bela me Carara

Altezza Baluardo

di Anonimo del Sublime

Una casa nuova
Di ricordi da imbrattare.
Oggi piove
E lava via la polvere
Splendido rubino luccica
Tra colori sbiaditi.
Fulmini accecano la vista
Il tuono riempie il cuore di furore.
La grondaia sputa fuori
L'acqua incanalata
La riversa sulla strada
Che la porta al fiume Carrione
Di marmettola placcato
Cimitero della vita.
O povera sirena
Ti compatisco
Tu che vedesti codesti luoghi
Quando ancora brillavano di purezza
E il monte ancora verde si stagliava.
Mi dispiace che tu debba guardare
Costretta dal tuo egoismo
A sopportare.
Aspetto scrivendo ancora un poco
Che il temporale
Cessi.
impressioni di viaggio

…Dal Giglio, con uno sguardo al recente passato

di Benedetta Parodi

Come e dove mi rivedrei in futuro? Questo, si può dire, è un quesito molto semplice da porsi, ma come tutte le domande ha sempre quel pizzico di dubbio che ti fa rimanere lì fermo a pensare.

Mi siedo su uno scoglio che accoglie con sguardo scettico la docile forza di quelle ondine delle 19:00 di sera, stanche e anche per certi versi annoiate della monotona giornata che sapranno sarà la stessa anche l’indomani. La mente diventa come un’autostrada trafficata ed inizio a pensare al periodo di chiusura completa (la quarantena), un tempo che cerchiamo sempre di più di allontanare da noi, come un uomo che cerca di scappare da un animale feroce, ma è così vicino che un solo errore potrebbe farcelo toccare.

È stato un periodo pieno di scoperte, di nostalgia per ciò che credevamo fosse nostro senza prezzo e ci ha fatto scoprire il vero lato delle persone, quello più diffidente. Mi viene infatti da paragonare questo lasso di tempo ad una cala: quei piccoli angoli di paradiso, con quelle acque limpide illuminate dai caldi raggi del sole, chiuse da grandi massi che poi vanno a dissolversi timidi verso le acque marine. Sono quei luoghi in cui sembra che il tempo non passi mai, ma in un solo schiocco di dita possono portare morte e tristezza.

Mi viene in mente questa rappresentazione, perché durante il periodo del virus io insieme a tutte le altre persone eravamo parte della cala. In questa infatti ci sono alghe, sassi, pesci rimasti intrappolati a causa della risacca e della corrente. Noi infatti siamo finiti in questa finta prigione di cristallo, da cui però tutti non sono riusciti ad uscire.

Le alghe che sono secche e immobili sul bagnasciuga rappresentano chi più fragile, più anziano,  ma anche meno prudente, non ce l’ha fatta, rimanendo lì, ammucchiato e omologato a tutti gli altri, lontano da un mondo fatto di freschezza e vita.

I pesci sia grandi che piccoli che sono riusciti ad uscire, sono coloro che hanno visto davanti ai proprio occhi ciò che era l’ignoto, ma con uno sforzo in più sono riusciti a tornare al presente (i superstiti).

Spesso durante il periodo del virus il “mare” non è stato sempre calmo, perché la sua forza ha causato numerosi movimenti e vittime.

Ma in seguito arriva quella calma, con le onde che danno origine a un suono ritmato e allo stesso tempo piacevole, accompagnato dalle cicale e dal cinguettio degli uccelli che fanno largo ad un periodo, “l’estate”, che si spera duri a lungo (per i suoi effetti).

Questa dell’isolamento è stata una grande difficoltà, ma bisogna sapere come ritrovare lo sbocco per la libertà.

Io in un futuro mi rivedrò proprio così, una parte quasi impercettibile che compone la caletta, che con tanta speranza vuole trovare un collegamento con il mare.

La cala come anche la vita ha sempre le proprie farfalle.

bela me Carara

Il fantasma delle colline

di Anonimo del Sublime

Il gigante di nuvola passeggiava
Fiero nel portamento
Sincero e vecchio.
Mi fa pietà
Solo sovrasta i monti e
Cammina sulle acque placide,
Placa le tempeste e
Nasconde le valanghe.
Dona a chi ne ha bisogno
La sua ombra e
Apre le dita per far uscire i raggi.
Di notte si scalda
S'abbronza del biancore, pallido
Dell'unica che non può nascondere.
Vorrebbe, il colosso diventare
Schiuma bianca del mare accanto
Per giocare a rincorrere i bambini e
Sentire almeno una volta
L'ombra di una nuvola proiettata su di sé.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
È stanco di vedere i cherubini,
Vuole allontanarsi da tutta quella essenza perfetta
Lui che senza un contorno va
Nei campi di ginestre.
bela me Carara

Passaggio di nubi

di Anonimo del Sublime

Piccoli frammenti
residui d'un temporale
persistono.
Filamenti effimeri
tagliati dalla scia
di un aeroplano.
Sulla collina accanto
la ginestra si palesa prepotente
assorbe la luce del sole
la conserva
per illuminare
il giorno d'un prossimo temporale.
Nubi basse
giocano a nascondino
negli anfratti dei monti.
bela me Carara

Specchio del cielo

di Anonimo del Sublime

Carrara è un covo di meraviglie, in ogni angolo trovo uno spunto da cui partire per le mie poesie…e poi il resto viene da sé. Sono nata qua ed ogni piazza, via e vicolo mi porta ricordi di quando ero piccola e di come giocavo ovunque. Le poesie sono sentimenti trascritti con similitudini e metafore, ma una poesia senza emozioni e ricordi non è una vera poesia.

Tremolii riflessi
nello specchio d'una buca di città,
realtà distorta.
Nuvole sovrapposte tra loro
dal vento che piano accarezza
l'acqua.
Le foglie si riflettono
in una verde macchia indistinta
poltiglia di linfa.
Non sono mai riuscita a capire
cosa ci fosse
senza alzare gli occhi al cielo.

bela me Carara, Comunicazioni

Bela me Carara

di Serena Mazzoni

Salve a tutti, come state? Come procedono le vacanze?

Sicuramente in modo diverso rispetto agli anni precedenti, dato che il 2020 ci ha portati ad affrontare situazioni che mai nessuno avrebbe immaginato e adesso dobbiamo rispettare le conseguenze con consapevolezza e responsabilità.

Per questo molti di noi stanno trascorrendo la propria estate qua, a Carrara e dintorni. Incredibile, vero?

Sempre deserta e snobbata, in questo periodo la nostra città viene rispolverata da noi cittadini che diventiamo quasi turisti nel riscoprire le bellezze che ci circondano, mentre siamo sempre stati abituati a cercare il “bello” in posti lontani.

In onore di questa riscoperta abbiamo deciso di creare una nuova categoria “Bela me Carara” per ricordarci e ricordarvi i meravigliosi posti che viviamo, sempre sotto il nostro naso, ma che fino ad ora magari non erano stati presi molto in considerazione. Troverete poesie, testi, fotografie, schizzi, disegni, tutti per testimoniare le nostre radici apuane.

Speriamo vi possa piacere quanto a noi questa idea, buon proseguimento di vacanze a tutti!

frammenti di pensieri

Chester

di Anonimo del Sublime

Mi manchi
mi manchi da morire
tu che sei morto.
Ma ti capisco sai?
Comprendo le tue motivazioni
io stessa le abbraccio
scrivo con sotto iridescent
crawling
one more light.
Tu che hai salvato molti
con dolci parole cucendo
le ferite del presente.
Tu che mi comprendevi
che non mi puntavi il dito contro
che mi sostenevi.
Non ti ho mai visto
ma ti ho conosciuto
oh sì che ti ho conosciuto.
Spesso il mio pensiero vola a te e
penso che sia stato molto coraggioso
a lasciarli uscire
ma forse la nostra
è un'incurabile malattia terminale;
e se anche così fosse
io ti giuro Ches
che vivrò anche per te.
frammenti di pensieri

Lacrime di rugiada

di Anonimo del Sublime

Acre suona il violino
nell'alba la pioggia acuta
cade.
L'aria frizzante trema,
preoccupazione e ansia
porta.
Il prato felice accoglie le gocce
le trasforma in gioielli
collane e anelli per gli steli.
Tremo spaventata per ciò che vedo,
uno spettacolo triste
talmente tanto che
la mia pioggia si confonde e diventa
corona per la margherita accanto.
Il mio urlo sovrasta
la litania del violino
che occupa la mia mente
obbligandola a ripensare
a rinvangare
i ricordi
che mai sono del tutto felici.
frammenti di pensieri

Perenne mania

di Anonimo del Sublime

Sfinita poso la matita
prosciugata dal foglio
che senza volerlo
tutto di me tira fuori.
È quasi un'ossessione
far passare la mano sulla carta
come è necessità bere l'acqua.
Se smettessi, starei in agonia
per poi cedere e accogliere
le lettere nella mente.
E anche se non le imprimi
intere essenze si formano
restano appese ad un filo
premono
spinte dal vento
per volare sul bianco
e mai essere dimenticate.
È divertente a volte
far la lotta scherzando
alla mia voglia di scrivere.