di Anonimo del Sublime
Esiodo, Teogonia, 337, 346-348, 362-366
Teti a Oceano partorì i fiumi turbinosi:
[…]
Generò anche una sacra schiera di figlie, che sulla terra
agli uomini nutrono la giovinezza insieme ad Apollo signore
e ai fiumi: tale destino hanno da Zeus:
[…]
Tali da Oceano e Teti nacquero
figlie più antiche, ma molte sono anche le altre:
tremila infatti sono le Oceanine dalle sottili caviglie
che, numerose, la terra e gli abissi del mare
dovunque ugualmente hanno in custodia, prole radiosa di dee
[…]
Mi sento come il Mare,
circondato da calde terre
che peró non gli danno il giusto amore.
Lui ha bisogno di qualcosa
che sia piú forte delle onde e
profondo due volte se stesso.
Da troppo aspetta
temendo che mai arrivi e
io cosí mi sento accanto a lui.
Soli ci teniamo compagnia
forse consapevoli
che non avremo mai ció che vogliamo
ma troppo cattivi per ammetterlo.
Abbiamo fatto un patto
io e il Mare,
se non trovassimo
il nostro amore,
ci sposeremo e
lui di me avrá il cuore e
io di lui dedicate ogni gocce.
Saremo per sempre complici
di sguardi e di emozioni
che passano veloci come il tramonto,
oh quanto é bello
quando il fratello e la sorella
alterni si lanciano
a farsi baciare dal sale.
Io che scalpito contro il freddo
per andare a trovarlo anche quando
il vento geloso mi é avverso.
Nulla mi impedisce
di rinnovare sempre
la promessa,
giá sancita quando ancora
scappavo dai suoi piú alti cavalli e
cercavo di catturare tra le mani i suoi abitanti.
Lui che con uno sguardo mi calma e
con un tocco m’immobilizza,
frena tutte le mie paure e ansie
con un vortice di calda acqua
accompagnato dall’orchestra
che solo per me suona.
Felice di fargli compagnia sempre,
serena poggio una mano sul suo centro e
ogni notte sogno questo bellissimo continuo.
Spero sempre di non svegliarmi oppure
di poter scivolare per sempre
tra le sue braccia spumose
che mi proteggeranno
dagli uomini cattivi che
lui dice non mi meritano.
Vorrei sposarlo oggi e meglio ancora
essere sua sposa giá da ieri.
Giuro mio amore caro
che prima o poi scenderó tra gli abissi
scriveró sulle rocce dei tuoi fondali e
sui banchi di sabbia,
parole piene d’amore
per quel blu immenso che sei.
Unico mi manca
il coraggio
per sprofondare nei tuoi abissi,
lasciare la terra nera,
donare a te altre onde come dote e
affidarti ogni respiro.
Giurami mio bel blu,
che li conserverai tutti
dalla prima bolla trattenuta
fino all’ultima che piccola risale,
tieni stretto al petto
il mio sorriso che solo per te risplende,
t’affido anche i miei occhi,
e guarda tramite loro
quando piú ti senti nero di rabbia
tutto il bene che provavo per te.
Ti dono il mio cuore e la mia anima,
che per sempre aleggerá tra i mari
guardando le stelle e il sole,
felice anch’essa di questa mia decisione.
Prima o poi troveró il coraggio
mio amore profondo e
avrai tutto quello
che da tempo ti ho promesso.