di Anonimo del Sublime
Sono felice di rivederti mio caro infinito, mi sei mancato tanto nei momenti in cui il freddo ghiacciava i tuoi cugini insipidi. Per troppo non sono venuta a farti visita. Ma ora sono qua, chinata ai tuoi piedi che felice guardo i tuoi sentimenti ribollire che trasparenti si mostrano. Quale posto piú bello? Sei l’unico a cui mi inginocchio, il solo, con dolce riverenza, perché so che mai nonostante abbia visto cosa tu possa se vuoi fare useresti su di me violenza. Al massimo l’unico a lasciarmi del viola é il tuo stallone che strattona, oppure i brividi sul corpo per il repentino cambio del tuo umore. Gioco con una goccia, la faccio scivolare tra le dita per poi farla cadere tra le sorelle portando la testimonianza della mia presenza, subito ti sento febbricitante e in qualche falcata mi sei accanto. Ti accarezzo con tutta la mano e se potessi mi lancerei tra le tue braccia. Felice inizio a scappare come facevo in primavera dai tuoi cavalloni, per poi ridere quando sul mio viso uno schizzo giunge. Il tuo profumo mi entra nelle vene e chiunque puó sentire il tuo marchio su di me e io offro fiera alla loro vista i capelli bagnati dei tuoi baci. Il mio amore per te é profondo due volte te stesso, o forse piú. So che mi raggiungeresti in ogni continente e per questo ti sono grata. Perché appena penso di essere sola la tua mente si insedia nella mia e io subito mi rassicuro perché sempre potró tornare sulle tue sponde belle a bearmi dei tuoi racconti di sirene e marinai. Di come incontrasti nessuno. Per sentire sempre la tua voce roca calda che come uno scudo mi avvolge dai commenti degli altri e se serve, anche dai miei pensieri funesti. Nella tua immensitá mi perdo e mai il non-ricordare fu piú bello.
