina occupata dalla copertina realizzata qualche mese fa – e non utilizzata – per festeggiare il 2021 (per fortuna siamo ad un terzo dell’anno…), nella pagina di chiusura invece la locandina dell’imminente NNLC2021 del 28 maggio.

In copertina una ragazza in pigiama…è Persefone, nella spiritosa versione della redattrice Alessia D’Amico: qualche settimana fa sembrava bloccata nell’Ade…e invece con il decreto riaperture pare ormai liberata! Buona lettura a tutti!

Per chi preferisce la versione sfogliabile…ecco qua!

fantasie ecologiche

Le città invivibili – Buildopoli

di Chiara Giovannacci

L’ultima città visitata da Marco Polo durante il suo viaggio è Buildopoli.

A Buildopoli ognuno, da un giorno all’altro,  può decidere di far costruire la propria casa invadendo lo spazio di altre persone, senza preoccuparsi di scaturire reazioni negative da parte dei vicini, che a loro volta si trovano lì abusivamente.

A Buildopoli è facile sfuggire ai controlli: ogni giorno le guardie diminuiscono sempre di più e sono sempre più corrotte; anche le loro istituzioni sono state costituite senza il consenso delle autorità!

I Buildopoliani non hanno intenzioni cattive, (anche se non ci rimangono male ad evadere le tasse locali!) ma lo fanno per una certa mania di possesso: più territorio “conquistano”, più si sentono potenti, ma non capiscono che tra poche decine di anni il paesaggio sarà totalmente alterato, le piante che fanno da argine a frane e smottamenti non saranno più sufficienti e le loro abitazioni saranno distrutte da calamità naturali che distruggeranno non solo il territorio circostante, ma causeranno anche diverse vittime.

Per non parlare dei terreni che non riusciranno più a far defluire l’acqua, creando terribili allagamenti oppure dell’eccessivo aumento dell’anidride carbonica che contribuirà ad aumentare l’inquinamento, a causa della mancanza di alberi.

Buildopoli è proprio come una costruzione di Lego: tanti mattoncini accatastati uno a fianco all’altro che possono crollare drasticamente al primo colpo!

fantasie ecologiche

Le città invivibili – Claudia

di Camilla Bruschi

La città di Claudia è una metropoli all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, economico e degli spostamenti. Ingenti somme di denaro sono investite nell’industria, che lavora instancabilmente, facendo un utilizzo sconsiderato di petrolio e altri combustibili fossili; le parole d’ordine sono modernità, efficienza e guadagno, anche a costo di danneggiare l’ambiente. Infatti le intense attività umane provocano un’eccessiva e continua emissione di anidride carbonica, la quale influisce negativamente sul clima della città, che ha subito un innalzamento considerevole delle temperature negli ultimi anni. A causa appunto delle temperature estreme, che oscillano fra i 55 e 65 gradi nei mesi estivi e fra i 30 e i 40 in inverno, Claudia è da anni invivibile. I cittadini, anziché investire il loro esteso patrimonio nella risoluzione della questione climatica, preferiscono continuare ad arricchirsi e mantenere un tenore di vita elevato, ignorando il problema e aggravando di conseguenza la situazione. Al fine di contrastare in qualche modo l’emergenza, sono stati progettati degli ‘’auto-rinfrescanti’’, ovvero spray composti da soluzioni chimiche efficaci contro il caldo, inizialmente utili ma poi controproducenti perché il clima ha subito un ulteriore incremento delle temperature (proprio a causa dell’inquinamento dovuto alla produzione di questi strumenti).

Claudia sembra non avere speranze e il caldo terribile comincia ad avere tragiche conseguenze: coloro che risiedono in periferia e non possono permettersi un impianto di rinfrescamento decedono piano piano. Essendo la maggior parte di queste persone dipendenti e operai delle principali fabbriche e ditte della città, le stesse aziende iniziano a dover guardare in faccia il problema, data la sempre più consistente mancanza di manodopera. Che questo evento scateni il preludio del cambiamento? Sfortunatamente non possiamo ancora saperlo ma continuiamo a sperare fermamente che si trovi una soluzione per la sopravvivenza di tutti i cittadini e del nostro Pianeta.  

fantasie ecologiche

Le città invivibili – Linda

di Matteo Maggiani

La città di Linda è quella città dove nessuno vorrebbe mai vivere: l’aria è costantemente inquinata e maleodorante, di conseguenza il fetore è insopportabile, le strade sono inoltre coperte da buche che sembrano voragini e che le rendono impercorribili, in più gli abitanti vivono con il costante rischio di sprofondare insieme a tutte le costruzioni per il sottosuolo instabile. Tutto questo a causa del sistema fognario che viene esteso di giorno in giorno; ai problemi esistenti si aggiunge il fatto che alle persone non interessino i rischi che corrono come per esempio: gli incidenti stradali a causa delle buche, gli odori e i gas nocivi che respirano provenienti dalle fognature, ed infine il più pericoloso rischio, quello di morire per lo sprofondamento della città a causa dell’eccessivo numero di tombini che rendono inesistente il sottosuolo, costituito ormai solamente da tunnel. Tutti continuano a comportarsi insolentemente e con indifferenza di fronte alla situazione, in più i cittadini continuano a gettare gli oggetti per strada, che vanno inevitabilmente a finire nei tunnel sotterranei, così il numero di rifiuti aumenta nonostante gli abitanti siano sempre di meno a causa della morte di una parte della popolazione per le scarse condizioni igieniche.

Questa città non potrebbe continuare la sua esistenza se non esistessero gli “operai” addetti alla costruzione di nuovi tunnel fognari, ma essi sono anche, a lungo andare, la causa dell’inizio della fine perché causano l’instabilità del suolo. Nessuno ha mai visto un “operaio fognario” perché secondo gli abitanti di Linda questi addetti alle fognature sono delle creature di cui non si sanno le origini, che abitano all’interno di esse da secoli, dalle quali non escono mai ed ogni giorno ne costruiscono di nuove per far spazio ad altri rifiuti prodotti. Alle creature sono dedicati più giorni di festa durante l’anno, essendo considerate come una sorta di divinità, senza le quali la vita della città cesserebbe.

Il risultato è che una minoranza della popolazione di Linda crede che ancora si possa fare qualcosa per salvare la città, pensando soprattutto al futuro dei suoi giovani abitanti. Mentre la maggioranza pensa che non ci sia più nulla da fare e si è rassegnata all’inevitabile sprofondamento, vista come l’unica via per ricostruire una nuova città dopo la fine di questa, anche se costerà la vita.

frammenti di pensieri

Giardino segreto

di Anonimo del Sublime

Esiste solo Papavero
papavero rosso fisso nella mia mente,
circonda tutto con i suoi petali oscuri.
Vorrei che davvero solo Papavero esistesse
perché fastidiosa la mattina esiste e
io non posso piú bagnarmi
in quel lago profondo,
che il sole porta doveri e macigni.
L’Erica amica fidata
dei suoi arbusti forti ha fatto
mura nere attorno al lago
cosí da chiudere fuori
tutte quelle sporche anime
che cercano di bearsi
del mio nero profondo.
Ninfee Gialle nel laghetto
semprevive persistono
che fanno del freddo il loro nutrimento,
macabre mi osservano nuotare,
sulle loro foglie placide
sembrano rane annoiate.
Nessun cancello affianco all’Erica,
perché a me basta vedere
chiudendo gli occhi della realtá
Papavero.
Nei centri del lago salato
sdraiata bagnata sul grosso masso
ad abbronzarmi di luna resto.
Petali di Ranuncolo illuminano il firmamento,
la luna li ha creati
per sentirsi meno sola sopra di me,
che sentendo delle mie parole i pensieri
temeva di impazzire.
Con un Papavero tra le dita
resto ancora un po’
nel mio giardino segreto.
fantasie ecologiche

Le città invivibili – Camilla

di Claudia Sorrentino

Camilla è una città molto caotica dal punto di vista acustico, infatti qui il silenzio è un’utopia. Il rumore, dovuto essenzialmente a mezzi di trasporto e fabbriche, obbliga gli abitanti ad indossare costantemente i tappi per le orecchie e a comunicare mediante dei gesti per non doverseli togliere. Nel corso del tempo numerose aziende dedite ad attività che richiedono silenzio, come yoga, danza e meditazione, hanno dovuto convertire la loro produzione e la scelta prediletta da queste ultime è stata ovviamente la fabbricazione di tappi. Ad oggi sul mercato ne esistono di ogni genere (vi sono quelli da casa, ovvero meno spessi, più visibili ed economici, da sport, per il lavoro e molti altri) e sono diventati beni di prima necessità come il cibo e l’acqua. Diverse altre attività hanno dovuto accettare di convivere con questo disagio ricorrendo a svariate soluzioni per esempio al cinema si indossano delle cuffie, così come in discoteca. 

Anche a Camilla capita che i ricchi godano di diversi privilegi rispetto ai meno abbienti, come abitazioni lontane dal centro, dove l’inquinamento acustico raggiunge i livelli massimi; qui la periferia è popolata dai più benestanti ed il centro dai meno fortunati che si sono dovuti adattare.  

Il chiasso cittadino ha ovviamente provocato un gran numero di effetti negativi come danni all’udito, assenza di concerti e di animali, che non si sono saputi abituare a questa particolare condizione sonora, ma soprattutto totale mancanza di turisti che ha penalizzato di molto l’economia della città: infatti i pochi temerari che hanno tentato l’azzardata impresa di visitare Camilla raccomandano vivamente di non commettere il loro stesso errore. 

Di notte però, a causa della ridotta circolazione di veicoli, il rumore si attenua ed i cittadini più furbi che non devono lavorare durante il giorno “vivono la loro vita” nella fascia oraria da mezzanotte alle sette circa. Ormai non esistono più momenti giornalieri sereni dal punto di vista del baccano se non la notte, ma non tutti possono permettersi il lusso di perdere ore di sonno importanti, difficilmente recuperabili di giorno per l’eccessivo fracasso. 

In breve Camilla è la città meno NON rumorosa al mondo ed anche se i suoi abitanti volessero provare a risolvere questo enorme problema, ormai non ne sarebbero più in grado, se non stravolgendo completamente le loro abitudini. 

fantasie ecologiche

Le città invivibili – NODIV

di Chiara Cassola

La città di NODIV era una città senza colori, in bianco e nero, mentre oltre i suoi confini il mondo iniziava a colorarsi. Tutti gli abitanti di NODIV erano uguali e dovevano seguire delle regole ben precise altrimenti venivano cacciati; per esempio le donne dovevano indossare solo vestiti bianchi, senza nessun tipo di fantasie, che arrivavano subito sotto il ginocchio, scarpe nere coi tacchi non troppo alti ma nemmeno troppo bassi e dovevano portare i capelli lunghi senza alcun tipo di acconciatura, gli accessori non erano permessi; gli uomini invece potevano portare solo camicia bianca, pantaloni e scarpe neri e capelli corti, l’unico accessorio permesso era l’orologio. Tutti dovevano ascoltare la solita musica, votare la solita persona e pensare allo stesso modo. Gli abitanti di NODIV credevano di conoscere tutto quindi non erano interessati a scoprire nuove cose e ciò li portava alla completa ignoranza, non volevano capire che le persone diverse da loro erano individui ricchi di sentimenti, con passioni diverse che potevano arricchire la vita degli altri. Ogni giorno vivere in città diventava sempre più monotono: molti abitanti iniziarono ad infrangere le regole per essere espulsi e vivere una vita piena di colori, insieme a persone diverse da loro. NODIV pian piano diventava sempre meno abitata; gli ex abitanti cominciarono a riunirsi fuori da NODIV e ad organizzare manifestazioni per far capire alle poche persone rimaste in città che non c’era niente di cui preoccuparsi se qualcuno era diverso da loro. Dopo averli fatti ragionare tutti iniziarono a festeggiare colorandosi i vestiti e cantando canzoni mai ascoltate, la città iniziò a colorarsi come tutti gli abitanti e da quel giorno NODIV diventò SIDIV.

fantasie ecologiche

Le città invivibili – Smoggonia

di Emanuele Tonarelli

Smoggonia è una metropoli collocata nel nord Italia, circondata da fitta nube grigiastra a tratti nera in cui abitano 800.000 abitanti.   

Tutti sono muniti di maschera antigas necessaria per circolare fuori dalla propria abitazione. Ciò è dovuto al sovrappopolamento, all’eccessivo uso dei mezzi trasporto in quanto ogni abitante non si fa mancare nessun confort, dalla macchina full optional al robottino porta bevande. Questo stile di vita ha costretto i rivenditori di biciclette a vivere in povertà, infatti la maggior parte della popolazione è obesa a causa della quasi assente attività fisica. Ormai in ogni luogo c’è un tipo di mascherina da mettere, con il relativo bon-ton da seguire. L’unico luogo dove si può vivere senza di essa è la propria casa, munita di un grande purificatore, che a sua volta produce inquinamento. Ed è proprio per questi oggetti che si generano delle vere e proprie guerre civili perché il sovrappopolamento non consente di avere in ogni casa un purificatore, lasciandone prive le abitazioni dei più poveri. Ogni giorno che passa la nube di smog si infittisce sempre di più diventando sempre più tossica e costringendo gli abitanti ad uscire di meno, con maschere sempre più pesanti. Se la situazione di Smoggonia e delle altre città non cambierà la popolazione si ridurrà ad essere schiava dei confort e di stili di vita malsani che a loro volta accresceranno la nube tossica sempre di più, come un cane che si morde la coda. 

recensioni

“Il ritratto di Dorian Gray”, recensione

Tra il romanzo e l’attualità

di Fabio Baldelli

Credo che all’interno di questo avvincente classico si possano raramente trovare elementi di noia. Noia, quello stile di vita tanto disprezzato da Lord Enrico Wotton e allo stesso tempo tanto praticato dalla borghesia londinese del XIX secolo, una società che limita i piaceri. Enrico non è altro che un pesce che nuota controcorrente, cercando di far capire ai dormienti che la vita dev’essere vissuta intensamente, cogliendo ogni attimo. Se solo le sue idee fossero più moderate, non avrei problemi a condividere pienamente io stesso la sua filosofia di vita. Il nostro mondo ha conosciuto società che condannavano e allontanavano il piacere materiale, ritenuto motivo d’indebolimento per lo spirito. L’esempio più classico è quello dell’epoca basso-medioevale, nella quale l’unico modo per rafforzare lo spirito era seguire la legge di Dio, che in realtà non era altro che la legge dei suoi rappresentanti, nient’altro che uomini, profeti armati, chierici e al contempo uomini politici, vicari di un Cristo che, se solo avesse potuto, li avrebbe sradicati. La legge morale e spirituale da loro offerta alla cultura occidentale è sopravvissuta fino ai nostri giorni e si è mischiata con l’ignoranza di chi non sa guardare oltre il suo naso. Ancora oggi alcune persone, basandosi su un ideale religioso, o indirettamente influenzati da esso, temono determinati comportamenti sessuali; altre sono convinte di sapere perfettamente cos’è arte e cosa non lo è, quando invece l’esatta definizione di questa disciplina universale non è ben chiara neanche ai suoi maggiori rappresentanti. Purtroppo l’argomento sessuale è ancora un tabù per alcune persone che trovano il loro rifugio all’interno dell’ignominiosa gabbia delle emozioni chiamata pudore. Il pudore può di certo esser considerato una virtù, ma è davvero necessario che ci chiuda la strada verso il progresso sociale? Recentemente uno dei più ricercati siti di film per adulti ha subito delle forti restrizioni da parte delle istituzioni, a danno degli attori. Suppongo che Lord Enrico, assistendo a ciò, avrebbe probabilmente sostenuto che la civiltà banale e noiosa di cui faceva parte non si è evoluta, ma ha mantenuto la paura del piacere; in questo caso mi troverei pienamente d’accordo con lui. La nostra società sembra per certi versi tornare indietro, nonostante la storia abbia dimostrato quanto la censura danneggi la cultura. Pare che il sesso e la nudità siano riconosciuti come arte da ben poche persone, mentre le altre concepiscono l’arte solo in base alla propria esperienza di vita. La nudità è una forma artistica sin dalle Veneri paleolitiche, eppure un attore o un’attrice a luci rosse, un modello o una modella di nudo, o chi semplicemente posta una foto seminuda sui social è per molti automaticamente un o una poco di buono o semplicemente qualcuno che fa un lavoro poco raccomandabile. Anche l’arte musicale è oggetto di grande dibattito: c’è chi ritiene artistiche sole le canzoni d’amore o di alto spessore morale e condanna invece quelle che parlano di sesso o denaro; c’è chi ama la musica classica e ritiene che solo essa possa essere definita un’arte.
Non mi spiego come la gente non riesca a comprendere qual è l’elemento che ci rende veramente umani: la soggettività; quel modo di percepire le cose che la Natura ha donato all’uomo e che dona libertà alla nostra mente. Un elemento che mi ha profondamente colpito è la prefazione del romanzo, nella quale Oscar Wilde spiega come nella sua epoca l’arte sia soffocata, esprimendo il suo concetto di arte; trovo questo brano estremamente attuale e non posso che trovarmi d’accordo con ogni parola dello scrittore, anch’egli condannato, perché omosessuale, da una società ostile al piacere.
Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto… Nessun artista ha intenzioni etiche. Uno scopo etico in un artista è un imperdonabile manierismo stilistico… Il vizio e la virtù sono per l’artista materiale di un’arte… Lo spettatore e non la vita viene rispecchiato nell’arte…
Parole uniche ed emozionanti che dovrebbero essere fonte di riflessione per tutti noi e soprattutto per tutti coloro che non guardano più in là del loro naso. Non è mia intenzione generalizzare, ma generalmente chi non è aperto a nuove forme di vita, di piacere e di arte è colui che una vita l’ha già vissuta: per l’anziano ciò che è stato appreso nella vita è assolutamente sacro e dunque le sue opinioni a volte retrograde non possono essere cambiate. Un altro elemento che mi ha colpito è infatti uno dei tanti discorsi di Lord Enrico, contenuto nel penultimo capitolo;
Giovinezza! Non v’è nulla che la valga. È un’assurdità parlare dell’ignoranza della gioventù: le sole persone di cui ascolto oggi le opinioni con grande rispetto sono molto più giovani di me. Mi sembra che mi abbiano superato e che la vita abbia rivelato loro le sue estreme meraviglie. Quanto ai vecchi, li contraddico sempre, per principio. Se si chiede loro quel che pensino di un fatto accaduto ieri, ripetono solennemente le
opinioni correnti nel 1820, quando si portavano i colletti alti, si credeva in tutto e non si sapeva assolutamente nulla. Ho letto questo brano ai miei genitori, avendo precedentemente discusso con loro sul valore dell’empirismo degli anziani, dimodoché diventasse per loro una fonte di riflessione. Fonte di riflessione sono tutti i cinici discorsi di Enrico, ma ovviamente non mi trovo d’accordo con tutti. Nella vita dissoluta predicata da Lord Enrico è sicuramente sottointeso l’elemento sessuale: provare qualsiasi tipo di esperienza può essere un metodo per evitare l’ennui. Potrei trovarmi d’accordo se non fosse per due motivi fondamentali. Dorian Gray, inseguendo la vita predicata da Wotton ha provocato dolore e male a tutti i suoi conoscenti; dunque credo che una persona che dedichi la vita al piacere diventi ignobile qualora ferisca chi gli sta intorno. Il secondo motivo è il fattore negativo dell’esagerazione; nessun piacere è un male, che esso sia sesso, cibo, allenamento o qualsiasi altra cosa, ma quando un piacere diventa la nostra unica ragione di esistenza, cadiamo nell’esagerazione e nella dipendenza, provocando a noi stessi danni psichici e fisici. Dunque a parer mio non vi è nulla di non etico nel violare la censura anti-piacere dei retrogradi dogmi religiosi o della società, ma qualora taluno finisca col fare del male a se stesso o ai suoi cari, sfociando nell’esagerazione, ciò diventa immorale. Per concludere mi accingo a riportare il fulcro della trama: Dorian Gray rimane sempre giovane, bello e puro ed è il quadro ad invecchiare al posto suo, mostrando anche i segni dell’ignominia. Una trama affascinante che assieme alle riflessioni di Enrico su vari aspetti della vita ti esorta a leggere il libro tutto d’un fiato. Tuttavia secondo me la colonna portante della storia è infondata, perché i tratti somatici di una persona non ne delineano eccessivamente la purezza d’animo o l’ignobiltà. Consiglio questo romanzo a tutti coloro che, come me, difficilmente si cimentano nella lettura e desiderano riscoprirne il piacere attraverso un classico, che oltre ad essere fonte d’intrattenimento è fonte di riflessione sulla vita in relazione a se stessi e alla società.

frammenti di pensieri

Nei secoli, Teti

di Anonimo del Sublime


Esiodo, Teogonia, 337, 346-348, 362-366

 Teti a Oceano partorì i fiumi turbinosi:

[…]

Generò anche una sacra schiera di figlie, che sulla terra

agli uomini nutrono la giovinezza insieme ad Apollo signore

e ai fiumi: tale destino hanno da Zeus:

[…]

Tali da Oceano e Teti nacquero

figlie più antiche, ma molte sono anche le altre:

tremila infatti sono le Oceanine dalle sottili caviglie

che, numerose, la terra e gli abissi del mare

dovunque ugualmente hanno in custodia, prole radiosa di dee

[…]

Mi sento come il Mare,
circondato da calde terre
che peró non gli danno il giusto amore.
Lui ha bisogno di qualcosa
che sia piú forte delle onde e
profondo due volte se stesso.
Da troppo aspetta
temendo che mai arrivi e
io cosí mi sento accanto a lui.
Soli ci teniamo compagnia
forse consapevoli
che non avremo mai ció che vogliamo
ma troppo cattivi per ammetterlo.
Abbiamo fatto un patto
io e il Mare,
se non trovassimo
il nostro amore,
ci sposeremo e
lui di me avrá il cuore e
io di lui dedicate ogni gocce.
Saremo per sempre complici
di sguardi e di emozioni
che passano veloci come il tramonto,
oh quanto é bello
quando il fratello e la sorella
alterni si lanciano
a farsi baciare dal sale.
Io che scalpito contro il freddo
per andare a trovarlo anche quando
il vento geloso mi é avverso.
Nulla mi impedisce
di rinnovare sempre
la promessa,
giá sancita quando ancora
scappavo dai suoi piú alti cavalli e
cercavo di catturare tra le mani i suoi abitanti.
Lui che con uno sguardo mi calma e
con un tocco m’immobilizza,
frena tutte le mie paure e ansie
con un vortice di calda acqua
accompagnato dall’orchestra
che solo per me suona.
Felice di fargli compagnia sempre,
serena poggio una mano sul suo centro e
ogni notte sogno questo bellissimo continuo.
Spero sempre di non svegliarmi oppure
di poter scivolare per sempre
tra le sue braccia spumose
che mi proteggeranno
dagli uomini cattivi che
lui dice non mi meritano.
Vorrei sposarlo oggi e meglio ancora
essere sua sposa giá da ieri.
Giuro mio amore caro
che prima o poi scenderó tra gli abissi
scriveró sulle rocce dei tuoi fondali e
sui banchi di sabbia,
parole piene d’amore
per quel blu immenso che sei.
Unico mi manca
il coraggio
per sprofondare nei tuoi abissi,
lasciare la terra nera,
donare a te altre onde come dote e
affidarti ogni respiro.
Giurami mio bel blu,
che li conserverai tutti
dalla prima bolla trattenuta
fino all’ultima che piccola risale,
tieni stretto al petto
il mio sorriso che solo per te risplende,
t’affido anche i miei occhi,
e guarda tramite loro
quando piú ti senti nero di rabbia
tutto il bene che provavo per te.
Ti dono il mio cuore e la mia anima,
che per sempre aleggerá tra i mari
guardando le stelle e il sole,
felice anch’essa di questa mia decisione.
Prima o poi troveró il coraggio
mio amore profondo e
avrai tutto quello
che da tempo ti ho promesso.