Comunicazioni, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

Programma NNLC2021 VII edizione – 28 maggio 2021

Pubblichiamo il programma delle attività previste nell’evento online di venerdì 28 maggio 2021. La NNLC si svolgerà in contemporanea in tutti i licei classici dalle ore 16:00 alle ore 20:00.

  • Parte comune a tutti i licei classici: Inno della Notte “La DAD” di Francesco Rainero, saluti del Coordinatore Nazionale Prof. Rocco Schembra, saluti della Sottosegretaria all’Istruzione e del presidente nazionale AICC; proiezione video vincitore del concorso “Raccontaladad” e lettura della poesia vincitrice del concorso NNLC2021: “Alla deriva” di Alessandra Sgammato, del liceo classico “Agostino Nifo” di Sessa Aurunca (CE)
  • Saluti della Dirigente Scolastica Prof.ssa Alessandra Carozzi 
  • Introduzione al tema dell’evento, Speranza e Rinascita, da parte dei due presentatori Giacomo Bianchini e Marialuce Lombardini
  • Proiezione video “I ragazzi tra DAD e DDI”; lettura poesia “Labirinto dell’Anima” di Martina Teti
  • Interviste ad ex studenti a cura della redazione del giornalino Pov’ri fanti: Stella Tramontana, Lodovica Lazzerini, Fabio Biselli e Luca Ceccarelli
  • Proiezione video “Il futuro che ci attende”  
  • Laboratorio teatrale “In fuga dai Promessi Sposi” 
  • A tavola con i Romani: cibi, banchetti e ricette di Roma antica 
  • Proiezione video sui giochi gladiatori 
  • Laboratorio di Dioniso “Nostos. Letture dai classici per tornare a sorridere”
  • Proiezione video “Mytici”
  • Laboratorio di Inglese: Monologues 
  • Proiezione video “I murales del Repetti”
  • Canzoni a cura di Beatrice Caffaz 
  • Laboratorio di Inglese: The best of NNLC 
  • Coreografie sulle canzoni Jerusalema di Master KG e Uno di Ermal Meta 
  • Proiezione video in ricordo della Prof.ssa Daniela Donnini 
  • Parte in comune a tutti i licei classici:  brano conclusivo di Museo, Ero e Leandro, vv. 232-250, interpretato da Emanuele Cucurnia

Per leggere gli articoli sulla stampa locale

https://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2021/05/27/news/al-classico-repetti-la-notte-del-liceo-si-fara-on-line-1.40323273

https://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/la-notte-del-liceo-classico-diventa-on-line-1.6416385

PER VEDERE I VIDEO

http://www.montessori-repetti.edu.it/index.php/component/content/article/2-non-categorizzato/369-notte-nazionale-classico-2021

Comunicazioni, NNLC Notte Nazionale del Liceo Classico

Comunicato stampa NNLC 2021

Pubblichiamo il Comunicato stampa della Notte Nazionale del Liceo Classico – VII edizione del 28 maggio 2021 – 16:00-20:00, a firma dell’ideatore e coordinatore nazionale Prof. Rocco Schembra.

Qui si seguito il link all’articolo su Rai Scuola con l’intervista al Prof. Rocco Schembra

https://www.raiscuola.rai.it/lingueclassiche/articoli/2021/01/Notte-Nazionale-del-Liceo-Classico-intervista-allideatore-Rocco-Schembra-56a655fd-f55e-4402-9621-669ceddc7208.html

Ecco la locandina ufficiale dell’evento.

il giornalino

Pov’ri fanti Anno XII Numero 2

Nell’ultimo giorno di un pazzo mese di aprile, fatto di zone prima arancioni poi rosse, poi arancioni e poi gialle, di chiusure e di insperate riaperture, pubblichiamo il secondo numero di Pov’ri fanti di questo travagliato anno scolastico, in cui abbiamo cercato di mantenere viva la voglia di scrivere e di comunicare il nostro mondo e le nostre passioni. Troverete alcuni articoli che testimoniano l’impegno in attività extrascolastiche con tutte le difficoltà che comporta l’organizzazione online, ma soprattutto l’entusiasmo di alcuni studenti più giovani che, pur all’inizio del loro percorso liceale, si sono messi a disposizione della redazione realizzando recensioni di libri, testi creativi o vignette. Immancabili il Carnevale, alcuni Ipse dixit, il Cantuccio poetico e le illustrazioni: all’interno una pagina occupata dalla copertina realizzata qualche mese fa – e non utilizzata – per festeggiare il 2021 (per fortuna siamo ad un terzo dell’anno…), nella pagina di chiusura invece la locandina dell’imminente NNLC2021 del 28 maggio.

In copertina una ragazza in pigiama…è Persefone, nella spiritosa versione della redattrice Alessia D’Amico: qualche settimana fa sembrava bloccata nell’Ade…e invece con il decreto riaperture pare ormai liberata! Buona lettura a tutti!

Per chi preferisce la versione sfogliabile…ecco qua!

fantasie ecologiche

Le città invivibili – Buildopoli

di Chiara Giovannacci

L’ultima città visitata da Marco Polo durante il suo viaggio è Buildopoli.

A Buildopoli ognuno, da un giorno all’altro,  può decidere di far costruire la propria casa invadendo lo spazio di altre persone, senza preoccuparsi di scaturire reazioni negative da parte dei vicini, che a loro volta si trovano lì abusivamente.

A Buildopoli è facile sfuggire ai controlli: ogni giorno le guardie diminuiscono sempre di più e sono sempre più corrotte; anche le loro istituzioni sono state costituite senza il consenso delle autorità!

I Buildopoliani non hanno intenzioni cattive, (anche se non ci rimangono male ad evadere le tasse locali!) ma lo fanno per una certa mania di possesso: più territorio “conquistano”, più si sentono potenti, ma non capiscono che tra poche decine di anni il paesaggio sarà totalmente alterato, le piante che fanno da argine a frane e smottamenti non saranno più sufficienti e le loro abitazioni saranno distrutte da calamità naturali che distruggeranno non solo il territorio circostante, ma causeranno anche diverse vittime.

Per non parlare dei terreni che non riusciranno più a far defluire l’acqua, creando terribili allagamenti oppure dell’eccessivo aumento dell’anidride carbonica che contribuirà ad aumentare l’inquinamento, a causa della mancanza di alberi.

Buildopoli è proprio come una costruzione di Lego: tanti mattoncini accatastati uno a fianco all’altro che possono crollare drasticamente al primo colpo!

fantasie ecologiche

Le città invivibili – Claudia

di Camilla Bruschi

La città di Claudia è una metropoli all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, economico e degli spostamenti. Ingenti somme di denaro sono investite nell’industria, che lavora instancabilmente, facendo un utilizzo sconsiderato di petrolio e altri combustibili fossili; le parole d’ordine sono modernità, efficienza e guadagno, anche a costo di danneggiare l’ambiente. Infatti le intense attività umane provocano un’eccessiva e continua emissione di anidride carbonica, la quale influisce negativamente sul clima della città, che ha subito un innalzamento considerevole delle temperature negli ultimi anni. A causa appunto delle temperature estreme, che oscillano fra i 55 e 65 gradi nei mesi estivi e fra i 30 e i 40 in inverno, Claudia è da anni invivibile. I cittadini, anziché investire il loro esteso patrimonio nella risoluzione della questione climatica, preferiscono continuare ad arricchirsi e mantenere un tenore di vita elevato, ignorando il problema e aggravando di conseguenza la situazione. Al fine di contrastare in qualche modo l’emergenza, sono stati progettati degli ‘’auto-rinfrescanti’’, ovvero spray composti da soluzioni chimiche efficaci contro il caldo, inizialmente utili ma poi controproducenti perché il clima ha subito un ulteriore incremento delle temperature (proprio a causa dell’inquinamento dovuto alla produzione di questi strumenti).

Claudia sembra non avere speranze e il caldo terribile comincia ad avere tragiche conseguenze: coloro che risiedono in periferia e non possono permettersi un impianto di rinfrescamento decedono piano piano. Essendo la maggior parte di queste persone dipendenti e operai delle principali fabbriche e ditte della città, le stesse aziende iniziano a dover guardare in faccia il problema, data la sempre più consistente mancanza di manodopera. Che questo evento scateni il preludio del cambiamento? Sfortunatamente non possiamo ancora saperlo ma continuiamo a sperare fermamente che si trovi una soluzione per la sopravvivenza di tutti i cittadini e del nostro Pianeta.  

fantasie ecologiche

Le città invivibili – Linda

di Matteo Maggiani

La città di Linda è quella città dove nessuno vorrebbe mai vivere: l’aria è costantemente inquinata e maleodorante, di conseguenza il fetore è insopportabile, le strade sono inoltre coperte da buche che sembrano voragini e che le rendono impercorribili, in più gli abitanti vivono con il costante rischio di sprofondare insieme a tutte le costruzioni per il sottosuolo instabile. Tutto questo a causa del sistema fognario che viene esteso di giorno in giorno; ai problemi esistenti si aggiunge il fatto che alle persone non interessino i rischi che corrono come per esempio: gli incidenti stradali a causa delle buche, gli odori e i gas nocivi che respirano provenienti dalle fognature, ed infine il più pericoloso rischio, quello di morire per lo sprofondamento della città a causa dell’eccessivo numero di tombini che rendono inesistente il sottosuolo, costituito ormai solamente da tunnel. Tutti continuano a comportarsi insolentemente e con indifferenza di fronte alla situazione, in più i cittadini continuano a gettare gli oggetti per strada, che vanno inevitabilmente a finire nei tunnel sotterranei, così il numero di rifiuti aumenta nonostante gli abitanti siano sempre di meno a causa della morte di una parte della popolazione per le scarse condizioni igieniche.

Questa città non potrebbe continuare la sua esistenza se non esistessero gli “operai” addetti alla costruzione di nuovi tunnel fognari, ma essi sono anche, a lungo andare, la causa dell’inizio della fine perché causano l’instabilità del suolo. Nessuno ha mai visto un “operaio fognario” perché secondo gli abitanti di Linda questi addetti alle fognature sono delle creature di cui non si sanno le origini, che abitano all’interno di esse da secoli, dalle quali non escono mai ed ogni giorno ne costruiscono di nuove per far spazio ad altri rifiuti prodotti. Alle creature sono dedicati più giorni di festa durante l’anno, essendo considerate come una sorta di divinità, senza le quali la vita della città cesserebbe.

Il risultato è che una minoranza della popolazione di Linda crede che ancora si possa fare qualcosa per salvare la città, pensando soprattutto al futuro dei suoi giovani abitanti. Mentre la maggioranza pensa che non ci sia più nulla da fare e si è rassegnata all’inevitabile sprofondamento, vista come l’unica via per ricostruire una nuova città dopo la fine di questa, anche se costerà la vita.

frammenti di pensieri

Giardino segreto

di Anonimo del Sublime

Esiste solo Papavero
papavero rosso fisso nella mia mente,
circonda tutto con i suoi petali oscuri.
Vorrei che davvero solo Papavero esistesse
perché fastidiosa la mattina esiste e
io non posso piú bagnarmi
in quel lago profondo,
che il sole porta doveri e macigni.
L’Erica amica fidata
dei suoi arbusti forti ha fatto
mura nere attorno al lago
cosí da chiudere fuori
tutte quelle sporche anime
che cercano di bearsi
del mio nero profondo.
Ninfee Gialle nel laghetto
semprevive persistono
che fanno del freddo il loro nutrimento,
macabre mi osservano nuotare,
sulle loro foglie placide
sembrano rane annoiate.
Nessun cancello affianco all’Erica,
perché a me basta vedere
chiudendo gli occhi della realtá
Papavero.
Nei centri del lago salato
sdraiata bagnata sul grosso masso
ad abbronzarmi di luna resto.
Petali di Ranuncolo illuminano il firmamento,
la luna li ha creati
per sentirsi meno sola sopra di me,
che sentendo delle mie parole i pensieri
temeva di impazzire.
Con un Papavero tra le dita
resto ancora un po’
nel mio giardino segreto.
fantasie ecologiche

Le città invivibili – Camilla

di Claudia Sorrentino

Camilla è una città molto caotica dal punto di vista acustico, infatti qui il silenzio è un’utopia. Il rumore, dovuto essenzialmente a mezzi di trasporto e fabbriche, obbliga gli abitanti ad indossare costantemente i tappi per le orecchie e a comunicare mediante dei gesti per non doverseli togliere. Nel corso del tempo numerose aziende dedite ad attività che richiedono silenzio, come yoga, danza e meditazione, hanno dovuto convertire la loro produzione e la scelta prediletta da queste ultime è stata ovviamente la fabbricazione di tappi. Ad oggi sul mercato ne esistono di ogni genere (vi sono quelli da casa, ovvero meno spessi, più visibili ed economici, da sport, per il lavoro e molti altri) e sono diventati beni di prima necessità come il cibo e l’acqua. Diverse altre attività hanno dovuto accettare di convivere con questo disagio ricorrendo a svariate soluzioni per esempio al cinema si indossano delle cuffie, così come in discoteca. 

Anche a Camilla capita che i ricchi godano di diversi privilegi rispetto ai meno abbienti, come abitazioni lontane dal centro, dove l’inquinamento acustico raggiunge i livelli massimi; qui la periferia è popolata dai più benestanti ed il centro dai meno fortunati che si sono dovuti adattare.  

Il chiasso cittadino ha ovviamente provocato un gran numero di effetti negativi come danni all’udito, assenza di concerti e di animali, che non si sono saputi abituare a questa particolare condizione sonora, ma soprattutto totale mancanza di turisti che ha penalizzato di molto l’economia della città: infatti i pochi temerari che hanno tentato l’azzardata impresa di visitare Camilla raccomandano vivamente di non commettere il loro stesso errore. 

Di notte però, a causa della ridotta circolazione di veicoli, il rumore si attenua ed i cittadini più furbi che non devono lavorare durante il giorno “vivono la loro vita” nella fascia oraria da mezzanotte alle sette circa. Ormai non esistono più momenti giornalieri sereni dal punto di vista del baccano se non la notte, ma non tutti possono permettersi il lusso di perdere ore di sonno importanti, difficilmente recuperabili di giorno per l’eccessivo fracasso. 

In breve Camilla è la città meno NON rumorosa al mondo ed anche se i suoi abitanti volessero provare a risolvere questo enorme problema, ormai non ne sarebbero più in grado, se non stravolgendo completamente le loro abitudini. 

fantasie ecologiche

Le città invivibili – NODIV

di Chiara Cassola

La città di NODIV era una città senza colori, in bianco e nero, mentre oltre i suoi confini il mondo iniziava a colorarsi. Tutti gli abitanti di NODIV erano uguali e dovevano seguire delle regole ben precise altrimenti venivano cacciati; per esempio le donne dovevano indossare solo vestiti bianchi, senza nessun tipo di fantasie, che arrivavano subito sotto il ginocchio, scarpe nere coi tacchi non troppo alti ma nemmeno troppo bassi e dovevano portare i capelli lunghi senza alcun tipo di acconciatura, gli accessori non erano permessi; gli uomini invece potevano portare solo camicia bianca, pantaloni e scarpe neri e capelli corti, l’unico accessorio permesso era l’orologio. Tutti dovevano ascoltare la solita musica, votare la solita persona e pensare allo stesso modo. Gli abitanti di NODIV credevano di conoscere tutto quindi non erano interessati a scoprire nuove cose e ciò li portava alla completa ignoranza, non volevano capire che le persone diverse da loro erano individui ricchi di sentimenti, con passioni diverse che potevano arricchire la vita degli altri. Ogni giorno vivere in città diventava sempre più monotono: molti abitanti iniziarono ad infrangere le regole per essere espulsi e vivere una vita piena di colori, insieme a persone diverse da loro. NODIV pian piano diventava sempre meno abitata; gli ex abitanti cominciarono a riunirsi fuori da NODIV e ad organizzare manifestazioni per far capire alle poche persone rimaste in città che non c’era niente di cui preoccuparsi se qualcuno era diverso da loro. Dopo averli fatti ragionare tutti iniziarono a festeggiare colorandosi i vestiti e cantando canzoni mai ascoltate, la città iniziò a colorarsi come tutti gli abitanti e da quel giorno NODIV diventò SIDIV.

fantasie ecologiche

Le città invivibili – Smoggonia

di Emanuele Tonarelli

Smoggonia è una metropoli collocata nel nord Italia, circondata da fitta nube grigiastra a tratti nera in cui abitano 800.000 abitanti.   

Tutti sono muniti di maschera antigas necessaria per circolare fuori dalla propria abitazione. Ciò è dovuto al sovrappopolamento, all’eccessivo uso dei mezzi trasporto in quanto ogni abitante non si fa mancare nessun confort, dalla macchina full optional al robottino porta bevande. Questo stile di vita ha costretto i rivenditori di biciclette a vivere in povertà, infatti la maggior parte della popolazione è obesa a causa della quasi assente attività fisica. Ormai in ogni luogo c’è un tipo di mascherina da mettere, con il relativo bon-ton da seguire. L’unico luogo dove si può vivere senza di essa è la propria casa, munita di un grande purificatore, che a sua volta produce inquinamento. Ed è proprio per questi oggetti che si generano delle vere e proprie guerre civili perché il sovrappopolamento non consente di avere in ogni casa un purificatore, lasciandone prive le abitazioni dei più poveri. Ogni giorno che passa la nube di smog si infittisce sempre di più diventando sempre più tossica e costringendo gli abitanti ad uscire di meno, con maschere sempre più pesanti. Se la situazione di Smoggonia e delle altre città non cambierà la popolazione si ridurrà ad essere schiava dei confort e di stili di vita malsani che a loro volta accresceranno la nube tossica sempre di più, come un cane che si morde la coda.