Le voci di chi ha partecipato
Le voci positive
L’11 gennaio 2019 si è svolta la Notte Bianca del liceo classico “E. Repetti” di Carrara. Si tratta di una manifestazione che ormai da cinque anni si svolge in molti licei classici del territorio nazionale. L’evento, finalizzato alla pubblicizzazione del modello di studio adottato da questo particolare tipo di Liceo, ha avuto luogo attraverso la presentazione, a tutti gli ospiti, di attività laboratoriali, mostre, conferenze e spettacoli messi in opera da docenti e studenti. Il tema della serata era “La bellezza salverà il mondo”…(Aurora C.)
…La cosa che ho apprezzato di più sono stati gli alunni che hanno svolto la sorveglianza, perché hanno assicurato che non ci fossero situazioni spiacevoli e ospiti non invitati!!! Un’altra attività che ho apprezzato particolarmente è stato il banchetto di beneficenza, perché coloro che erano a fare il turno erano davvero tutti molto gentili e molto cordiali. Un’ultima idea che, secondo me, è risultata molto affascinante è stata la mostra di giornali che risalivano all’epoca fascista, perché erano veramente molto interessanti… (Giulia B.)
…Gli ospiti sono stati intrattenuti anche dal gruppo musicale composto da alcuni ex-studenti che hanno suonato e cantato diverse canzoni di musica leggera, nonché dal coro della scuola, composto da studenti di ogni classe le cui voci hanno affascinato il pubblico intonando diverse melodie.
La quinta edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico ha goduto di grande partecipazione, grazie sia al grande impegno e alla grande passione che ogni studente mette in quello che fa sia al particolare interesse dei professori, i quali si sono adoperati per la migliore realizzazione della serata… (Aurora C.)
…Gli alunni delle IV gymnasium, o “i quartini”, come ci chiamano quelli più grandi, non hanno svolto attività come i laboratori di scienze o inglese, ma si sono occupati delle attività parallele e comunque importanti come cucinare i biscotti o creare gli oggetti per la beneficenza, gestire il guardaroba, oppure, come è capitato a me, occuparsi del buffet. Un’esperienza divertente, devo dire, peccato però che non si poteva mangiare tutto quel ben di Dio che c’era sul tavolo fino a quando non fossero arrivati gli ospiti. Un consiglio? Se in futuro vorrete partecipare aiutando con il buffet, ricordatevi di fare MERENDA! Dico, per esperienza personale, che è dura rimanere senza nulla nello stomaco dalle 17:00 fino alle 20:00 mentre quel buon cibo ti passa davanti… (Rebecca G.)
… Una volta dentro si veniva travolti da un’ondata di calore e si poteva vedere una miriade di ragazzi, tutti con maglia nera e sigla del classico in un verde discutibile che sfrecciavano su e giù per le rampe di scale… (Serena M.)
…In particolare, nel piano inferiore, si trovava il laboratorio di scienze, molto ben organizzato ed elaborato… Nel piano superiore, invece, c’erano il laboratorio di inglese, particolarmente bello e coinvolgente grazie alla bravura degli studenti e dei professori, e il laboratorio di letture teatrali, in cui i ragazzi interpretavano e leggevano alcuni passi dei poemi omerici e di altre opere classiche. L’unica nota negativa dei laboratori, in particolare gli ultimi due che ho elencato, è che non davano la possibilità di essere visti da tutte le persone che avrebbero voluto essere presenti, sia per la poca disponibilità di spazio, sia per il numero limitato di ripetizione degli spettacoli… (Serena M.)
Sono Fabio e frequento la quarta ginnasio. Quest’anno ho partecipato per la prima volta alla Notte Nazionale del Liceo Classico nella mia scuola, il Liceo Classico “Emanuele Repetti”. Devo dire che, se dovessi dare un voto da 1 a 10 alla serata, darei un bel 9! Ho partecipato alla conferenza nell’Aula Magna e l’ho trovata molto interessante. Una conferenza basata sul tema della serata, “Il Bello”. Parlava non solo della bellezza del liceo classico, ma anche di quanto questa scuola sia importante per la vita in qualsiasi ambito; infatti alla conferenza hanno parlato ex alunni che, dopo il Liceo, hanno raggiunto ottimi livelli, anche nell’ambito scientifico… (Fabio B.)
…Erano le otto di sera e la folla poco ordinata stava spingendo con molta forza, quando le porte di accesso al buffet sono state aperte e tutti sono “saltati” sui tavoli come animali feroci… Passavo da un’aula all’altra e, come su un set, la scenografia cambiava di volta in volta. Ho visitato il laboratorio d’ inglese e il laboratorio di scienze, fantastici entrambi. La scuola era allegra, piena di cose curiose da scoprire… È stata una splendida serata nella quale ho avuto l’opportunità di conoscere tante persone, anche nella classe a fianco alla mia, e non vedo l’ora che questa esperienza si possa ripetere. (Benedetta P.)
Le voci contrarie di esterni
…Secondo me la festa non era organizzata in malo modo, ma ci sono state due cose che non mi sono andate a genio. La prima è che quando sono arrivato non avevo compreso subito se mi trovassi nel posto giusto, perché la scuola, dalla strada, non si vede. Quando poi sono entrato nel vialetto d’ingresso, devo dire che non era molto messo bene e soprattutto sembrava che fosse infinito. E dentro? La struttura del labirinto. La seconda è che, siccome la struttura non è molto grande e c’era un ammasso di gente, se si voleva andare ad un laboratorio (come ad esempio quello di inglese, scienze e letture teatrali) si doveva correre per trovare un posto e riuscirne a vedere almeno uno… (Giulia B.)
…Il liceo classico, la scuola più difficile e più noiosa che possa esistere. Pensate che quei secchioni del classico riescono addirittura a festeggiarla. Tranquilli, non è una vera festa come quelle che organizziamo noi “scienziati”: tra laboratori teatrali, mostre su vecchi libri e conferenze la noia è assicurata. Pensate che gli studenti sono anche “obbligati” a fare attività come garantire la sicurezza dei corridoi, stare al banco della beneficenza o al guardaroba. Quegli sf…ortunati hanno addirittura formato una band per suonare. L’unica cosa bella di tutta la serata è stato il buffet. Insomma questa festa, anche se chiamarla così è un affronto al nome festa, è la manifestazione più noiosa a cui abbia mai assistito. La cosa che mi infastidisce di più è il fatto che loro si reputano migliori di noi solo perché parlano due lingue morte, ma non capiscono che il futuro è la matematica. (Mattia C.)
…Era un bel venerdì sera e io me ne sarei volentieri andato in qualche locale a divertirmi, ma non potevo deludere il mio amico Marco che mi aveva chiesto di andare alla “festa” della sua scuola, il liceo classico. Per le otto mi sono alzato dal divano e ho iniziato a preparami svogliatamente, ho messo un paio di jeans comodi, una maglietta e il mio solito giubbotto di pelle. Sono uscito in motorino e, dopo aver patito molto freddo sul viale XX Settembre, ho impiegato almeno 10 minuti a cercare quella maledetta scuola che sembrava essere stata inghiottita da un buco nero; il localizzatore diceva che ero arrivato, ma davanti a me c’era il vuoto! Ho telefonato a Marco che mi ha risposto solo dopo tre chiamate perse e mi ha detto di girarmi verso sinistra; solo allora ho individuato un lungo e stretto vialetto e finalmente sono arrivato all’entrata. Una volta dentro mi sono sentito in imbarazzo, perché molte persone erano vestite come se fossero appena uscite da uno spettacolo di teatro ma, per fortuna, è arrivato Marco che come me aveva un abbigliamento sportivo.
La scuola era un po’ come me l’aspettavo: molto spaziosa, luminosa, calda e tenuta molto bene. Devo dire che sono rimasto impressionato, mi aspettavo che in un liceo classico tutto sarebbe stato ben organizzato, ma non che ci fosse così tanta gente e tantomeno che gli alunni di quella scuola, che in molti descrivono come antipatici, capaci solo di studiare e vanitosi, fossero così ospitali e simpatici. Durante la serata Marco mi ha presentato un sacco di suoi amici e amiche e devo dire che mi sono trovato benissimo con tutti.
C’erano musica, laboratori, mostre… ma quasi tutte le aule erano piene di persone così io, Marco e altri suoi amici abbiamo passato la serata a girovagare tra un piano e altro e ogni tanto facevamo anche un passo fuori. Devo dire che mi ero creato delle false aspettative, pensavo che sarei finito dentro un noiosissimo congresso di adulti e invece c’erano moltissimi ragazzi della mia età e alla fine la serata è passata in fretta. (Sofia A.)
